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***DL ANTICRISI*** CON GLI EMENDAMENTI PDL SI TORNA A PARLARE DI CONDONO

agosto 24, 2011 di Redazione 

In queste ore gli occhi sono tutti puntati sulla commissione Bilancio di Palazzo Madama, dove il termine per presentare gli emendamenti sulla manovra bis da 45 miliardi scade lunedì prossimo. Sulle modifiche da apportare al testo Pdl e Lega restano distanti, e così si dica anche sulle pensioni e sulla questione padana, di cui vi abbiamo riportato il botta e risposta tra il Cavaliere ed il Senatùr. Il Pdl di Alfano sembrerebbe giovarsi dell’appoggio dell’Udc, ma sul fronte leghista non si vede ancora nessuna schiarita. E se l’obiettivo della maggioranza è quello di trovare un accordo al Senato, in modo da blindare il testo alla Camera e approvarlo in tempi brevi, la realtà contingente è che  sia dentro al Pdl che nella Lega un punto di equilibrio su come modificare il decreto non c’è. E la situazione si complica esponenzialmente se si pensa ad un’intesa tra i partiti alleati. La linea del Pdl sembra non lasciare spazio al dialogo. Il vicepresidente dei deputati, Massimo Corsaro, infatti non si dà per vinto sulle pensioni, ribadendo così il no alla Lega; ripropone l’aumento di uno o due punti di Iva sollevandosi contro non solo il Carroccio ma anche via XX settembre; parla di alzare la soglia del contributo di solidarietà da 90 mila euro a 100, distendendo così i soli nervi del premier.  Intanto però per il 6 settembre si prepara lo sciopero nazionale della Cgil. Si vuole avere la meglio in una battaglia fraticida o si vuol vincere la guerra? Ben più triste sarebbe constatare che, come al solito, qualcuno vuole giovarsi del caos dentro e fuori del palazzo per ottenere “altro”. Tra le novità che sembrerebbero gravare sulla manovra, il capogruppo alla Camera per l’Idv annovera infatti un nuovo condono firmato dal Pdl, e sceglie il giornale della politica italiana per denunciarlo. Sentiamo.

 

Nella foto, Massimo Donadi*

di Massimo DONADI*

 

“E dai Silvio, facciamo un condono, dai dai dai per favore. Uno solo, piccolo piccolo, tombale. Poi però si cambia eh! Mica è sempre Pasqua. Si fa questo condonuccio tombale e poi linea dura. Eh eh, son finiti i tempi di un condono ogni due tre anni, siamo gente seria noi…”.

E’ il ragionamento di qualche parlamentare del Pdl che ha gia presentato delle proposte di legge, che potrebbero trasformarsi in emendamenti alla manovra. No. Noi non ci stiamo. Il Pdl non s’illuda perche’ ci metteremo di traverso e impediremo l’approvazione di questo ennesimo vergognoso scempio.

I condoni fanno parte del peggiore malcostume politico italiano, sono un premio all’illegalità e alla furbizia. Nel paese dei furbi (o di tanti cretini e disonesti che si credono tali) il condono è una misura ideale. Nell’Italia che vogliamo costruire noi, che esce distrutta moralmente, socialmente ed economicamente da vent’anni di berlusconismo, no, non è la misura ideale, ma una misura truffaldina.

I condoni hanno già procurato troppi guai e troppe ingiustizie nella storia italiana. Ci opporremmo a qualsiasi tentativo di reperire risorse in questa maniera disonesta.

I tempi devono cambiare.

 

MASSIMO DONADI*

*capogruppo alla Camera de l’Italia dei Valori

 

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