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***Questione padana*** LA LEGA LAVORA PER AFFOSSARE L’ITALIA? di MASSIMO DONADI*

agosto 23, 2011 di Redazione 

«Questo è un cambiamento epocale, non è una questione Nord-Sud, bisogna vedere se l’Italia ci sarà ancora». Così il leader della Lega, Umberto Bossi, commenta da Capriata d’Orba (in provincia di Alessandria) l’auspicio del Colle su una crescita meno diseguale tra il nostro Nord ed il mezzogiorno. «Il sistema italiano è condannato a morte – dichiara il Senatùr – il Nord produce, da soldi a Roma che li distribuisce al Sud». Dunque per il Senatùr «la soluzione è la Padania, perché è l’Italia che non tiene più. Sarà la grande Padania che ci darà un altro futuro». A queste parole, in cui lo spirito del comizio prevale sul ruolo istituzionale del ministro e sulla stessa Costituzione cui ha prestato giuramento (“ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione” ai sensi dell’art 67), non segue alcun chiarimento. Palazzo Chigi si è trovato costretto ad un comunicato di replica: «Mi spiace, questa volta, di non essere d’accordo con il mio amico Umberto Bossi – scrive il premier -. Sono profondamente convinto che l’Italia c’è e ci sarà sempre. Celebriamo i 150 anni di unità di un Paese che ha sempre saputo reagire con grande orgoglio alle difficoltà che la storia gli ha posto innanzi. Un Paese che è unito, con un Nord e con un Sud che sono partecipi di una comune storia e di un comune destino». Un comune destino dal quale però la Lega sembra volersi emancipare, o quantomeno rispetto al quale voglia far valere la propria posizione di forza minacciando una secessione, oggettivamente non concretizzabile, in cambio di una qualche contropartita. Che la revisione del dl anticrisi possa subire un’ insospettata modifica a favore dei “padani”?

 

Nella foto, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi

di Massimo DONADI*

 

Ogni tanto Berlusconi si sente anche un po’ Cavour e si prende la briga persino di rispondere a Bossi sull’Unità d’Italia. E afferma perentorio: l’Italia c’è e ci sarà sempre.

Parole al vento, come al solito. Neanche gli alleati lo stanno più sentire. Il giornale “La Padania”, organo di stampa ufficiale del Carroccio, rilancia la questione, dal titolo: “Italia, una ‘famiglia’ da cui bisogna uscire”. Da tempo la pernacchia, il dito medio alzato appartengono, grazie alla Lega, allo squallore di questa fase politica, al degrado culturale del Paese, ma l’editoriale della Padania sulla divisione dell’Italia va addirittura oltre, è ancora più grave.

I leghisti stanno nelle stanze dei bottoni ormai da anni, decidono più di qualsiasi altra forza politica i destini del Paese (coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti) e continuano a recitare la parte dei secessionisti. Sono attaccati alle poltrone come delle cozze allo scoglio, ma ogni tanto minacciano ferro e fuoco.

E’ inaccettabile che una forza che esercita la golden share sul governo lavori per affossare l’Italia proprio mentre il nostro Paese attraversa una fase drammatica, con pesanti costi economici e sociali. Non si capisce se questa assurda polemica sulla secessione sia solo l’ennesima pagliacciata estiva della Lega o un vero e proprio attentato alla Costituzione.

Il legittimo sospetto che vogliano approfittare della crisi per affossare l’Italia c’è ed è un dubbio ancora non chiarito. Bossi deve dire chiaramente se condivide l’editoriale della Padania, se quella è la posizione della Lega. Se così fosse sarebbe inconciliabile con la presenza al governo.

Non si può far finta di niente e far passare questa posizione come una buffonata. “Tanto i leghisti son pagliacci folcloristici e abbaiano solo” si dice. No, non va bene. Chi governa ha delle responsabilità importanti e deve rispettare i cittadini. Le parole dei politici hanno un peso ed un significato, soprattutto quando il Paese è nell’occhio del ciclone e nel mirino degli speculatori internazionali.

La Lega ha il dovere di fugare tutti i dubbi sulla sua lealtà alla Costituzione ed ai cittadini italiani.

E lo deve fare subito.

 

MASSIMO DONADI*

*capogruppo alla Camera de l’Italia dei Valori

 

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