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***CRISI FINANZIARIA*** MERKOZY E IL NAZIONALISMO STORPIATO di GAD LERNER

agosto 20, 2011 di Redazione 

Dopo la chiusura rosso sanguigna delle Borse europee, oggi la stima di Unioncamere non fa che confermare il trend. 88mila posti di lavoro in meno: questa la cifra dell’autunno nero che ci attende. In un simile contesto, mentre nel nostro Parlamento si gioca ad imbellettare la manovra anticrisi per i soliti noti, c’è chi guarda con speranza all’Europa. Il vertice franco-tedesco, come vi abbiamo raccontato in questi giorni, ha deluso i più, e soprattutto non ha convinto i mercati, che ieri hanno risposto con una stridente debacle. Ma se la Merkel e Sarkozy sapranno cogliere l’istanza del presente, quella che infine impone come unica strada per la salvezza la scelta di “più Europa” –per dirla come l’autore dell’articolo– allora forse la parziale rinuncia alla sovranità nazionale sarà una giusta contropartita, e quel originario e coraggioso primo progetto potrà infine divenire realtà. Se invece si continuerà ad insistere su un ottuso e controproducente nazionalismo è molto probabile che il progetto Europa non arrivi a maturare la sua attuale forma embrionale. All’interno, Gad Lerner.

 

Nella foto, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel al riparo (loro)

di Gad LERNER

 

La settimana del dopo ferragosto è costata un’ulteriore stangatona ai risparmiatori europei, con l’Italia come al solito messa peggio degli altri. Nei dibattiti fra gli economisti vale poco più di un inciso su “il buffone che la governa”.

Ma è stata pure la settimana in cui si sono manifestati i limiti di una leadership europea imperniata su due capi di governo culturalmente destrorsi, cioè condizionati da un’ottica nazionalistica tradizionale, quali sono Angela Merkel e Nicolas Sarkozy.

Non so se da questa crisi usciremo con una maggiore integrazione politica europea, cioè con una sensibile cessione di sovranità da parte degli Stati-nazione agli organismi comunitari, specie in materia fiscale e di politica estera. O se invece cadremo nel baratro della disintegrazione dell’euro.

Non solo il cuore, ma anche la ragione mi suggeriscono che il “più Europa” sia la soluzione più probabile, trattandosi dell’unica salvezza possibile.

Ma il nazionalismo storpiato del duo Merkozy va nella direzione opposta, purtroppo. La somma delle loro difficoltà interne spinge i leader di Germania e Francia a conservare gli egoismi nazionali, mascherandoli con la cosmesi del loro asse privilegiato. Brutta faccenda. Dovrebbero essere dei trascinatori generosi, paiono solo degli amministratori impauriti.

 

GAD LERNER

 

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