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***DL ANTICRISI*** SCUDO BIS SULLA MANOVRA? QUESTA VOLTA SFUMA MA L’OCCASIONE NON ANDAVA PERDUTA di MASSIMO DONADI*

agosto 19, 2011 di Redazione 

L’ipotesi di uno scudo bis sulla manovra sembra tramontare con le parole dei ministri Romani, Matteoli e Calderoli. Giornali e giornalisti sarebbero i responsabili e unici fruitori della notizia, poiché il governo smentisce di aver anche solo ipotizzato l’introduzione di un nuovo scudo nell’anti-crisi. Saranno state indiscrezioni inesatte, ma che il tentativo non ci sia neppure stato è una cosa a cui in pochi sembrano dare adito nell’arena politica. Dopo le reazioni di Bersani, che alla notizia aveva reagito dichiarando una guerra «con ogni mezzo» al paventato scudo, ora si aggiunge il ben più scettico Donadi, che sullo scudo imputato al governo riscontra il paradosso di una diversa politica cui lui si fa portavoce. La controproposta dell’Idv infatti «proponeva di tassare i capitali scudati per recuperare miliardi di euro sottratti al bilancio dello Stato». Due mondi opposti, in perenne conflitto. Il resto, nell’articolo all’interno.

Nella foto, Massimo Donadi

di Massimo DONADI*

 

Naturalmente oggi smentiscono ogni voce, dando la colpa a giornali e giornalisti. Ieri, però, se ne parlava, quindi ne deduciamo che ad inserire un nuovo scudo ci hanno quanto meno provato. E siamo davvero al paradosso: mentre l’IdV proponeva di tassare i capitali scudati per recuperare miliardi di euro sottratti al bilancio dello Stato, spuntava, nelle menti governative, capaci di sorprese continue, l’ipotesi di un nuovo scudo fiscale.

Ma si può arrivare a tanto, mi domando? Berlusconi pensa di sì, evidentemente. Mai nessun altro governo ha fatto del condono un principio di politica delle entrate. Il pericolosissimo duo Berlusconi-Tremonti ne ha fatti di ogni tipo: fiscali, previdenziali, edilizi. Mi pare doveroso ricordare che il modo indegno di favorire gli evasori è emerso in tutta la sua gravità da un rapporto della Corte dei Conti.

Da una previsione d’incasso dei condoni 2003 di 11 miliardi di euro, infatti, se ne incassarono solo 6, mentre gli altri 5 miliardi di euro mancarono all’appello. Tutto ciò, grazie anche ad una norma di tremontiana ideazione che in pratica permetteva a coloro che si autodenunciavano come evasori, di ottenere una rateazione. Ebbene, il ministro non ha neanche previsto che il mancato pagamento anche di una sola rata comportasse la perdita dei benefici della richiesta di condono. Risultato: tanti, troppi evasori hanno ottenuto il beneficio della cancellazione di ogni pendenza con il fisco e di ogni conseguenza penale, è bastato fare la rateazione, pagare la prima rata e poi dileguarsi nel nulla.

Ma noi non ci stiamo, signor ministro. Premiare i truffatori e penalizzare gli onesti cittadini non è una politica che possiamo accettare ed è esattamente quella che il governo continua ad adottare, sperando di farla franca, anche in un momento di emergenza economica, infilando nel testo di risanamento addirittura norme che agevolino il rientro di capitali, così da dare una mano, per l’ennesima volta, a chi fa riciclaggio. Come se non fosse più che sufficiente ciò che hanno già fatto, permettendo la ri-nazionalizzazione dei capitali esportati illegalmente all’estero con una tassazione del solo 5% del loro valore. Norma che ha favorito in modo massiccio tutte le categorie di evasori.

No, evidentemente a questo governo non basta e dunque pensa bene di continuare a far scempio della legalità portando al collasso la nostra economia. Ebbene, noi ciò non lo consentiremo mai. Ci batteremo con ogni mezzo, in Parlamento come nelle piazze, perché questo governo vada a casa.

 

MASSIMO DONADI*

*capogruppo alla Camera de l’Italia dei Valori

 

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