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*** ITALIA COMMISSARIATA*** SARKOZY E MERKEL PADRONI DI PALAZZO CHIGI? A QUALI CONDIZIONI? IL GOVERNO DICA TUTTA LA VERITA’ di MASSIMO DONADI*

agosto 9, 2011 di Redazione 

Il «Dobbiamo andare dietro un po’ all’Europa» di Bossi, risposta alla lettera di Nicals Sarkozy ed Angela Merkel, fa molto discutere. Sorprende che il più antieuropeista dello scenario politico italiano se ne esca con una simile affermazione. Ma soprattutto fa capire la gravità della situazione nella quale l’Italia sta versando. Il tempo perso a rassicurare i cittadini ed i mercati (giustamente) preoccupati è ormai irrimediabilmente perso, e con lo sguardo del dopo è senz’altro più facile valutare quanto irresponsabile sia stato un simile atteggiamento da parte dell’esecutivo. Ieri Lerner sulle nostre colonne parlava della «perdita di sovranità», implicita, che il commissariamento da parte dell’Europa costa al Paese. Oggi Massimo Donadi parla di «resa dei conti», di quel che seguirà nei palazzi della politica italiana di fronte a «una crisi epocale ed un governo incapace di gestirla». Sentiamo.

Nella foto, da sinistra Angela Merkel, Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy

di Massimo DONADI*

 

Cucù? Vi ricordate? Il cucù di Silvio ad Angela Merkel? Stavolta, però è toc toc, chi bussa alle porte di palazzo Chigi? Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, i due nuovi inquilini di palazzo Chigi.

Sono loro, di fatto, a guidare l’Italia in questo difficilissimo momento economico e finanziario, a dimostrazione dell’incapacità e dell’inettitudine del governo. A nulla servono le pietose spiegazioni del centrodestra. Non è vero, la crisi è globale riguarda tutti, non c’è nessun commissariamento dall’Europa. Invece sì, c’è eccome, e siamo stati i primi a dirlo, a mettere il dito nella piaga.

Di fatto, la lettera della Bce e, soprattutto, la nota congiunta che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno inviato al governo italiano, chiedendo all’Italia di fare presto e di anticipare a settembre i provvedimenti e la manovra, parla chiaro. Le istituzioni della Ue e i leader delle principali potenze europee hanno stabilito quanto deve essere pesante la manovra ed entro quanto va portata a termine.

Se fosse stato per lui, per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e per quella banda di irresponsabili che disegnano la compagine governativa, avremmo continuato ad ascoltare un mucchio di frottole, di bugie con la B maiuscola. Avremmo continuato a sentirci dire che tutto andava bene madama la marchesa, così come ha fatto mister B durante l’informativa alla Camera della scorsa settimana.

Siamo messi talmente male, siamo a tal punto commissariati che anche quell’antieuropeista convinto di Umberto Bossi ha ammesso che dobbiamo seguire l’Europa. Siamo veramente alle comiche finali. Siamo sotto tutela e non succedeva dalla fine della seconda guerra mondiale.

Giovedì arriverà la resa dei conti. Non pensino di venirci a raccontare la storiella di quanto sono stati bravi e buoni e di quante meravigliose idee hanno in testa.

Vogliamo sapere tutte le condizioni che la Ue ha posto all’Italia per salvarla dal fallimento. Abbiamo un problema nel problema. Una crisi epocale ed un governo incapace di gestirla. Almeno, per una volta, dicano la verità tutta la verità.

 

MASSIMO DONADI*

*capogruppo alla Camera de l’Italia dei Valori

 

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