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***L’appello*** SETTEMBRE E’ TROPPO LONTANO: LA CRISI VA AFFRONTATA ORA di MASSIMO DONADI

agosto 5, 2011 di Redazione 

Resta alta la tensione dei mercati all’indomani del crollo delle Borse planetarie. Piazza Affari tenta il rimbalzo e fallisce, malgrado il picco toccato nel primo pomeriggio dell’1,7%. Il governo prova a reagire annunciando di anticipare di un anno (al 2013) il pareggio di bilancio previsto inizialmente nel 2014 dalla maximanovra, da poco approvata. Si prova così a mettere «un argine alla speculazione», dicono il premier e Giulio Tremonti. Quest’ultimo esclude che vi sarà una manovra-bis: «Non dobbiamo cambiare l’impianto della manovra, ma cambiare semplicemente la tempistica visto che in un mese è come se fosse cambiato il mondo». «Abbiamo pensato a misure che abbiamo introdotto nel decreto legge manovra con quindi la possibilità del raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013 anzichè nel 2014» ribadisce Silvio Berlusconi. La Camera resterà dunque aperta la prossima settimana per il confronto in Commissione sull’introduzione del vincolo del pareggio nella Costituzione. Si avanza per un verso dunque, ma come ci racconta Massimo Donadi, dal tavolo tra le parti sociali e le opposizioni è emerso un «quadro preoccupante», che necessita soluzioni il prima possibile. Pare dunque impensabile attenderne la ripresa a settembre. Potrebbe essere troppo tardi. 

Nella foto, Montecitorio a Roma

di Massimo DONADI*

 

L’incontro tra le parti sociali e le opposizioni, cui ho preso parte con il presidente Di Pietro, è stato importante e proficuo. E’ emerso un quadro preoccupante, drammatico ma soprattutto è emersa con assoluta evidenza l’incapacità e l’inerzia del governo che ha rinviato tutto a settembre.

Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, unitamente a tutte le altre parti sociali e sindacati, hanno sottolineato l’assoluta necessità ed urgenza di prendere provvedimenti ora, già a partire dalle prossime settimane. Italia dei Valori si è presentata all’incontro con una proposta concreta, una proposta di legge che, per molti aspetti e linee guida, ricalca la proposta delle parti sociali. Lo abbiamo messo sul tavolo, offrendolo sia alle parti sociali che agli altri partiti di opposizione. Ancora oggi, nonostante le dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio dei ministri alle Camere e l’incontro tra le parti sociali ed il governo di ieri, le turbolenze sui mercati finanziari continuano a colpire pesantemente la borsa ed i titoli del debito pubblico italiani.

E’ evidente che i mercati finanziari giudicano inadeguato, insufficiente, e comunque poco credibile, il piano di azzeramento del deficit varato dal Governo con il decreto legge sulla manovra. Le stesse parti sociali hanno sottolineato la necessità di adottare, con carattere di assoluta immediatezza, nuove e più incisive misure strutturali che rendano plausibile e sostenibile nel Paese il raggiungimento dell’obiettivo dell’azzeramento del deficit entro il 2014 e il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, ha invocato la necessità che l’Italia adotti con urgenza misure strutturali di riforma finalizzate al risanamento dei conti pubblici. Noi abbiamo messo la nostra proposta sul tavolo delle parti ed abbiamo chiesto ai presidenti dei due rami del Parlamento, Schifani e Fini, di convocare con urgenza, già a partire dalla prossima settimana, le rispettive assemblee, procedendo alla calendarizzazione della nostra proposta di legge e di analoghi disegni di legge di altre forze politiche o di iniziativa governativa.

Non c’è tempo per aspettare. Settembre è troppo lontano. Bisogna agire subito, ora. Per questo oggi, rinnoviamo a tutte le forze politiche e al governo di esaminare il nostro disegno di legge, che va nella direzione auspicata dalle forze sociali, ma siamo pronti a misurarci con qualunque proposta e da chiunque provenga purché efficace. Ci auguriamo che, già a partire dalle prossime ore, arrivino proposte concrete anche dalle altre forze di opposizione e soprattutto dal governo.

Il momento è drammatico e se il Governo non risponderà a questo appello, allora il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dovrà davvero considerare il da farsi, perché un governo inerme, che non agisce di fronte ad una situazione di emergenza economica e finanziaria come questa, è un governo che va rimosso.

 

MASSIMO DONADI*

*capogruppo alla Camera de l’Italia dei Valori

 

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