Top

***DL ANTICRISI*** PENSIONI: DALLA TRUFFA ALLA FARSA di MASSIMO DONADI*

agosto 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le sette intense ore del vertice Pdl-Lega ad Arcore portano ad un accordo che non supera la giornata. Come abbiamo scritto nel primo pomeriggio, la “manovra più equa” vantata dal premier si rivela il solito spot privo di sostanza e contenuto. Con il veto della Lega sulle pensioni i conti non tornano (e ad onor del vero non tornavano neppure prima). Ora alla manovra manca circa 1 miliardo e mezzo (500 milioni nel 2013 e 1 miliardo nel 2014), causato dalla non adozione della norma sulle pensioni. La maggioranza tenta di calmare le acque: il mancato gettito verrà compensato da un’aumento della lotta all’evasione fiscale, con provvedimenti già allo studio, tra i quali sembra previsto anche un inasprimento delle norme ed un coinvolgimento dei Comuni. Questo il proposito di fine Agosto. Ma domani? Sarà ancora così? Read more

***DL ANTICRISI*** IL VETO DELLA LEGA ED IL CONTROLLO DELLA UE FANNO SALTARE LA MANOVRA DI ARCORE IN MENO DI 48 ORE

agosto 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La manovra di Arcore non sopravvive al crepuscolo senza trovare una nuova camaleontica ed improbabile definizione. L’altolà delle toghe e la denuncia di “golpe” della Camusso trovano paradossalmente forza nel veto della Lega, che sulla stretta pensionistica in merito al riscatto degli anni della laurea e del servizio militare impongono il loro categorico “no”. Torna così sulla bilancia della manovra l’aumento dell’Iva ed il contributo di solidarietà, probabile argomento del Consiglio dei ministri di giovedì, per quanto Palazzo Chigi ribadisca in queste ore  un ordine del giorno  a base di disposizioni in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili. Certo è che non si può abbassare la guardia ora che l’occhio vigile dell’Europa è puntato sula composizione della manovra: la Commissione europea avrà «particolare attenzione» ed «è fiduciosa che le misure per il rilancio della crescita avranno un peso maggiore». Questo l’invito di Olli Rehn, Commissario Ue agli affari economici, che rammenta come la Commissione «non si aspetti che gli obiettivi su cui l’Italia si è impegnata con i partner europei siano rimessi in discussione» e nella sua analisi sul testo della manovra «farà particolarmente attenzione alla composizione finale del pacchetto di misure». Bruxelles punta sui provvedimenti per la crescita affinché «abbiano un peso maggiore». Intanto a fronte del continuo rimischiare le carte dei provvedimenti anticrisi, l’opposizione attacca: «Nel mondo tutti pensano che l’Italia sia una barca senza timone e, francamente, è difficile dar loro torto» chiosa il segretario del Pd Pier Luigi Bersani da Modena. Ed ancora: «La diffidenza dei mercati si spiega con il fatto che questo famoso pareggio di bilancio in questi provvedimenti non c’è». «Farsa», «Scandalo» e manovra inesistente, sono gli attributi scelti da Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato, che ammonisce: « C’è un limite alla decenza: visto che resistono norme come quella sul tfr e la tredicesima, chiedo di sapere quando hanno intenzione di rompere il patto stretto con evasori e privilegiati». Mentre il caos impera, l’unico obiettivo che sembra alla portata di una maggioranza confusa e divisa dai troppi interessi particolari, sembra essere la sopravvivenza fino a fine legislatura. Quanto a quello del pareggio… All’interno, di GAD LERNER. Read more

***DL ANTICRISI*** E SULLA MANOVRA PIU’ EQUA(?) OPPOSIZIONI, SINDACATI E MAGISTRATURA PROMETTONO BATTAGLIA

agosto 30, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La manovra più equa, partorita ad Arcore, desta una tempesta di critiche. I sindacati, in attesa dello sciopero generale Cgil indetto per il 6 settembre, sono inferociti. Per la Camusso questo è «un golpe». Mentre il comitato intermagistrature, che coordina l’Associazione nazionale magistrati e le principali sigle rappresentative della magistratura contabile e amministrativa, tra cui l’Avvocatura dello Stato, entra nel merito del provvedimento additando propria nella mancata “equità”, di cui invece Berlusconi si era vantato stamani, ragioni sufficienti a sbarrare la strada al disegno di legge per incostituzionalità. «È del tutto evidente l’incostituzionalità di una disposizione con la quale si opera una decurtazione secca del trattamento economico solo dei dipendenti pubblici, in violazione dei principi di eguaglianza e di progressivià del sistema fiscale» chiosa il Comitato. Ora, in attesa di conoscere nel dettaglio il testo definitivo delle modifiche alla manovra, le toghe si riservano «l’adozione di iniziative di protesta, nessuna esclusa», ovvero una minaccia velata di possibili scioperi. Quanto alle parti politiche il dibattito si sposta sull’asse Pd-Pdl. Il partito dei Democratici, prima ancora che il testo approdi in Parlamento, si dice fortemente contrario alle misure. «La giustizia di Arcore e di Bellerio è dunque la seguente: non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi è stato tanto fesso da servire il paese facendo il militare o da studiare e poi riscattare di tasca propria la laurea. Dopo il patto di Arcore, i conti della manovra del governo tornano ancora di meno e le ingiustizie pesano ancora di più». La chiosa al vetriolo è di Pierluigi Bersani che dunque promette battaglia in sede di discussione. Alla replica troviamo il neo numero uno del PDL, Angelino Alfano, che prova a smorzare i toni nella speranza (vacua?) di ottenere larghe intese: «ci auguriamo che la parte più responsabile delle opposizioni faccia prevalere l’interesse del Paese rispetto a divisioni e polemiche che gli italiani, giustamente, non comprenderebbero. Tra luglio e l’incontro di ieri – spiega Alfano – il governo e la maggioranza hanno proposto riforme coraggiose (dal collocamento alla contrattazione, dalle province al numero dei parlamentari, per limitarci a pochi esempi) che hanno un valore particolare perchè adottate in tempi di crisi mondiale». Al di là del gioco delle parti, e del sensato interesse di ciascuno a portar acqua al proprio mulino, il problema della manovra è intrinseco alla stessa. Attendiamo il testo per ulteriori specificazioni, ma stando alle dichiarazioni del governo, alla sua opera di pubblicizzazione della propria creatura, è evidente che il concetto di equità sia difficilmente applicabile al frutto di questo lavoro estivo. All’interno, di MASSIMO DONADI*. Read more

***DL ANTICRISI*** LA MANOVRA DI ARCORE “MIGLIORA” SOLO PER I RICCHI

agosto 30, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Sono molto, molto soddisfatto perchè la manovra è migliorata senza modificare i saldi. Ora è più equa. Sono stati ridotti di molto i costi della politica, tagliate parecchie poltrone. La Lega è stata responsabile, ora è necessario che lo siano le opposizioni». Il presidente del Consiglio si dice dunque soddisfatto: «Avevamo detto subito – ricorda(?) Berlusconi – che quella manovra, varata per avere un intervento della Bce a tutela dei nostri titoli di Stato sotto attacco della speculazione, sarebbe migliorata. Ho sempre lavorato ad agosto per rendere la manovra più equa e sostenibile». Per “equa e sostenibile” il premier intende “all’insegna del proprio successo”: «Io avevo detto che introducevo il contributo di solidarietà con il cuore che grondava sangue perchè da sempre ho promesso che non volevamo mettere le mani nelle tasche degli italiani- sostiene Berlusconi–. Siamo riusciti a levarlo con altre fonti di risparmio». Altra vittoria quella che incassa il Cavaliere in seno al partito: «Sono soddisfatto perchè il risultato conferma la coesione della maggioranza e si può constatare come la realtà sia diversa da quello che racconta la stampa, con i romanzi d’agosto dei rapporti dentro la maggioranza e tra me e Tremonti». Quanto alla riduzione dei costi della politica aggiunge: «Noi ci avevamo provato ma poi la sinistra bocciò la nostra legge con un referendum. La nostra determinazione è assoluta, perchè i costi della politica sono forti e per questo siamo grati al senso di responsabilità della Lega. Ora in Parlamento tocca all’opposizione e se ci sarà l’accordo con una maggioranza dei due terzi, potremo arrivare in poco tempo ad approvare la riduzione del numero dei parlamentari e l’abolizione delle Province». Peccato che la chimerica pretesa di ridurre i costi della politica, attraverso il procedimento di revisione del dettato costituzionale, abbia dei tempi decisamente troppo lunghi per costituire la cassa della manovra. Questi verranno presi sempre dalle solite “tasche”. E la manovra di Arcore si fregia di un “inequivocabile segno di classe”, come denuncia il nostro Gad Lerner. Sentiamo. Read more

***POLITICAMENTE DIVERSI(?)*** COSA HA DA DIRE ORA IL PD SU FILIPPO PENATI? di GAD LERNER

agosto 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Torniamo sul caso Penati. Nel primo pomeriggio vi abbiamo riportato le prime dichiarazioni del sottosegretario Enrico Letta. Ora possiamo aggiungervi ciò che pochi minuti fa ha, finalmente, detto Pier Luigi Bersani: «Come partito possiamo dire che non ci piacciono le prescrizioni anche se si parla di cose di sette/dieci anni fa perché vorremmo che su queste vicende non ci fossero ombre e si arrivasse alla verità». Il segretario Democratico ha dunque avvertito il clima interno al suo partito e malgrado l’indecoroso ritardo prova infine ad allinearvisi. Quanto al futuro di Filippo Penati nelle file del PD, Bersani aggiunge: l’espulsione è «un meccanismo affidato allo statuto e alla commissione di garanzia che è al lavoro la quale si farà una opinione e ci dirà. Non interferiamo in nessun modo con la magistratura perché abbiamo un profilo etico che ci interessa preservare». Qualcuno però, proprio dalle file Democratiche, ritiene che questo non sia sufficiente. Il dibattito sul rapporto esistente tra politica ed interessi economici, non è una prerogativa del centrodestra ed il caso Penati è solo il più recente e palese esempio della trasversalità del fenomeno. Al di là della sorte dell’ex presidente della provincia di Milano il punto è: il PD è davvero un partito diverso? è in grado di dimostrarlo in simili occasioni? e se così non fosse, cosa intende fare per dimostrare (almeno?) in queste “faccende” di essere la reale alternativa alla politica di Berlusconi? Read more

***CASO PENATI*** 4 REGOLE PER UNA POLITICA PULITA di MASSIMO DONADI*

agosto 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il momento tanto atteso è infine arrivato. Domenica sera il vicesegretario PD, Enrico Letta, si pronuncia sul caso Penati: «Non c’è dubbio che Filippo Penati debba rinunciare alla prescrizione». Ed ancora: «Questa è la differenza fra il nostro atteggiamento e quello di altri, da noi chi viene toccato da vicende così fa un passo indietro, si deve dimettere e farsi processare. Altri diventano ministri. Per noi non deve rimanere nessuna macchia su questa vicenda». L’ex presidente della provincia milanese è infatti accusato dai giudici di Monza di corruzione, ed una sua rinuncia alla prescrizione potrebbe evitargli l’arresto. Fin qui tutto chiaro. Quanto al famigerato “atteggiamento diverso”, osannato da Letta, ci permettiamo delle perplessità. I mesi di silenzio da parte dei vertici del Partito Democratico non hanno fatto che aggravare una faccenda di per sè “non così diversa” da quelle che hanno fatto tanto parlare del centrodestra, e che sono state additate dalle opposizioni dall’inizio della legislatura ad oggi. “Chi è senza peccato scagli la pietra? Non si può far di tutta l’erba un fascio”? Sarebbero delle banalità, e peggio ancora delle ingenuità che in politica non sono permesse. Ma in questo caso “l’atteggiamento diverso” risulta nient’altro che l’ultima opzione per i Democratici, che infine in questo tardo Agosto sono stati costretti ad esercitare. Il tono di rivalsa del capogruppo dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, era dunque piuttosto prevedibile: «Bersani spera di farla franca come i suoi predecessori graziati dal Di Pietro magistrato che così, salvati dalla tangente Enimont i capi Pds, D’Alema, Veltroni e Fassino, si avviò verso la carriera ministeriale». Non contento segue con un’altra invettiva: «si scrive Penati e si legge Bersani», parlando di un «modello di partito» e di «intrecci antichi con finanziamenti illegali esteri e di coop rosse». Ciò che sottolinea Gasparri, nell’intento fuorviante del gioco della contrapposizione politica (gioco vetusto e vuoto di significato poiché si muove su dinamiche superate ormai da più di un trentennio), fa emergere però –probabilmente ad insaputa dell’onorevole— il reale stato d’emergenza della politica italiana, che a fronte dei fin troppo frequenti casi di mala politica DEVE adottare dei nuovi filtri per la classe dirigente del Paese. Urgentemente. E’ una sfida che si lanciò dal Lingotto senza che la sua eco riuscisse a propagarsi concretamente nel partito promessa. Ma è una sfida che i nuovi partiti intendono raccogliere, e che un Pd lungimirante dovrebbe sostenere e guidare. Massimo Donadi presenta qui sulle nostre colonne la proposta di legge in 4 punti per una classe politica finalmente pulita. Sentiamo. Read more

***CLASSE DIRIGENTE/CLASSE INTELLETTUALE(?)*** TREMONTI E LE SUE CONTRADDIZIONI di GAD LERNER

agosto 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Giulio Tremonti entra in contraddizione al meeting di Rimini. Contraddizioni intellettuali, oltre che politiche, il cui perno ruota attorno al saggio “La paura e la speranza”, cui deve nel contesto internazionale la fama di economista “preveggente” ed anticipatore della crisi di lì a poco sopraggiunta. Un Tremonti che si scaglia contro i nazionalismi prodotti dal trattato di Westfalia, antitesi della sua esaltata “Europa dei popoli”, portano il nostro Gad Lerner a sospettare della sua rinomata e fin troppo emancipata immagine di intellettuale. Non solo. Se a questo si aggiunge la decennale collaborazione di Milanese con via XX settembre c’è da chiedersi, al di là delle pulsioni interne alla maggioranza ed al partito di Berlusconi, quanto ancora potrà resistere Giulio sullo scranno del dicastero dell’Economia? Read more

***DL ANTICRISI***UNA MANOVRA FIGLIA DI NESSUNO di MASSIMO DONADI*

agosto 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crisi globale. Malgrado la crisi si arrivata in casa e non si sappia ancora con quali modalità verrà affrontata, al meeting di Cl di Rimini il ministro dell’Economia torna a parlare della crisi globale, spiegando che «finora ha una dimensione non nota nell’esistente». Tremonti evita di assumersi direttamente le responsabilità che spettano ad un rappresentante del governo e punta il dito sulla gestione, degli altri: «Troppi governi hanno pensato fosse solo un ciclo». Invece è tutt’altro che finita: «Non c’è ancora il game over della crisi, siamo ancora dentro dove i mostri si avvicendano». La crisi finanziaria, precedente a quella attuale, «è stata gestita utilizzando per i salvataggi i debiti pubblici –spiega il ministro– e paradossalmente la medicina è diventata il malato». E sulla Grecia? «È un problema di sistema, profondo. Ma limitato al passato». Il titolare di via XX settembre sembra non voler annoverare l’Italia come prossima Grecia nell’effetto domino della crisi, cosa che invece gli opinionisti d’oltralpe denunciano da mesi. Il tesoriere è ottimista(?) e guarda all’Europa in cerca di una soluzione: «Il tempo degli eurobond sta arrivando». Il ministro Tremonti torna così ad insistere sull’idea dei titoli di Stato europei: «È un’idea forte. E sbaglia chi sostiene che con gli eurobond ci guadagnano Italia e Spagna e non la Germania». Lo ribadiamo: non una parola sulla nostra crisi. Nulla sulla nostra manovra per contrastarla. D’altronde sembra sempre più difficile farlo, visto che ormai la fisionomia del dl assume pose camaleontiche a seconda di chi prenda la parola. «Ciò che vale al mattino non ha più senso il pomeriggio» rimprovera qui sulle nostre colonne Massimo Donadi, e così la manovra viene esposta alla critiche di tutte, e alla difesa di nessuno. All’interno, di MASSIMO DONADI*. Read more

***Politicamente contro(?)*** I QUARANTENNI DEL PD SCELGONO INFINE LA PROPRIA “BATTAGLIA”: RINVIARE LO SCIOPERO DELLA CGIL(?) di MARIANNA BARTOLAZZI

agosto 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crisi vuol dire Opportunità. Lo ripetiamo dal 2008. Opportunità per ricostruire un’Economia al collasso. Opportunità per regolamentare i mercati, le banche, la speculazione finanziaria. Opportunità per un governo cui è toccata in sorte un’annata sfortunata, in cui ogni buona cosa sarebbe stata migliore. Ma soprattutto, Opportunità per il maggior partito di opposizione, il Partito Democratico, che negli anni del Berlusconi IV ha avuto infinite –lo vogliamo ripetere– “opportunità” per imporsi come forza politica alternativa del Paese. Quante occasioni ha avuto il PD per rigenerare se stesso? E quante ne ha colte? Se dai banchi delle opposizioni è stato più difficile imporre la propria voce nel contenzioso parlamentare, cosa è stato fatto per migliorare il partito al suo interno? Poco? Nulla? Il partito democratico è tale solo nel nome? Di certo, se Democrazia è (anche) ricambio, rinnovamento della classe dirigente, il Pd ha un’evidente deficienza in tal senso. I vertici del partito sono atrofizzati, sin troppo silenti in giorni in cui si gioca la partita definitiva del futuro dell’Italia. Intanto, per il 6 settembre si prepara uno sciopero generale: le bandiere rosse della Cgil verranno a presentare il conto al governo e alla politica tutta. Che sia il momento giusto per un’iniziativa del genere? Ai lettori la risposta. Quello che qui intendiamo registrare è come a fornte di questo momento il partito dei Democratici sia alle prese con un’emorragia: Bersani dà il proprio sostegno alla Cgil (si sospetta più per tradizione che per convinzione), e nel frattempo una frangia di “giovani” (ovviamente over 40) decide di cimentarsi con la propria “battaglia di formazione”. Alla loro tenera età pensano che una raccolta di firme in un momento così drammatico sia più utile al Paese che non rinchiudersi in commissione,  in  Aula, e lottare per una manovra davvero equa per tutti? “Ingenuità”? Mancato tempismo? o mero tornaconto personale? Le risposte(?) all’interno, di MARIANNA BARTOLAZZI.

Read more

***DL ANTICRISI*** PROVINCE? NUOVA MERCE DI SCAMBIO TRA PDL E LEGA di MASSIMO DONADI*

agosto 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Continua il braccio di ferro tra il premier ed il leader del Carroccio. Malgrado il gomito rotto, il Senatùr non intende mollare la presa. Ed in maggioranza il clima non sembra farsi più mite. I due leader non si parlano. Il tentativo di Berlusconi di fare gli auguri di pronta guarigione all’alleato trova l’improbabile via diplomatica nell’intermediario Renzo Bossi, che fa le veci del padre nel ricevere la chiamata. Mancano pochissimi giorni all’incontro tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi per fare il punto sulla manovra (fissato per lunedì prossimo): riforma delle pensioni, abolizione delle Province e liberalizzazioni restano saldamente al centro della manovra per come la pensa il Pdl. Di contro, per il Carroccio le pensioni restano intoccabili, le Province «identitarie» e anche sulle liberalizzazioni delle municipalizzate le riserve non mancano. Tanto che la blanda apertura di ieri sulle pensioni di reversibilità viene liquidata dal segretario Pdl della commissione Bilancio, Massimo Corsaro, come mera «pretattica». Alternative per un compromesso sembrano muoversi sugli altri canali della Lega: «Una tassa sugli evasori», titola il quotidiano Padania, «se avrà il via libera del Pdl potrà cancellare il contributo di solidarietà sui redditi oltre i 90 mila euro». Al momento sono solo ipotesi, mentre qualche reale schiarita si potrà registrare alla BèrghemFest di Alzano lombardo. Stasera troveremo sullo stesso palco Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Angelino Alfano: «Delfini» a confronto sul futuro dell’alleanza. Intanto però a sentir tanto parlare di Province c’è chi si insospettisce. L’abolizione delle province era infatti una prerogativa di tutti i programmi elettorali. Ora però, se questo punto del programma dovesse realizzarsi, il Partito del Carroccio potrebbe vedere molti funzionari tornare a casa in nome della crisi. Che questa pantomima di silenzi e chiamate deviate sia in realtà un’astuta tattica di mercato politico?

Read more

***(In)giustizia&democrazia(?)***
STRAUSS-KAHN, (NON) IMPARIAMO DAGLI USA
di ANNALISA CHIRICO

agosto 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Era un giorno di luglio del 2011. In Aula si discute se concedere o no l’autorizzazione alla carcerazione (preventiva) nei confronti di Papa, il deputato Pdl accusato di avere fornito, da magistrato, informazioni riservate “alla” P4. Montecitorio sembra tornata ai fasti della politica vera. Si susseguono interventi che, oltre a mettere nel “mirino” il caso specifico su cui la Camera è chiamata a pronunciarsi, riportano al centro del dibattito pubblico un tema che riguarda la qualità stessa di una società (in)civile perché incide direttamente sulla vita (e a volte, basti pensare al caso Tortora, anche la morte) delle persone: è giusto o no, e in che termini, (non ab)usare dell’istituto dell’arresto prima che l’indagato – innocente fino a prova contraria – sia stato (eventualmente) riconosciuto colpevole e passibile di quella pena? L’autorizzazione viene concessa. La seduta è tolta. E anche l’ennesima chance, per la “nostra” (?) “politica” (?) politicante autoreferenziale di oggi, di occuparsi non solo di se stessa ma, addirittura!, del Paese. Di quei discorsi alti, ispirati e moralmente tesi, non si vede, da allora, traccia. Il caso dell’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale sputtanato attraverso un’accusa di stupro che – al di là di come possano essere andate effettivamente le cose – è stata demolita per l’inconsistenza della credibilità della testimonianza della presunta vittima, riporta però (almeno nel circolo, ancora un po’ sommerso, della politica vera, che non è antipolitica!, ma appunto al/il contrario) la questione al centro della discussione. E, con essa, quella, intrecciata, della “democrazia (e in-giustizia) mediatica” che “sbatte il mostro in prima pagina” senza pre-occuparsi di prendere tutte le precauzioni necessarie ad evitare di distruggere la vita di una persona, nobile scopo per il quale esiste, appunto – in Occidente – il principio della presunzione di innocenza, in presenza di una giustizia che, come tutti gli esercizi umani, è fallibile. La giovane esponente di Radicali Italiani e segretaria degli Studenti Luca Coscioni dice la sua. di A. CHIRICO Read more

***Politica(non)&antiberlusconismo***
IL PD MI DIA MODO DI NON VOTARE PIU’ ‘CONTRO’ (DI ‘LUI’ – ?)
di FRANCO MONTORRO

agosto 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Berlusconi. Sì. Lo abbiamo capito. E l’”alternativa”. Sì. (Non siamo) d’accordo (perché “alternativa” suona sinistramente - … –  come “subordinata”. – Sempre - a Berlusconi). Ma, come direbbe (?) Pigi, “quand’è che la sinistra italiana ci fa innamorare un po’ di lei?”, invece di essere – appunto – la (sola) “alternativa” (“ripiego”. A qualcosa che non ci piace)? Bindi: “Nessuno pensi di costruire l’alternativa senza il Pd”. Ma perché? Cos’è, oggi, il Pd? Un (pre)sentimento (ancora). Un ricordo (?). Una speranza (ferita). Il (vero) Pd sì che sarebbe – al di là delle rivendicazioni d’orgoglio – politicamente imprescindibile. Sapendo porsi – unico in grado (?) di farlo - a “disposizione” del Paese. Per portarlo fuori dalle secche. E rimetterlo sulla corsia di sorpasso. Facendo semplicemente ciò che è necessario. Il resto – lo abbiamo già detto - è fuffa. E (ci) fa chiedere se verrà mai data la possibilità a quel 40% di italiani che oggi non vanno a votare - e che costituirebbero la (sola) base (!) del “partito dell’Italia” - di riconoscersi in una forza politica. Nella, (“nostra” – ?) Politica. di FRANCO MONTORRO Read more

***DL ANTICRISI*** CON GLI EMENDAMENTI PDL SI TORNA A PARLARE DI CONDONO

agosto 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

In queste ore gli occhi sono tutti puntati sulla commissione Bilancio di Palazzo Madama, dove il termine per presentare gli emendamenti sulla manovra bis da 45 miliardi scade lunedì prossimo. Sulle modifiche da apportare al testo Pdl e Lega restano distanti, e così si dica anche sulle pensioni e sulla questione padana, di cui vi abbiamo riportato il botta e risposta tra il Cavaliere ed il Senatùr. Il Pdl di Alfano sembrerebbe giovarsi dell’appoggio dell’Udc, ma sul fronte leghista non si vede ancora nessuna schiarita. E se l’obiettivo della maggioranza è quello di trovare un accordo al Senato, in modo da blindare il testo alla Camera e approvarlo in tempi brevi, la realtà contingente è che  sia dentro al Pdl che nella Lega un punto di equilibrio su come modificare il decreto non c’è. E la situazione si complica esponenzialmente se si pensa ad un’intesa tra i partiti alleati. La linea del Pdl sembra non lasciare spazio al dialogo. Il vicepresidente dei deputati, Massimo Corsaro, infatti non si dà per vinto sulle pensioni, ribadendo così il no alla Lega; ripropone l’aumento di uno o due punti di Iva sollevandosi contro non solo il Carroccio ma anche via XX settembre; parla di alzare la soglia del contributo di solidarietà da 90 mila euro a 100, distendendo così i soli nervi del premier.  Intanto però per il 6 settembre si prepara lo sciopero nazionale della Cgil. Si vuole avere la meglio in una battaglia fraticida o si vuol vincere la guerra? Ben più triste sarebbe constatare che, come al solito, qualcuno vuole giovarsi del caos dentro e fuori del palazzo per ottenere “altro”. Tra le novità che sembrerebbero gravare sulla manovra, il capogruppo alla Camera per l’Idv annovera infatti un nuovo condono firmato dal Pdl, e sceglie il giornale della politica italiana per denunciarlo. Sentiamo.

 

Read more

***Questione padana*** LA LEGA LAVORA PER AFFOSSARE L’ITALIA? di MASSIMO DONADI*

agosto 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Questo è un cambiamento epocale, non è una questione Nord-Sud, bisogna vedere se l’Italia ci sarà ancora». Così il leader della Lega, Umberto Bossi, commenta da Capriata d’Orba (in provincia di Alessandria) l’auspicio del Colle su una crescita meno diseguale tra il nostro Nord ed il mezzogiorno. «Il sistema italiano è condannato a morte – dichiara il Senatùr – il Nord produce, da soldi a Roma che li distribuisce al Sud». Dunque per il Senatùr «la soluzione è la Padania, perché è l’Italia che non tiene più. Sarà la grande Padania che ci darà un altro futuro». A queste parole, in cui lo spirito del comizio prevale sul ruolo istituzionale del ministro e sulla stessa Costituzione cui ha prestato giuramento (“ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione” ai sensi dell’art 67), non segue alcun chiarimento. Palazzo Chigi si è trovato costretto ad un comunicato di replica: «Mi spiace, questa volta, di non essere d’accordo con il mio amico Umberto Bossi – scrive il premier -. Sono profondamente convinto che l’Italia c’è e ci sarà sempre. Celebriamo i 150 anni di unità di un Paese che ha sempre saputo reagire con grande orgoglio alle difficoltà che la storia gli ha posto innanzi. Un Paese che è unito, con un Nord e con un Sud che sono partecipi di una comune storia e di un comune destino». Un comune destino dal quale però la Lega sembra volersi emancipare, o quantomeno rispetto al quale voglia far valere la propria posizione di forza minacciando una secessione, oggettivamente non concretizzabile, in cambio di una qualche contropartita. Che la revisione del dl anticrisi possa subire un’ insospettata modifica a favore dei “padani”? Read more

***RIVOLUZIONE LIBICA*** ESULTIAMO PER LA CADUTA DEL TIRANNO di GAD LERNER

agosto 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Questa notte il movimento contro il regime Gheddafi ha raggiunto un punto di non ritorno. Tripoli si libera del tiranno». Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è il primo a commentare la notizia delle ultime ore libiche: «Il regime di Gheddafi mostra segni di agonia. Il popolo libico sta mostrando che l’aspirazione universale alla dignità e alla libertà è molto più forte del pugno di ferro di un dittatore». Il numero uno della Casa Bianca procede dunque con un ultimatum rivolto al Colonnello: «Deve rinunciare al potere una volta per tutte». La Libia di Ghedafi giunge così al suo tramonto: gli Stati Uniti hanno riconosciuto il Consiglio nazionale di transizione (Cnt), organo dirigente dei ribelli, come governo legittimo, rispetto al quale Obama aggiunge una chiosa: «in questo momento storico e decisivo, il Cnt deve continuare a dare prova dell’autorità necessaria per condurre il Paese verso una transizione che rispetti i diritti del popolo libico». Il presidente americano sollecitati i ribelli a proteggere le istituzioni e a cercare una transizione verso la democrazia, ribadisce che questa sia «equa e includa tutto il popolo libico». La missione Nato sembra dunque giunta ad una “felice” conclusione ed ottiene il plauso anche di Downing Street: «L’operazione della Nato è stata necessaria perché Gheddafi avrebbe massacrato il suo popolo. L’intervento è stato legale perché c’è stata un’autorizzazione e giusto perché il popolo libico merita di dare forma al proprio futuro». Con tono marziale il primo ministro inglese David Cameron, reduce dalla repressione dell’estate rovente di Londra, annuncia il prossimo scongelamento de beni libici e si permette di condividere il suo personale e democratico giubilo per l’esito della vicenda: «Questa non è stata la nostra rivoluzione, ma possiamo essere orgogliosi di avere giocato un ruolo. Oggi la primavera araba è a un passo avanti rispetto alla repressione e passo più vicino alla democrazia. Il popolo libico è più vicino al suo sogno, quello di un futuro senza la tirannia di Gheddafi».  Anche Parigi si unisce al coro dei vincitori democratici: “la guerra era giusta”, chiosano dall’Eliseo mischiando le corruttibili categorie in antitesi. Il solo silenzio che si fa assordante è quello di Palazzo Chigi. Alla rasicurazione di aver partecipato ad una missione vincente evidentemente si accompagna la coscienza poco pulita delle giornate di pace passate a solidarizzare con chi oggi è sotto assedio. Il Cavaliere a capo di un Paese fallito cerca orizzonti di gloria… ma sempre sul versante sbagliato. Da Putin a Gheddafi le dubbie amicizie del premier italiano argomentano il silenzio protratto e ne segnano la distanza dalle grandi potenze d’Occidente. Solo sulla scia dei vincitori il capo del Governo interviene anche lui a chiedere –cortesemente– un passo indietro al Colonello: «Chiediamo al colonnello Gheddafi di porre fine a ogni inutile resistenza e di risparmiare, in questo modo al suo popolo ulteriori sofferenze». Non solo, Silvio Berlusconi ha dovuto rinnovare l’appoggio al Consiglio Nazionale Transitorio e a «tutti i combattenti libici impegnati a Tripoli»: «il governo italiano è al loro fianco». Il presidente del Consiglio vuole essere chiaro su un punto (memore dei vecchi compagni di gioco?): «Esortiamo il Cnt ad astenersi da ogni vendetta e ad affrontare con coraggio la transizione verso la democrazia con spirito di apertura nei confronti di tutte le componenti della popolazione». Read more

***Il commento*** C’ERA UNA VOLTA LA POLITICA… di MASSIMO DONADI*

agosto 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

All’inaugurazione del Meeting di Comunione e Liberazione, anche quest’anno a Rimini, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano mette a ferro e a fuoco i colleghi di Montecitorio e Palazzo Madama. Ma soprattutto quelli dell’Esecutivo: «Dominata dalla preoccupazione di sostenere la validità del proprio operato, anche attraverso semplificazioni propagandistiche e comparazioni consolatorie su scala europea», la maggioranza ha «esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e la gravità effettiva delle questioni». Ciò non comporta che l’opposizione sia esonerata da critiche: «È possibile che ogni criticità della condizione attuale del Paese sia ricondotta a omissione e colpe del governo, della sua guida e della coalizione su cui si regge?» Chiede quasi basito il Capo dello Stato. «Lungo questa strada non si poteva andare e non si è andati molto lontano». Le reprimende di Napolitano non risparmiano nessuno. La politica italiana è carente, impreparata ed inefficace di fronte alle difficili istanze del presente. Parallelamente alle considerazioni del Colle, si muovono quelle di Massimo Donadi, che osservando un panorama ben più ampio, di cui la crisi è solo l’espressione di questa torrida estate, guarda con occhi severi alla classe dirigente, che degenera di giorno in giorno, ormai del tutto dimentica di quella dialettica costruttiva, sale della vita politica di un Paese. Read more

***La sferzata***
NELLE AZIENDE PUBBLICHE D’ORA IN POI SOLO I MIGLIORI
di CRISTIANA ALICATA

agosto 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La sinistra smetta di considerarle a disposizione dei propri amici e delle proprie (più o meno “legittime”; ma politicamente, comunque, illegittime) clientele elettorali. Perché, intanto, se ciò non accadrà arriverà il momento in cui persino l’argine sull’acqua – e comunque, prima, per tutti gli altri servizi – verrà fatto saltare. E poi perché il pubblico è come se fosse la spina dorsale della nostra nazione: se ci abituiamo a tenerla piegata, non riusciremo più, a lungo andare, a “camminare dritti”. Il discorso vale naturalmente a maggior ragione con la scuola, l’università e la ricerca, motore della costruzione del futuro. La giovane scrittrice romana rompe un’ipocrisia trentennale sferzando, appunto, il Pd a compiere, finalmente, se stesso. di CRISTIANA ALICATA Read more

***CRISI FINANZIARIA*** MERKOZY E IL NAZIONALISMO STORPIATO di GAD LERNER

agosto 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo la chiusura rosso sanguigna delle Borse europee, oggi la stima di Unioncamere non fa che confermare il trend. 88mila posti di lavoro in meno: questa la cifra dell’autunno nero che ci attende. In un simile contesto, mentre nel nostro Parlamento si gioca ad imbellettare la manovra anticrisi per i soliti noti, c’è chi guarda con speranza all’Europa. Il vertice franco-tedesco, come vi abbiamo raccontato in questi giorni, ha deluso i più, e soprattutto non ha convinto i mercati, che ieri hanno risposto con una stridente debacle. Ma se la Merkel e Sarkozy sapranno cogliere l’istanza del presente, quella che infine impone come unica strada per la salvezza la scelta di “più Europa” –per dirla come l’autore dell’articolo– allora forse la parziale rinuncia alla sovranità nazionale sarà una giusta contropartita, e quel originario e coraggioso primo progetto potrà infine divenire realtà. Se invece si continuerà ad insistere su un ottuso e controproducente nazionalismo è molto probabile che il progetto Europa non arrivi a maturare la sua attuale forma embrionale. All’interno, Gad Lerner. Read more

19 agosto, 57 anni fa: moriva De Gasperi Giovani, leggete qui: questa è la Politica Cosa fece lui per ‘estrarci’ dalla povertà Oggi Italia abbisogna di politiche crescita Che si ‘genera’ puntando su innovazione Ma ‘questi’ pensano soltanto ‘loro stessi
di FRANCO LARATTA*

agosto 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana scrive della necessità di un completo ribaltamento di prospettiva che faccia dell’innovazione (a 360°) la stella polare di un nuovo sistema-Paese ormai dal febbraio 2010. In (ormai, quasi) due anni né il governo né il “Pd” (?) hanno offerto traccia di provvedimenti non diciamo in questa chiave – che rappresenta, anche, la via per la costruzione del futuro tout court – ma comunque per rilanciare la nostra economia. I tagli, oggi, sono condizione necessaria, ma non sufficiente per allontanarci dal baratro e – soprattutto, contestualmente – riprendere il cammino e prepararci a tornare sulla corsia di sorpasso del mondo (per promuovere, poi, magari, un completo “mondialismo”. Che richiede però, prima, responsabilmente, di “rialzarci in piedi” per non rappresentare, per gli altri, la palla al piede che – come si vede bene in questi giorni – significhiamo oggi). Oggi più che mai (dunque) quell’esigenza che il Paese reale conosce e di cui discute, nei propri consessi “segreti” – invisibile, almeno, allo sguardo di questa nostra politica autoreferenziale di oggi, che preferisce “stare” su Berlusconi o su se stessa - ormai da tempo, diventa “vitale”, per, appunto, (intanto) salvarci e ripartire. Che questa (e non altro) sia la Politica, ce lo dice la “memoria” dell’uomo che già una volta salvò l’Italia, estraendola dalle macerie sotto le quali l’avevano lasciata il fascismo e la guerra. Il deputato del Pd ci racconta, dunque, De Gasperi: più di un ritratto, più di un ricordo. Qui, a volerlo “vedere”, sta scritto come si esce dalla crisi (e non solo). di FRANCO LARATTA* Read more

***DL ANTICRISI*** SCUDO BIS SULLA MANOVRA? QUESTA VOLTA SFUMA MA L’OCCASIONE NON ANDAVA PERDUTA di MASSIMO DONADI*

agosto 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’ipotesi di uno scudo bis sulla manovra sembra tramontare con le parole dei ministri Romani, Matteoli e Calderoli. Giornali e giornalisti sarebbero i responsabili e unici fruitori della notizia, poiché il governo smentisce di aver anche solo ipotizzato l’introduzione di un nuovo scudo nell’anti-crisi. Saranno state indiscrezioni inesatte, ma che il tentativo non ci sia neppure stato è una cosa a cui in pochi sembrano dare adito nell’arena politica. Dopo le reazioni di Bersani, che alla notizia aveva reagito dichiarando una guerra «con ogni mezzo» al paventato scudo, ora si aggiunge il ben più scettico Donadi, che sullo scudo imputato al governo riscontra il paradosso di una diversa politica cui lui si fa portavoce. La controproposta dell’Idv infatti «proponeva di tassare i capitali scudati per recuperare miliardi di euro sottratti al bilancio dello Stato». Due mondi opposti, in perenne conflitto. Il resto, nell’articolo all’interno.

Read more

***DL ANTICRISI*** IL DOPPIO FALLIMENTO DEL GOVERNO di MASSIMO DONADI*

agosto 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo la chiusura positiva di mercoledì, il Dax di Francoforte rallenta, perde tre punti, trascinando con sé tutte le borse europee, Milano, fra tutte, è da maglia nera. L’eco negativa del vertice franco-tedesco si fa sentire in tutta la sua potenza: sugli scambi pesano infatti i timori di rallentamento dell’economia in Europa e negli Stati Uniti (che oggi stringono non a caso la mano della Cina, voltando definitivamente le spalle al Tibet e a Taiwan), nonché l’ipotesi di una Tobin Tax (tassa sulle transazioni finanziarie) rilanciata dalla Merkel e da Sarkozy. La situazione è drammatica e l’atteggiamento del governo inadeguato. Scaricare ogni responsabilità sulla repentinità con cui si è scatenata la crisi è un atteggiamento irresponsabile, poiché, sebbene lo zenit  sia stato raggiunto in tempi effettivamente da record, le avvisaglie si sono manifestate mesi fa e dunque si poteva ipotizzare ben prima della vigilia delle vacanze estive una manovra adeguata. Al di là della logica emergenziale, il progetto anticrisi non convince, anzi lascia sgomenti. Mentre i calciatori protestano per il contributo di solidarietà, il peso maggiore verrà scaricato, come sempre, sulle fasce più deboli della società. Massimo Donadi sceglie dunque le nostre colonne per divulgare la controproposta che l’IdV ha elaborato in risposta a quella del governo, che confermano anche quest’oggi essere inaccettabile. Una manovra che porterebbe ben 70 miliardi di euro, senza toccare le pensioni né i risparmi, piccoli e medi, degli italiani. Sentiamo. Read more

NON BISOGNA CAMBIARE I GOVERNI MA LA NOSTRA NATURA DI POPOLO INETTO di PAOLO GUZZANTI

agosto 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

A Londra sono oltre 1000 i civili accusati da Scotland Yard per le rivolte di inizio Agosto, scatenatesi con il crollo delle borse occidentali. Nel frattempo, ben al di sotto della Manica, fra i temi scottanti dell’Estate non compare minimamente l’abisso in cui sono finiti i listini di mercato: tutt’al più si parla del Ferragosto ormai alle spalle e del rapido incedere della fine delle vacanze estive. Gli unici che sembrano essersi accorti della manovra anticrisi, e del rincaro fiscale con effetto immediato cui seguirà l’approvazione, sembrano essere i calciatori. E questa non è una barzelletta. Le città sono deserte, malgrado la crisi il “tutti al mare” non è stato messo in discussione nel Bel Paese, e di conseguenza (o per contagio?) il Parlamento è (semi?)-deserto, malgrado si stia lavorando sul pareggio di bilancio, cruciale per la sopravvivenza dell’Italia. Ed a intervenire nel dibattito sono loro, i calciatori! Alzano i toni, incrociano le braccia (anzi, attaccano al chiodo gli scarpini– solo provvisoriamente, sia ben chiaro!–) e proclamano il loro personale, e personalistico, “non ci stiamo” al contributo di solidarietà previsto nel decreto della manovra-bis (quello del 5% per chi guadagna oltre 90mila euro lordi e del 10% per chi ne guadagna più di 150 mila euro lordi l’anno). E’ il mondo alla rovescia! Senza entrare nel merito della “rivolta” della “serie A”, riportiamo solo le parole del marziale ministro Calderoli: «Se dovessero continuare a minacciare scioperi o ritorsioni proporrò che come ai politici anche ai calciatori venga raddoppiata l’aliquota del contributo di solidarietà». Merita davvero la simmetrica relazione tracciata fra le due categorie: il ministro della Semplificazione normativa –giustamente–, semplifica. Ma non percepisce la tematica di fondo. Se in Italia gli unici ad intervenire nel dibattito sono i calciatori, o giorni fa – a dimostrazione della perspicace osservazione del ministro leghista– di Silvio Berlusconi, il problema è evidentemente più radicale e profondamente “nostro”. Nostro. Della politica. Della società. Dell’Italia. Del popolo italiano che “scende in campo” solo quando è leso un interesse piccolo e privato, ma che sull’interesse generale della nazione può tranquillamente rimandare a settembre, alla chiacchierata da bar cui sarà destinato una volta tornato a lavoro. Dov’è l’indignazione? Dove sono i disoccupati, prime vittime della crisi passata e futura? quelli che a fronte di una manovra che inibisce l’Economia, come è stato più volte denunciato sulle nostre colonne, saranno i primi a pagare, ancora una volta, ancora di più. E i giovani? Sempre in prima fila quando si cambia qualcosa nel già di per sé difficile –lo riconosciamo– mondo universitario, anche quando in ballo oltre ai loro diritti ci sono gli interessi dei baroni universitari. Dove sono ora? loro, a cui la recessione non garantirà alcun futuro nel post laurea, dove sono? Mentre il piccolo mondo antico della Penisola sembra disgregarsi all’ombra del più scevro disinteresse collettivo, noi del giornale della politica italiana vi proponiamo un estratto di Paolo Guzzanti. In risposta alle critiche a lui rivolte, coglie l’occasione per tracciare il quadro della situazione: «Non bisogna cambiare tanto i governi, ma la nostra natura di popolo inetto». Uno sguardo a Leopardi, uno all’Italia di oggi, non così diversa da quella che il poeta vedeva dall’ “ermo colle”. Una breve, ma incisiva, analisi di quello che in parte siamo ed in parte siamo sempre stati. Read more

***DL ANTICRISI*** IL CONTRAPPASSO POLITICO DEL CAVALIERE PORTA LA FIRMA DI TREMONTI

agosto 16, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Domani la manovra sarà sottoposta all’attenzione dei senatori, che già da lunedì prossimo inizieranno a lavorare nelle commissioni Affari costituzionale e Bilancio di Palazzo Madama. La manovra sa da fare, come conferma Paolo Boaniuti: «ormai è fatta, ci saranno modifiche ma saranno limitate: i mercati sono giudici severi, e non vogliono un allentamento del rigore, purtroppo». Berlusconi però sembra non volersi arrendere all’ineluttabile giudizio dei mercati, né tanto meno alla minaccia sanzionatoria dell’Europa. «Io non sono l’uomo delle tasse» ripete di fronte al suo contrappasso politico, il contributo di solidarietà, preparato dall’amico/nemico Tremonti. L’uomo che fece del suo «meno tasse per tutti» uno vero e proprio grido di battaglia, in grado di animare la passione di giovani e meno giovani e farla confluire in un partito alla conquista della ribalta politica, si trova ora a dover tassare i redditi superiori ai 90 mila euro l’anno. Proprio quelli per i quali con più passione (e interesse?) si è battuto in ben quattro legislature.  Read more

***DL ANTICRISI*** LA MANOVRA SPORCA di EMILIO D’ALESSIO

agosto 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La manovra non piace al Cavaliere, ma «non sarà stravolta». A nulla, o quasi, è valsa la pressione dei frondisti del Pdl: «ormai è fatta – dice Paolo Bonaiuti -, ci saranno modifiche ma saranno limitate: i mercati sono giudici severi, e non vogliono un allentamento del rigore, purtroppo». Quel “purtroppo” è la sintesi dell’«incapacità del governo italiano di guardare avanti e cercare di costruire un futuro migliore per il Paese», come afferma in questo imperdibile articolo Emilio D’Alessio. Leggendo tra le righe della manovra, si prepara un vero e proprio aborto dello sviluppo del Paese ed il rilancio dell’Economia. Le misure anticrisi, a fronte dell’urgenza del pareggio di Bilancio e della rassicurazione dei mercati, affossano uno dei pochi, se non l’unico, settore in crescita. Si risponde così alla ben nota mancanza di strategie di lungo periodo a favore della sola logica emergenziale che ha portato il Paese in questo baratro stagnante, cui ora questa manovra vorrebbe regalare una via d’uscita, senz’altro non verde. Ma alla logica dell’emergenza si accompagna anche la ben più grave arroganza, o criminosa miopia, di un governo che concentrato sulla tutela di pochi interessi, non è neppure in grado di guardare all’investimento che le nazioni leader dell’Economia ispirano da anni. Tutto questo, e molto altro ancora, nella “manovra sporca” di cui ci parla Emilio D’Alessio.

Read more

***DL ANTICRISI*** LA CONTROPROPOSTA IN 7 PUNTI DEL PD E IL TABU’ DELLA PATRIMONIALE

agosto 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il dl anticrisi ottiene il via libera da Bruxelles, ma in patria continua a dividere. Governo vs opposizioni, come è ovvio, ma anche gli stessi partiti sembrano uscire debilitati e lacerati al loro interno dal caldissimo agosto di Montecitorio. Nel Pdl sale a quota nove il gruppo di parlamentari pronti ad attuare «una fronda» alla nuova manovra aggiuntiva. Fra questi l’ex ministro Antonio Martino, il sottosegretario Guido Crosetto, Isabella Bertolini, Giorgio Stracquadanio, Giuseppe Moles, Giancarlo Mazzuca e Santo Versace, con Alessio Bonciani e Deborah Bergamini. «Non abbiamo sbagliato nel giudicare deludente l’intervento del ministro dell’economia», scrivono in una nota congiunta: «Il decreto legge presentato dal governo è poco convincente per due ragioni fondamentali: non affronta seriamente i problemi strutturali che hanno portato la spesa pubblica al 52% del Pil e il debito pubblico a dimensioni insostenibili; e aumenta le tasse sul reddito già troppo elevate. Per rispetto della parola data agli elettori, per rispetto delle nostre convinzioni, per la certezza data dall’esperienza che più tasse vogliono dire meno lavoro e meno sviluppo, abbiamo deciso di presentare una serie di emendamenti che sostituiscano le maggiori tasse con migliori riforme». Il Pdl è dunque al suo ennesimo banco di prova, prima la secessione dei finiani, ora la scalata al potere dei giovani del partito, cui Tremonti e lo stesso Berlusconi non sono certo in grado di porre un freno. Ma sull’altro versante della politica italiana la situazione non è poi così diversa. La pressione per una politica nuova, più audace contro i poteri forti, e più equa nei confronti dei ceti sociali meno abbienti, alza la voce e si fa sentire in risposta ai sette punti di Bersani. Se il segretario giudicava “inadeguate” le misure del ministro dell’Economia, ecco che i suoi lo ripagano con la stessa moneta: possibile che il Pd non abbia ancora trovato il coraggio di introdurre una tassa patrimoniale nella sua fin troppo ponderata controproposta? Come può un partito di sinistra, non fare nulla di fronte a questa iniqua pressione fiscale che attaccai  lavoratori del settore pubblico e privato, le imprese, ma non le rendite? L’interrogativo resta sospeso e rivolto al segretario dei Democratici, intanto il Democratico Gad Lerner espone qui sul giornale della politica italiana una severa critica rispetto al “tabù della patrimoniale”. Sentiamo. Read more

***DL ANTICRISI*** LA MANOVRA DEI POLITICI CLEPTOMANI di GAD LERNER

agosto 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Non metteremo mano nelle tasche degli italiani». Le promesse che consegnarono a Silvio Berlusconi palazzo Chigi sembrano ormai un lontano ricordo. La maggior parte delle risorse previste dall’anticrisi arriveranno dai tagli alla spesa pubblica, ma nella manovra sono previste anche nuove tasse. In prima linea troviamo la spesa dei ministeri e degli enti locali, ma un contributo decisivo arriverà dalla riforma dell’assistenza sociale (o dal taglio delle detrazioni fiscali). In misura più contenuta, ma non irrilevante, pagheranno i lavoratori del settore privato, i pensionati, i risparmiatori, le società energetiche. Per tutte le rendite finanziarie, fatta eccezione per i rendimenti dei titoli di Stato, il decreto introduce un’aliquota unica di tassazione, pari al 20%. Mentre a carico delle società energetiche scatterà una nuova «Robin Hood Tax», come ama definirla il ministro Tremonti. Nessun rischio che alla fine il tutto si ripercuota sui consumatori? Il dl anticrisi ad ogni modo si pone degli obiettivi più che ambiziosi: venti miliardi nel 2012, altri venticinque e mezzo nel 2013, ed il pareggio di bilancio un anno prima del previsto, come mamma Europa ha amorevolmente chiesto. Servirà uno sforzo aggiuntivo di 45,5 miliardi di euro da sommare alle misure già sancite tre settimane fa. A conti fatti, con le nuove disposizioni la quota sale a 25,5 miliardi nel 2012, a 49,5 nel 2013 (superando così il «record» della manovra Amato del ’92), più i 20 del 2014. Quasi tutte le disposizioni saranno a carattere permanente, la cifra astronomica: 195 miliardi di euro in tre anni, senza contare che parte del decreto avrà effetto anche sui conti pubblici dell’anno in corso. Per il Pd le decisioni prese dal Consiglio dei ministri di venerdì sera «sono inadeguate e poco credibili rispetto alla sfida che il paese ha di fronte». Sono «fortemente inique sul piano sociale e fiscale». La manovra del governo scarica dunque, a detta dei Democratici, il costo del rientro dal deficit pubblico sui ceti popolari e sui cittadini che pagano le tasse (per quelli che non le pagavano neanche prima, il governo non le ha aumentate, direbbe Corrado Guzzanti). L’altra accusa che muovono dalle file delle opposizioni è che l’intervento, lungi dal rilanciare l’economia, rischia piuttosto di deprimerla, non prevedendo nulla di significativo per la crescita. Il Pd prova una rimonta e la lancia una “contromanovra” per affrontare l’emergenza, «con soluzioni più eque ed efficenti» e soprattutto «in grado di fornire un sostegno selettivo alla crescita»: una tantum sui capitali esportati, lotta all’evasione, imposta progressiva sui valori immobiliari, dismissioni immobili pubblici. Ed ancora, liberalizzazioni (ma senza aggredire l’art. 41), politiche industriali per la crescita, ma soprattutto una riduzione della spesa, non tanto di quella sociale, ma dell’area della Pubblica Amministrazione, le istituzioni politiche e i settori collegati, a partire dal Parlamento. «Sulla base di questi punti», dice Bersani «dal 20 agosto in poi, una volta esaminato il testo presentato dal Consiglio dei ministri, ci rivolgeremo alle forze sociali e alle opposizioni per aprire un confronto volto a perfezionare la proposta alternativa agli interventi del governo, a presentare gli emendamenti in Parlamento ed a sollecitare il sostegno dell’opinione pubblica per il cambiamento di una manovra depressiva, poco credibile e ingiusta». Mentre a Sant’Andrea delle Fratte si studia la controproposta nei dettagli, il nostro Gad Lerner scaglia una prima pietra contro la manovra e l’ipocrisia che, a detta del- l’editorialista, ne è la matrice. Sentiamo. Read more

***DL ANTICRISI*** TAGLI AGLI SPRECHI NON AL WELFARE di MASSIMO DONADI*

agosto 12, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Aggrediremo i costi della politica con 14-15 misure». Questa la linea del governo a lavoro sul dl anticrisi, annunciata dal presidente del Consiglio. Berlusconi punta infatti ai costi della politica (ci sarà un taglio di 6 miliardi ai ministeri nel 2012 e di 2,5 per il 2013), conferma la tassa di solidarietà dai redditi superiori ai 90mila euro. Tagli e non Tasse. Quasi 10 miliardi in meno agli enti locali, da spalmare sui due anni, escluso il settore della sanità. La riduzione sarà di 6 miliardi per il 2012 e di 3,5 miliardi nel 2013, per un totale di 9,5 miliardi di euro. Tremonti conferma: l’intenzione è quella di «ridurre le province» e di «accorpare i comuni». Per accelerare i tempi si procederà con un decreto legge, che il titolare di via XX settembre sente di dover giustificare: «Questo è il tipico caso di decreto per necessità e urgenza. La necessità per la tenuta del paese, l’urgenza per i mercati». L’obiettivo del pareggio impone infatti una drastica riduzione nel rapporto tra deficit e pil: dal 3,9 % del 2011 al 1,9 del 2012, con la speranza di raggiungere lo zero nel 2013. «Questi obbiettivi – aggiunge Tremonti – si devono raggiungere attraverso riduzioni della spesa», perchè «se li raggiungessimo con aumenti fiscali non verrebbero considerati validi da Bruxelles» e perciò «dobbiamo ridurre l’indebitamento attraverso riduzioni di spesa». Se però con “spesa” si intende aggredire il sistema del Welfare, non solo dalle file delle opposizione, ma da quelle stesse del governo, arriva un incontrovertibile no, esplicitato con la diplomatica formula dellla “linea della saggezza” indicata da Bossi. «Se vai in giro per la città, anche qui a Roma – chiosa il Senatùr – trovi dei poveracci anche vecchietti, che vanno a rubare nei grandi magazzini la bottiglietta o il pezzo di pane perché non hanno da mangiare. Che fai? gli togli anche la pensione? Vedrete che passerà la linea della saggezza». Alla voce “pensioni” scattano però anche e soprattutto le opposizioni, che smentendo una linea demagogica di cui è facile accusarli in questo momento (servono proposte e non scevre critiche!), saltano appena a queste si associa la parola “tagli”. E’ ancora Massimo Donadi a prendere la parola sul giornale della politica italiana. Ma alle critiche aggiunge tre direttrici su cui muovere la strategia anticrisi. Sentiamo. Read more

***DL ANTICRISI***UNA MANOVRA DIVERSA E’ POSSIBILE di MASSIMO DONADI

agosto 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Come annunciato con le prime anticipazioni sul dl anticrisi, il dibattito in un attimo si anima. E qui sulle colonne del giornale della politica italiana, a prendere la parola è una delle nostre grandi firme. Massimo Donadi, capogruppo alla Camera per l’Italia dei Valori è il primo a proporre, in risposta all’apertura di Tremonti, delle proposte concrete. Non lo fa certo con un tono conciliante, ma sanamente critico del contingente che l’Italia si trova ora ad affrontare. Il dibattito sul dl anticrisi, qui sul Politico.it. Sentiamo. Read more

***DL ANTICRISI*** Le prime anticipazioni sul Politico.it TREMONTI CONTRO TUTTI

agosto 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il dibattito si accenderà di qui a poche ore sulle colonne del giornale della politica italiana, con l’intervento delle nostre grandi firme. Ma nel frattempo, con l’intento di prepararvi al dibattito infuocato di questa calda estate 2011, ecco qualche anticipazione del dl anticrisi, che nelle promesse del ministro Tremonti potrebbe essere varato già il prossimo 12 agosto, al più tardi il 16. Ben prima della fine di settembre, e molto probabilmente con una settimana di anticipo rispetto alle speranze dell’Europa. La crisi c’è. E’ grave. Ed alla politica italiana non resta che abbandonare le valigie già pronte sullo uscio di casa e tornare in Parlamento a lavorare.  Read more

***CRISI FINANZIARIA*** La fine del (nostro) mondo di GAD LERNER

agosto 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Piazza Affari mercoledì ha chiuso come la peggiore d’Europa. Dopo la raffica di vendite sui listini di martedì scorso sembrava aver ripreso una boccata di ossigeno, ma non dura più di una giornata. Il Ftse Mib, nonostante i segnali confortanti arrivati dall’asta dei bot a 12 mesi, lascia sul terreno il 6,65%. Londra chiude a -3,05%, Francoforte -5,13% e Parigi -5,45%. Mentre l’indice Eurostoxx50, ovvero i 50 titoli europei a maggiore capitalizzazione, segnano un rosso del 6,12%. Sui listini europei tutti in forte ribasso, minaccia lo spettro del double dip, la doppia spirale recessiva. E la voce su un possibile downgrade della Francia, non repentinamente smentita dal governo, scatena il panico dei mercati. Ora, questa non sembra più una febbre estiva, è una malattia. L’Occidente si è ammalato di se stesso ed è costretto, suo malgrado, a passare il testimone al Bric (Brasile, India, Cina). Sono questi i nuovi giganti. L’Economia segue il suo flusso. Si sposta dove può meglio crescere. Ma nel farlo, sembra voler procedere nell’edipica rovina dei suoi padri d’occidente.

Read more

***L’INIZIATIVA*** Quando informeRAI? Debito pubblico e non solo: il dibattito boicottato dai partiti

agosto 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La politica se ne va in vacanza e con questa anche mamma RAI, vera e propria appendice della politica e sede dislocata del “dibattito”. Mentre Londra è presa d’assalto, i listini di mercato provano una difficile risalita ed il mondo politico, malgrado la canicola, è in pieno fermento, la televisione pubblica svuota il palinsesto di ogni parvenza di approfondimento politico ed economico. L’”informazione” viene trincerata nei Tg, e questi ben poco riescono a dire sulla drammatica situazione che il mondo affronta in questa estate 2011. A fronte della totale assenza sul piccolo schermo dell’informazione approfondita, argomentata e talvolta (perché no?) critica del potere politico (a cui evidentemente giova un clima di “omertà” e dis-informazione), parte l’iniziativa dei Radicali Italiani “Quando informeRAI?”, tesa a mobilitare i diretti interessati, i cittadini, primi fruitori del prodotto televisivo ma anche “produttori” dello stesso e quindi titolari del controllo del proprio contributo all’istituzione di viale Mazzini, a denunciare la “scomparsa” dalle emittenti nazionali delle notizie e dell’informazione reale all’Agcom. Un’iniziativa importante e speriamo fortunata, di cui ci parla Annalisa Chirico. Read more

***Ecco dove si può “tagliare”***
LA CRISI E LA MANCANZA DI CORAGGIO
di FRANCO LARATTA*

agosto 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha già avuto modo di indicare nell’innovazione la stella polare da seguire per ritrovare la (retta) via della costruzione del futuro. E quel tipo di cambio di prospettiva sarebbe in grado, da subito, di placare i mercati e di derci respiro anche per ciò che riguarda il bilancio, perché sarebbe il primo, unico, vero e possibile passo verso una crescita duratura e anche consistente. Ma tutto questo, naturalmente, va accompagnato – come abbiamo scritto lunedì – con una riduzione drastica della spesa. O, comunque, con la chiusura di tutte quelle falle che, attivamente o passivamente, portano lo Stato a sperperare (talora non incassando come sarebbe dovuto) milioni di euro. Il deputato del Pd punta il dito contro l’opportunismo (a questo punto, però, abbastanza “suicida”, perché un Paese che continui ad avvicinarsi al baratro, quando non ci dovesse cadere, non è comunque un buon viatico per pretendere di rivincere le elezioni) di un governo che pensa, nell’ordine: a fare i propri interessi (quelli di Berlusconi), a difendere, come gli scellerati (in questa occasione) Repubblicani americani i privilegi insostenibili di classi altissime (ma solo per reddito) la cui disponibilità, che si legge “possibilità di contribuire alla salvezza e alla ripartenza comune senza modificare neanche lontanamente il proprio tenore di vita”, non viene minimamente ricercata o presa in considerazione; a rimanere a galla senza accorgersi, però, appunto, che la china imboccata non offre grandi prospettive nemmeno per un esecutivo che continui a non fare la propria parte (e, quindi, non si assuma la responsabilità di scontentare direttamente nessuno – di elettoralmente rilevante. Ma, appunto, il declino-rischio default, mantenuto in essere dalla passività, è di per sé un buon modo per “scontentare” – si fa veramente per dire – tutti. Anche perché, appunto, la via dei sacrifici non è l’unica percorribile o non andrebbe percorsa da sola senza motivare i nostri connazionali con l’implementazione di un piano non solo difensivo e in “perdita” ma anche offensivo e di crescita. E ogni governo, in questo Paese, in questa situazione, avrebbe margini enormi per operare – possibilmente, bene). E poi, Laratta, ci dice ciò che, ragionevolmente, possiamo fare per rimettere in sesto il bilancio. Sul fronte appunto (direttamente) delle entrate e delle uscite. E poi c’è la crescita, di cui abbiamo parlato lunedì. Sentiamo. di FRANCO LARATTA* Read more

*** ITALIA COMMISSARIATA*** SARKOZY E MERKEL PADRONI DI PALAZZO CHIGI? A QUALI CONDIZIONI? IL GOVERNO DICA TUTTA LA VERITA’ di MASSIMO DONADI*

agosto 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il «Dobbiamo andare dietro un po’ all’Europa» di Bossi, risposta alla lettera di Nicals Sarkozy ed Angela Merkel, fa molto discutere. Sorprende che il più antieuropeista dello scenario politico italiano se ne esca con una simile affermazione. Ma soprattutto fa capire la gravità della situazione nella quale l’Italia sta versando. Il tempo perso a rassicurare i cittadini ed i mercati (giustamente) preoccupati è ormai irrimediabilmente perso, e con lo sguardo del dopo è senz’altro più facile valutare quanto irresponsabile sia stato un simile atteggiamento da parte dell’esecutivo. Ieri Lerner sulle nostre colonne parlava della «perdita di sovranità», implicita, che il commissariamento da parte dell’Europa costa al Paese. Oggi Massimo Donadi parla di «resa dei conti», di quel che seguirà nei palazzi della politica italiana di fronte a «una crisi epocale ed un governo incapace di gestirla». Sentiamo. Read more

***FAR WEST*** La sinistra deve fare i conti con la finanza di GAD LERNER

agosto 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Non importa quello che dice un’agenzia, noi siamo gli Stati Uniti d’America e saremo sempre da tripla A». Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, interviene nuovamente sulla crisi della borsa. I mercati «hanno ancora fiducia negli Stati Uniti» e «continuano a credere che siamo da tripla A». A Wall Street la seduta è ancora in corso, ma l’inquilino della Casa Bianca assicura che la situazione del Paese è risolvibile e gli americani sanno cosa fare per affrontarla. La ragione della crisi non andrebbe dunque ricercata nella sfiducia dei mercati, ma nello «stallo politico» sulla trattativa sul debito, che secondo il presidente «non è stato costruttivo». Standard & Poor’s avrebbe sancito il downgrade «non tanto perché dubita della nostra capacità di pagare il debito, ma perché ha assistito a un mese di negoziazioni sull’aumento del tetto del debito, hanno dubitato della nostra capacità di agire». Quello di Obama è infatti un problema, che nel linguaggio politico viene definito, di “governo diviso”: non godendo di una maggioranza parlamentare, la forza dell’Esecutivo viene limitata e vincolata alla stretta collaborazione con il Congresso, che nelle parole del presidente si traduce in «mancanza di volontà politica a Washington». La volontà in realtà c’è, ed è quella derivante dal mandato elettorale –e quindi dai desiderata popolari– che ha attribuito ai democratici Washington ed ai repubblicani il Congresso. (In pieno rispetto dei dettami dei padri fondatori, per altro!). Ma Obama inisiste: «ci sono molte idee che consentirebbero di ridurre il deficit senza mettere in pericolo la crescita». La prima è quella di «estendere il più presto possibile» gli sgravi fiscali sul lavoro dipendente e i sussidi di disoccupazione. Senza queste misure, avverte Obama, «ci saranno meno posti di lavoro e meno crescita». Ma è chiaro che le stesse difficilmente troveranno il consenso dei conservatori. A rendere ancora più ardua la sua missione nel distretto della Columbia, l’esito assai negativo dell’ «effetto Obama». Le parole del presidente non riescono infatti a ridare fiato ai listini, ma al contrario fanno sprofondare ancora di più gli indici di Wall Street, in rosso dall’inizio della seduta. Nel momento più critico dell’amministrazione Obama è estremamente facile puntare il dito contro il presidente-promessa di una nuova fase della politica. Ciò che invece è più difficile, ma più costruttivo, è notare come anche nell’occhio del ciclone, il leader del partito Democratico U.S.A. tenga saldo il timone e non permetta il naufragio della Nave su cui gli americani hanno deciso di imbarcarsi nel lontano 2008, proprio sull’onda di una crisi mondiale che iniziava a manifestarsi. Un osservatore realmente critico dovrebbe trarre da quel PD l’atteggiamento attivo, impavido, la tenacia e la serietà con cui si affrontano i problemi. Mentre in Italia la maggiore ambizione dei vertici Democratici è quella di approdare ad un governo tecnico, o chiedere le dimissioni senza avanzare nessuna proposta concreta per il cambiamento, sull’altra sponda dell’Atlantico si lavora, o per lo meno si cerca di lavorare, anche insieme al “nemico”, caricando sulle proprie spalle le responsabilità, per il bene del Paese. Read more

Si può sapere cosa stiamo aspettando? Italia si salva facendosi culla innovazione Germania, Cindia: è segreto di Pulcinella Risposta agli attacchi non sia una ‘difesa’ Sia (nostro) attacco per costruire futuro

agosto 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Al giornale della politica italiana le discussioni su ipotetici tavoli per (a sua volta) discutere di come produrre crescita, lasciano esterrefatto. L’Italia non è in una situazione difficile; ci è, ma solo per l’inconcludenza paradossale di questa classe politica, che non sa più dove andare a parare. Ma c’è un’Italia nascosta, quella che forse, con Mario Monti, potrebbe venire a galla, che sa benissimo che cosa sia necessario fare. Lo sa da mesi; da anni. E, nei suoi convegni “segreti”, passati del tutto inosservati agli occhi di una nostra politica più interessata a discutere di Berlusconi o, comunque, di se stessa, ne discute e perfeziona le possibili forme da allora. L’Italia si salva compiendo un completo ribaltamento di prospettiva che faccia dell’innovazione la nostra stella polare. Il nostro obiettivo dev’essere diventare il luogo nel quale si concepiscono, e possibilmente si producono, le “soluzioni” – a 360° – che rappresenteranno, via via, il futuro. Le più (e prima) “avanzate” al mondo. E’ esattamente ciò su cui Paesi che, d’accordo, hanno anche altri punti di forza – come il costo insignificante della manodopera in Cina. Ma l’Europa non può sfidarla su questo piano – sul quale abbiamo “ragione” noi! – solo perché, come insegnano le più basilari regole della concorrenza, non “pareggia” il conto su altri piani – ma che (intanto) hanno puntato e puntano su questo! Non possono più farlo gli Stati Uniti, perché sono già diventati la prima economia al mondo così (!), ma noi, da questo punto di vista (e non solo…) siamo all’età della pietra! Abbiamo ancora tutte le fasi della Storia dell’Uomo da percorrere! Abbiamo margini inenarrabili! Quand’è che ci mettiamo a fare la cosa che, stando già lì sul tavolo, ci salverà e, ad un tempo, può rifare grandi? Come, “tecnicamente”? Proiettando tutto il nostro sistema formativo-produttivo in quella prospettiva. Operare per rendere (innanzitutto) la nostra scuola il punto più avanzato dell’istruzione al mondo (altro che smembrarla!); aprire e liberare all’insegna del merito (e del ringiovanimento) il nostro sistema universitario, collegandolo e rendendolo propedeutico (sia sul piano della ridefinizione dei (per)corsi di studio sia dal punto di vista integrato-organizzativo) al mondo del lavoro e, in particolare, delle imprese; insieme alle quali costruire un sistema (a sua volta, ancora) integrato di ricerca pubblico-privata che tenda a generare appunto – sempre di più - quel livello di innovazione (ovviamente per fare tutto questo la sinistra deve dimenticare il principio per cui la scuola, l’università e la ricerca, motore della costruzione del – nostro – futuro, siano un postificio nel quale piazzare le proprie clientele elettorali); da sostenere, magari, con una riforma del mercato del lavoro che preveda di riempire i vuoti (di tempo e non solo) di chi non lavora con la formazione permanente – come già in Germania! – eventualmente (anche) liberalizzando nel senso della possibilità (progressiva) di “licenziare” (tutti; ma solo in rapporto della crescita, a cui tutto questo tende; scendendo sotto una certa soglia di valore positivo, si può prevedere, il sistema torna a bloccarsi per evitare la cosiddetta ”macelleria sociale”) mediante l’adozione, appunto, di quel sistema integrato che, ad esempio, preveda sei mesi di lavoro e tre di formazione, il tutto finalizzato ad avere una manodopera in grado di sostenere, e, anzi, stimolare (attraverso magari anche un suo maggiore coinvolgimento nel definire i piani aziendali) la continua innovazione (di sé e del “prodotto”) del nuovo sistema scuola-università-ricerca-produzione italiano! Immaginate che cosa accadrebbe sui mercati se un governo si mettesse a fare ciò che l’Italia può fare (!) per salvarsi? Anche perché questa è la condicio sine qua non crescere a ritmi sufficienti a sostenere la riduzione del debito (da accompagnare, del resto, con l’eliminazione seduta stante di tutti gli organismi inutili che ci fanno sperperare milioni di euro l’anno!). Quand’è che, semplicemente, facciamo ciò che è già come la pappa pronto per essere fatto? Possibilmente, se vi pare, prima di fallire (per la cronaca, noi, pure in generale ascoltati – ma poi questa politica non agisce! – lo scriviamo da febbraio 2010. Duemiladieci).

***ITALIA COMMISSARIATA?*** LA BCE INTERVIENE MA LA MANOVRA AFFOSSERA’ L’ITALIA di MASSIMO DONADI*

agosto 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Altro lunedì nero per Piazza Affari. Milano chiude infatti con una perdita del 2,35%. In rosso anche Wall Street, che procede in debacle dopo il downgrade di Standard and Poor’s, e tutte le principali piazze europee: Francoforte perde il 5,02%, Parigi il 4,09%, Londra il 3,39%, Atene scende in una picchiata del 6%. A Milano, a un’ora dalla chiusura di seduta, è arrivata una raffica di sospensioni con otto titoli in asta di volatilità. Malgrado la tempesta finanziaria, il presidente della Commissione Ue, Herman Van Rompuy, accoglie con favore le decisioni prese da Italia e Spagna «per rafforzare la disciplina fiscale e la crescita» che «contribuiranno alla stabilità della zona euro». Il presidente della Commissione esprime il proprio plauso alla decisione della Bce di acquistare titoli sul mercato. Sembrerebbe dunque che Italia e Spagna non abbiano bisogno di piani di salvataggio e che le misure prese dal governo Berlusconi siano sufficienti per rassicurare i mercati. Dalle opposizioni però si lamenta un certo malessere, dovuto al poco conto che i suggerimenti dei parlamentari hanno trovato nella stesura ultima della legge di pareggio del bilancio. Massimo Donadi scrive qui sul giornale della politica italianalo «sconcertante ed avvilente senso di autosufficienza» del governo al varo di una manovra di bilancio che sarà «un massacro per il Paese». Sentiamo. Read more

***ITALIA COMMISSARIATA?*** SCREDITATI E SENZA FUTURO MA INTANTO TIRANO AVANTI di GAD LERNER

agosto 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

“Entro la fine di settembre”. Questa la parola d’ordine che si evince dal messaggio che il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, lanciano a Italia e Spagna in una dichiarazione comune a poche ore dalla riapertura dei mercati, ed al termine di una serata di concitate riunioni della Bce e del G7. Le misure d’emergenza varate per riequilibrare i conti pubblici italiani, alla luce della crisi in corso sui mercati, andranno infatti attuate in tempi record, con un varo parlamentare, entro la fine del mese prossimo. I leader di Francia e Germania sottolineano di aver «accolto favorevolmente le decisioni prese da Italia e Spagna» per il riequilibrio dei loro conti pubblici e rimarcano «che un’attuazione rapida e completa delle misure annunciate è essenziale per ridare fiducia ai mercati». Il governo accoglie benevolmente il messaggio dell’Europa, anche a sorpresa il no certo europeista Bossi. Il ministro delle Riforme mantiene il suo puntiglio pragmatico: «Commissariati? L’importante è che la Bce compri i titoli italiani». Ed ancora: «Dobbiamo andare dietro alll’Europa e fare le riforme. La Bce ci condiziona? Positivamente». Ma nell’arena politica non si registra solo il plauso di chi potrà sedere sugli alti scranni dell’esecutivo per altri mesi. C’è infatti chi vede nell’intervento della Bce una perdita di sovranità, che da novembre renderà ancor più potente Mario Draghi, di recente grande frequentatore delle importanti sale del Colle. L’asse Draghi -Napolitano avrà dunque avuto la meglio, pur senza attirare l’attenzione con uno spettacolare cambio di guardia? Read more

***ALLARME BOND*** Si prepara un G7 per settembre. La recessione non è ancora finita di GAD LERNER

agosto 7, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le cancellerie in un fine settimana d’agosto non hanno mai avuto tanto da fare. Il G7 –ponte decisionale fra Unione Europea, America ed Asia che raccoglie in un solo organismo Stati Uniti, Germania, Giappone, Francia, Canada, Italia e Gran Bretagna–sembra ad un passo dal riunirsi attorno a un tavolo in piena canicola. L’incontro fra i capi di Stato e di governo dello stesso G7 potrebbe aver luogo già i primi di settembre, a Marsiglia. L’attuale presidenza francese dell’organismo – come del resto per il G20 – si è dimostrata consapevole dell’emergenza: sabato scorso Nicolas Sarkozy in uno scambio telefonico ha concordato infatti con il primo ministro britannico, David Cameron, «l’importanza dell’operare insieme, di sorvegliare da vicino la situazione e di restare in comunicazione nei prossimi giorni». Mentre le borse smentiscono l’ottimismo della politica, e la politica non fa nulla per regolare lo sfrenato cinismo delle stesse borse, l’unico dato inequivocabile è che questa recessione mondiale è tutt’altro che alle nostre spalle. Al contrario, la punta dell’iceberg contro il quale abbiamo deragliato nel 2008, a tre anni di distanza rivela la sua magnitudo sommersa, ben diversa da quella ponderata dalle prime ingenue stime. Ed, ora, mentre i listini dei mercati crollano e le più grandi economie d’occidente sono sostanzialmente in ginocchio, si guarda con esasperazione allo scarso numero di scialuppe di salvataggio.  Read more

***Crisi Finanziaria*** ITALIA, UN PAESE SENZA PIU’ CREDITO di FRANCO MONTORRO

agosto 6, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Questa crisi non è nazionale. Basta dare un’occhiata ai listini di Borsa per capire l’entità di quello che stiamo per affrontare: uno Tzunami che aumenta di velocità e forza d’impatto di ora in ora, e noi piccolo sistema economico, e non solo, stiamo per esserne travolti. Con uno stridere irrazionale i piani della verità e della verosimiglianza si confondo tra loro. Dai palazzi della politica infatti arriva il serafico messaggio di un Paese e di un’Economia “solidi”. Vero o verosimile? Appena varcato il confine la verità è un’altra ed è una sola: non solo la nostra economia si posiziona solo un gradino al di sopra di quella spagnola (a sua volta superiore solo a Portogallo, Irlanda e Grecia), ma il Paese non gode più di alcun credito, a partire proprio dalla nostra ottimistica classe dirigente. Si potrebbe dunque adottare una strategia più irresponsabile, del “negare fino alla morte”(in questo caso dei mercati)? Se questo governo è un governo liberale, come ama definirsi, la crisi dovrebbe esser colta come un’occasione straordinaria. Un’occasione che questo Paese non può permettersi di rimandare a settembre. Qui sul giornale della politica italiana lo ripetiamo da giorni: l’intervento è necessario. Ora.  Read more

CRISI: LE RICETTE CI SONO MA FANNO MALE di GAD LERNER

agosto 6, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mai prima di questa settimana nera per il mondo della finanza, gli Stati Uniti avevano perso il rating di tripla A: i titoli di stato americani non sono più i più  sicuri al mondo, e a dirlo è Standard & Poor’s. Una mossa senza precedenti arriva dopo uno estenuante braccio di ferro con il Tesoro: Timothy Geithner, omologo USA del nostro Tremonti, intima conseguenze serie. «E’ un errore dell’agenzia», dichiara Mr. Geithner. Un errore quotato 2.000 miliardi di dollari. Vero è, che S&P ritiraimmediatamente il comunicato. Cina ed India però colgono l’occasione per fare la voce grossa con il colosso americano, di cui però sono sostanzialmente i più grandi creditori. Ma non per questo l’amministrazione Obama si intimidisce. Malgrado una situazione critica sul piano internazionale (con i giganti d’Oriente infuriati), nonché sul piano interno (dove i repubblicani non perdono tempo nel far pesare sull’uomo della Casa Bianca il passaggio della tripla A ad AA+), i democratici d’oltreoceano affrontano la crisi con la consapevolezza della sua entità. Mentre qui si continua a parlare della “solidità” del nostro sistema economico, qualcuno dalle nostrane file Democratiche grida “il re è nudo”. Questa non è una tempesta finanziaria, è un «cataclisma». Ed in quanto tale è necessario che vi si oppongano delle misure commisurate all’entità del problema. Dall’una e dall’altra parte. Sentiamo.

Read more

***L’appello*** SETTEMBRE E’ TROPPO LONTANO: LA CRISI VA AFFRONTATA ORA di MASSIMO DONADI

agosto 5, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Resta alta la tensione dei mercati all’indomani del crollo delle Borse planetarie. Piazza Affari tenta il rimbalzo e fallisce, malgrado il picco toccato nel primo pomeriggio dell’1,7%. Il governo prova a reagire annunciando di anticipare di un anno (al 2013) il pareggio di bilancio previsto inizialmente nel 2014 dalla maximanovra, da poco approvata. Si prova così a mettere «un argine alla speculazione», dicono il premier e Giulio Tremonti. Quest’ultimo esclude che vi sarà una manovra-bis: «Non dobbiamo cambiare l’impianto della manovra, ma cambiare semplicemente la tempistica visto che in un mese è come se fosse cambiato il mondo». «Abbiamo pensato a misure che abbiamo introdotto nel decreto legge manovra con quindi la possibilità del raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013 anzichè nel 2014» ribadisce Silvio Berlusconi. La Camera resterà dunque aperta la prossima settimana per il confronto in Commissione sull’introduzione del vincolo del pareggio nella Costituzione. Si avanza per un verso dunque, ma come ci racconta Massimo Donadi, dal tavolo tra le parti sociali e le opposizioni è emerso un «quadro preoccupante», che necessita soluzioni il prima possibile. Pare dunque impensabile attenderne la ripresa a settembre. Potrebbe essere troppo tardi.  Read more

***EMERGENZA CARCERI ITALIANE***
Una “questione sociale” rispetto alla quale la politica continua a dimostrarsi sorda, muta e cieca di ANNALISA CHIRICO

agosto 5, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono 39 i suicidi accertati dall’inizio dell’anno nelle carceri italiane. Il primo è avvenuto nel carcere di Aversa il 5 gennaio 2011, l’ultimo martedì scorso a Perugia. Ad alzare il novero in questo caldissimo agosto, un detenuto 36enne originario di Rieti che , come molti altri, era ancora in attesa di giudizio. Solo negli ultimi tre giorni si segnalano dunque un morto e tre tentativi di suicidio. Per rendere più chiara l’idea facciamo parlare i numeri: nel 2011 i detenuti morti in carcere fino ad ora sono 113, di questi 39 sono suicidi. Nel 2010 delle 184 morti in carcere, 66 erano suicidi. Parliamo di 1.859 morti dal 2000 al 2011 di cui 664 suicidi. Praticamente un bollettino di guerra. Numeri allarmanti per un sistema penitenziario al collasso. Nelle carceri italiane, secondo il dossier “Morire di Carcere”, «le persone si tolgono la vita con una media 19 volte superiore rispetto alle persone libere e spesso lo fanno negli istituti dove le condizioni di vita sono peggiori, quindi in strutture particolarmente fatiscenti». Mentre si rinvia al neoeletto ministro Nitto Palma, Marco Pannella parlando di quanto questa realtà disumana ci umili in tutta Europa, rimarca come su questa da parte della classe politica vi sia «un mutismo clamoroso, che fa paura». Annalisa Chirico prova qui sulle nostre colonne a rompere questo silenzio, raccontandoci un’iniziativa svoltasi a Roma proprio per sensibilizzare la politica sul tema delle carceri.

Read more

Berlusconi punta al fallimento dell’Italia(? Per fare cosa? Non osiamo ‘pronunciarlo’ Ora ‘tutti’ in Aula ad oltranza per salvarci Altrimenti (ci perdoni) intervenga Giorgio

agosto 5, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Lo “stile” (?) è sempre lo stesso. Annunciare grandi, imminenti interventi per far calmare le acque. E poi non fare nulla. Il problema è che, questa volta, non si tratta ”solo” di propaganda. Pensateci. Non è (veramente) immaginabile che il presidente del Consiglio non si renda conto dello stato in cui versiamo. E delle possibili conseguenze di un immobilismo. Le cose da fare (subito, per salvarci) sono, poi, persino banali (ormai) e chiare a tutti. E quando ha avuto l’intenzione di realizzare qualcosa - come nel caso della riforma universitaria - questo governo lo ha fatto. E pure in tempi brevi. Stavolta Berlusconi non solo dice che “tutto va bene”, come ogni volta; ma anche si premura di rinviare a settembre la discussione di ogni (promesso) provvedimento. Dando la sensazione di cercare di prendere tempo. Un tempo che, però, oggi, significa una cosa sola: il default. E Berlusconi lo sa meglio di chiunque altro. A cosa miri, questo gioco al massacro, non è facile dirlo. Di certo c’è che nel possibile fallimento del nostro Paese il Cavaliere vede una risorsa insperata per provare, ancora una volta, a uscire dall’angolo. Ecco il “coniglio dal cilindro” che qualche innovatore del centrodestra aveva auspicato. Solo che non serve a salvare noi, bensì lui (solo). Cambiando tutto per non cambiare niente. Soprattutto se stesso. Di fronte a questo, si assiste sconsolati ad una opposizione che (ora!) grida all’irresponsabilità, quando è chiaro che ci troviamo di fronte a qualcosa di molto più grave. Anche perché la situazione non è “grave”, è esplosiva: in mancanza di un qualsivoglia intervento  che modifichi, almeno parzialmente, uno stato attuale delle cose per il quale un giorno sì e l’altro anche la terra sotto i nostri piedi si sbriciola un altro po’ e ci avvicina alla caduta nel baratro, ogni giorno (appunto) è “buono” per ritrovarci, d’un colpo (???), a gambe all’aria. Soprattutto in un mese di agosto nel quale l’esperienza insegna che gli agguati tendono a centuplicarsi. Che fare? La Politica – e in particolare il Pd – si deve assumere le sue responsabilità, oltre la (pure mancata) ordinaria amministrazione. Aspettare che si muova il governo, come abbiamo visto, è inutile. Sostenuto dalle opposizioni, Fini riconvochi l’asssemblea di Montecitorio (comunque). E a quel punto si dia vita ad un impegno ad oltranza per fare approvare (almeno) qualche (prima) misura. Impensabile  che, di fronte al rischio di un patatrack, non si trovino parlamentari della maggioranza disposti non a tradire il governo – affinché l’operazione abbia qualche speranza di riuscire,  il centrosinistra non deve assolutamente pretendere di legare l’approvazione di quelle misure alla caduta dell’esecutivo: ora l’unica cosa che importa è salvarci – ma a votare provvedimenti vitali per la nostra (appunto) salvezza. Se tutto questo non basterà, o non sarà stato possibile, quella stessa responsabilità che oggi è del Pd passerà nelle mani del capo dello Stato. Siamo certi che, almeno Napolitano, saprà, a quel punto, come comportarsi.

***Il commento*** E’ URGENTISSIMO CHE BERLUSCONI SI DIMETTA di GAD LERNER

agosto 4, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo avervi narrato l‘intervento in Parlamento del presidente del Consiglio, noi del giornale della politica italiana non possiamo non riportarvi le reazioni. Piazza Affari ha chiuso malissimo questo afoso giovedì ed è quel segno meno a dettare anzitutto la sconfitta politica del Cavaliere. Il suo potere, a voi decidere se di imprenditore o capo dell’Esecutivo, non è più quello di una volta ed i mercati si intestardiscono sulla propria tangente. L’Italia ha bisogno di un segnale forte, davvero. Lo stesso si dica per i mercati. E chi siede a palazzo Chigi sempre non essere più in grado di farlo. Gad Lerner espone qui sulle nostre colonne il suo critico avviso sulla posizione di Berlusconi. Sentiamo. Read more

***STRAGE IN SIRIA*** LA REPRESSIONE CONTINUA di DESIREE ROSADI

agosto 4, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mercoledì in serata il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite si è infine pronunciato sulla violenza contro i dimostranti da parte del regime siriano. Con una dichiarazione formale si condanna la repressione del Raìs e si chiede a Damasco di consentire gli assembramenti pacifici e l’entrata nel paese degli aiuti umanitari. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, definisce «oltremodo rivoltante» la brutalità con cui il regime siriano sta reprimendo le proteste, aggiungendo che tenterà di parlare nuovamente con il presidente Bashar al Assad. Dopo l’approvazione da parte del Consiglio di sicurezza della dichiarazione di condanna delle violenze, il segretario Ban Ki-moon aggiunge: «Il mondo ha visto il deterioramento della situazione in Siria con profonda inquietudine». «Continuare così – rimarca- non è sostenibile». Assad «non può e loro non possono continuare a uccidere il proprio popolo». Il segretario generale dell’Onu rinnova in tal modo l’appello al presidente siriano affinché fermi la repressione nella città di Hama, attui le riforme promesse e permetta alle organizzazioni umanitarie di recarsi nel Paese. Questo è senz’altro un passo avanti nella gestione della questione siriana. Ma manca ancora molto. La nostra Désirée Rosadi ci racconta quel che sta accadendo nella coraggiosa città di Hama, ancora una volta, roccaforte delle promesse della democrazia nel mondo arabo. Sentiamo.

Read more

***La Denuncia*** NOI NON SIAMO COSI’ di ANDREA SARUBBI

agosto 4, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo l’intervento di Silvio Berlusconi in Parlamento (che potete trovare nel diario politico di mercoledì), prende il via il tavolo con le parti sociali. I lavori sembrano procedere per il meglio: il premier intende «arrivare ad un patto complessivo entro settembre» e Tremonti sembra prestarsi al gioco. I toni del superministro sono sospettosamente concilianti, tanto da non sembrare più i suoi. «Decidiamo insieme cosa possiamo fare», chiosa il titolare di via XX settembre rivolto alle parti sociali. Insomma tutto bene quel che finisce bene! Berlusconi è riuscito a compiere il miracolo con poco meno di 40 minuti d’intervento in Aula. Se non fosse che… i mercati non gli credono. Piazza Affari sta per chiudere con un -2,05%. La peggiore d’Europa. Ma l’altro primato negativo a preoccupare l’Aula nella complicata gionata di mercoledì, è stato quello portato all’attenzione dalle file del Pd: quello dell’immigrazione. Rispetto al quale il ministro dell’Interno (nelle veci del Senatùr assente?) è stato chiamato in causa da Andrea Sarubbi, che sceglie il giornale della politica italiana per raccontarci la situazione ignobile delle nostre frontiere. Read more

***Diario Politico*** Il Cavaliere riuscirà a convincere i mercati? di GINEVRA BAFFIGO

agosto 3, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Nell’attuale momento la parola è alle forze politiche, di governo e di opposizione, chiamate a confrontarsi con le parti sociali sulle scelte da compiere per stimolare decisamente l’indispensabile crescita dell’economia e dell’occupazione, a integrazione delle decisioni sui conti pubblici volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014». L’incipit di questa intensa giornata politica lo intona il capo del Quirinale, Giorgio Napolitano, che con il suo appello sembrava aver messo d’accordo le varie compagini della politica italiana. Ma questa serena previsione non regge al repentino oscurarsi del cielo italiano. Giornata nera per Piazza Affari e Berlusconi ne risponde in Aula: «Il Paese è economicamente e finanziariamente solido, nei momenti difficili sa essere coeso e affrontare le difficoltà». Una speranza? O la solita ambiguità fra i piani della realtà politica e quella dei mercati? L’intervento di Berlusconi ovviamente tenta di dimostrare la “solidità” del sistema italiano, ma sembra che il filo sottile a muovere i personaggi sul palco della politica sia piuttosto quello di chi intende ridisegnare gli equilibri interni al maggior partito italiano.
Read more

***La denuncia***
LUNGHE VACANZE E LAUTE PENSIONI PER UNA VERGOGNOSA CASTA DI INTOCCABILI di MASSIMO DONADI

agosto 3, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mentre si attende con ansia l’intervento in Parlamento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, cautamente posticipato di due ore per poter parlare a Borsa chiusa, si apprende che la ripresa dei lavori della politica italiana quest’anno è stata fissata per il 12 settembre. Lunghe e serene vacanze per la Casta mentre il Paese va a rotoli, i mercati sono in preda al panico ed i listini più che mai volatili. Ma non si parla solo della lunga estate della politica italiana sulle nostre colonne. Martedì dai banchi delle opposizioni si rilanciava l’abolizione dei vitalizi per i parlamentari, segnale forte, ed ormai necessario, contro i privilegi della politica in quella che per molti italiani sarà una critica estate. Il risultato: la richiesta è stata “bypassata” per un vizio di metodo. Il capogruppo alla Camera de l’Italia dei Valori commenta, qui sul giornale della politica italiana, il “nascondere la testa sotto la sabbia” della classe politica italiana, di una frangia in particolare, piuttosto che lottare per una più equa distribuzione delle nostre scarse risorse. Sentiamo. Read more

Sulle (nostre) radici, Renzi, il Papa e anche altre cose di E. Procopio

agosto 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quanto sono vere le nostre radici cristiane? E quanto vengono stru- mentalizzate?  Il tema è comples- so, ma ciò che è certo è che dopo la strage di Oslo la sirena del fondamentalismo è stata innescata. Una sirena che minaccia la pace e grida l’allarme non più per i soli devoti del Corano. Dall’altra parte, con grande sorpresa nella nostra piccola Italia, l’illustre capo della giunta Democratica di palazzo Vecchio proclama con fierezza: «In questo clima di profonda crisi delle istituzioni, la parola del Papa è un punto di riferimento per la nostra amministrazione, perché è sbagliato relegare a un mero fatto privato la dimensione religiosa. L’ispirazione religiosa e la fede cristiana non vanno chiuse a chiave nello scrigno del privato». Sorge dunque un dubbio, legittimo: che spazio trova la dichiarazione del sindaco Matteo Renzi nell’Italia del 2011? Quale senso dovrebbe trovare in una società realmente laica? E soprattutto, in che modo si può relazionare una simile affermazione con un partito laico –quale dovrebbe essere– quello Democratico? Su questo, sulle nostre presunte radici cristiane e su molto altro ancora, il nostro Enrico Procopio si interroga e ci interroga in questo splendido articolo. Read more

La ‘croce’ del debito sulle spalle dei giovani: la strada della Casa Bianca e quella dell’Islanda di ATTILIO IEVOLELLA

agosto 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una “rivoluzione”, in corso ormai da due anni, è stata completamente taciuta ed insabbiata dai mainstream internazionali. Siamo in Europa, in un paese con una delle democrazie più antiche al mondo, le cui origini risalgono all’anno 930: l’Islanda. Nella glaciale isola, allo scoppiare della bolla finanziaria nel 2008 si è dapprima provveduto a far dimettere il governo in carica, poi si è proceduto alla nazionalizzazione delle principali banche, decidendo di non pagare i debiti che queste avevano contratto con la Gran Bretagna e l’Olanda a causa di un’ignobile politica finanziaria, infine si è eletta un’assemblea popolare per riscrivere la propria Costituzione. Una vera e propria “rivoluzione” che non è costata una sola goccia di sangue. Una rivoluzione contro il potere politico-finanziario neoliberista vinta a suon di colpi di casseruola, lanci di uova ed urla in piazza. I cittadini in protesta a Reykjavik hanno avuto la meglio, e a poco è valsa la mossa del Fondo Monetario Internazionale di congelare l’aiuto economico all’Islanda, con la quale speravano di imporre il pagamento dei debiti. Al contrario, la direttrice islandese è andata nella direzione opposta. La coalizione socialdemocratica e del movimento della sinistra-verde, guidata dalla neoeletta premier, Jóhanna Sigurðardóttir, apre un’inchiesta per individuare e perseguire penalmente i responsabili della crisi. Arrivano così i primi mandati di cattura e gli arresti per banchieri e top-manager, mentre l’Interpool diffonde un ordine internazionale di arresto contro l’ex presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Nel giorno in cui a Capital Hill si scansa la bancarotta USA con il voto per l’innalzamento del tetto del debito pubblico (269 voti a favore e 161 contrari per la Camera, i risultati del Senato arriveranno in queste ore), in altre parole si procede a un processo di socializzazione delle perdite con i tagli sociali e precarizzazione dilagante per scongiurare il rischio del default, c’è chi guarda all’Islanda. Che cosa succederebbe se il resto dei cittadini europei, o statunitensi, seguisse l’esempio islandese?  Il giornale della politica italiana lascia a voi la risposta, ma vi invita alla lettura di questa interessante riflessione del nostro Attilio Ievolella sulle due linee di tendenze che hanno fatto seguito alla crisi finanziaria.

Read more

Pagina successiva »

Bottom