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***DL ANTICRISI*** PENSIONI: DALLA TRUFFA ALLA FARSA di MASSIMO DONADI*

agosto 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le sette intense ore del vertice Pdl-Lega ad Arcore portano ad un accordo che non supera la giornata. Come abbiamo scritto nel primo pomeriggio, la “manovra più equa” vantata dal premier si rivela il solito spot privo di sostanza e contenuto. Con il veto della Lega sulle pensioni i conti non tornano (e ad onor del vero non tornavano neppure prima). Ora alla manovra manca circa 1 miliardo e mezzo (500 milioni nel 2013 e 1 miliardo nel 2014), causato dalla non adozione della norma sulle pensioni. La maggioranza tenta di calmare le acque: il mancato gettito verrà compensato da un’aumento della lotta all’evasione fiscale, con provvedimenti già allo studio, tra i quali sembra previsto anche un inasprimento delle norme ed un coinvolgimento dei Comuni. Questo il proposito di fine Agosto. Ma domani? Sarà ancora così? Read more

***DL ANTICRISI*** IL VETO DELLA LEGA ED IL CONTROLLO DELLA UE FANNO SALTARE LA MANOVRA DI ARCORE IN MENO DI 48 ORE

agosto 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La manovra di Arcore non sopravvive al crepuscolo senza trovare una nuova camaleontica ed improbabile definizione. L’altolà delle toghe e la denuncia di “golpe” della Camusso trovano paradossalmente forza nel veto della Lega, che sulla stretta pensionistica in merito al riscatto degli anni della laurea e del servizio militare impongono il loro categorico “no”. Torna così sulla bilancia della manovra l’aumento dell’Iva ed il contributo di solidarietà, probabile argomento del Consiglio dei ministri di giovedì, per quanto Palazzo Chigi ribadisca in queste ore  un ordine del giorno  a base di disposizioni in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili. Certo è che non si può abbassare la guardia ora che l’occhio vigile dell’Europa è puntato sula composizione della manovra: la Commissione europea avrà «particolare attenzione» ed «è fiduciosa che le misure per il rilancio della crescita avranno un peso maggiore». Questo l’invito di Olli Rehn, Commissario Ue agli affari economici, che rammenta come la Commissione «non si aspetti che gli obiettivi su cui l’Italia si è impegnata con i partner europei siano rimessi in discussione» e nella sua analisi sul testo della manovra «farà particolarmente attenzione alla composizione finale del pacchetto di misure». Bruxelles punta sui provvedimenti per la crescita affinché «abbiano un peso maggiore». Intanto a fronte del continuo rimischiare le carte dei provvedimenti anticrisi, l’opposizione attacca: «Nel mondo tutti pensano che l’Italia sia una barca senza timone e, francamente, è difficile dar loro torto» chiosa il segretario del Pd Pier Luigi Bersani da Modena. Ed ancora: «La diffidenza dei mercati si spiega con il fatto che questo famoso pareggio di bilancio in questi provvedimenti non c’è». «Farsa», «Scandalo» e manovra inesistente, sono gli attributi scelti da Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato, che ammonisce: « C’è un limite alla decenza: visto che resistono norme come quella sul tfr e la tredicesima, chiedo di sapere quando hanno intenzione di rompere il patto stretto con evasori e privilegiati». Mentre il caos impera, l’unico obiettivo che sembra alla portata di una maggioranza confusa e divisa dai troppi interessi particolari, sembra essere la sopravvivenza fino a fine legislatura. Quanto a quello del pareggio… All’interno, di GAD LERNER. Read more

***DL ANTICRISI*** E SULLA MANOVRA PIU’ EQUA(?) OPPOSIZIONI, SINDACATI E MAGISTRATURA PROMETTONO BATTAGLIA

agosto 30, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La manovra più equa, partorita ad Arcore, desta una tempesta di critiche. I sindacati, in attesa dello sciopero generale Cgil indetto per il 6 settembre, sono inferociti. Per la Camusso questo è «un golpe». Mentre il comitato intermagistrature, che coordina l’Associazione nazionale magistrati e le principali sigle rappresentative della magistratura contabile e amministrativa, tra cui l’Avvocatura dello Stato, entra nel merito del provvedimento additando propria nella mancata “equità”, di cui invece Berlusconi si era vantato stamani, ragioni sufficienti a sbarrare la strada al disegno di legge per incostituzionalità. «È del tutto evidente l’incostituzionalità di una disposizione con la quale si opera una decurtazione secca del trattamento economico solo dei dipendenti pubblici, in violazione dei principi di eguaglianza e di progressivià del sistema fiscale» chiosa il Comitato. Ora, in attesa di conoscere nel dettaglio il testo definitivo delle modifiche alla manovra, le toghe si riservano «l’adozione di iniziative di protesta, nessuna esclusa», ovvero una minaccia velata di possibili scioperi. Quanto alle parti politiche il dibattito si sposta sull’asse Pd-Pdl. Il partito dei Democratici, prima ancora che il testo approdi in Parlamento, si dice fortemente contrario alle misure. «La giustizia di Arcore e di Bellerio è dunque la seguente: non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi è stato tanto fesso da servire il paese facendo il militare o da studiare e poi riscattare di tasca propria la laurea. Dopo il patto di Arcore, i conti della manovra del governo tornano ancora di meno e le ingiustizie pesano ancora di più». La chiosa al vetriolo è di Pierluigi Bersani che dunque promette battaglia in sede di discussione. Alla replica troviamo il neo numero uno del PDL, Angelino Alfano, che prova a smorzare i toni nella speranza (vacua?) di ottenere larghe intese: «ci auguriamo che la parte più responsabile delle opposizioni faccia prevalere l’interesse del Paese rispetto a divisioni e polemiche che gli italiani, giustamente, non comprenderebbero. Tra luglio e l’incontro di ieri – spiega Alfano – il governo e la maggioranza hanno proposto riforme coraggiose (dal collocamento alla contrattazione, dalle province al numero dei parlamentari, per limitarci a pochi esempi) che hanno un valore particolare perchè adottate in tempi di crisi mondiale». Al di là del gioco delle parti, e del sensato interesse di ciascuno a portar acqua al proprio mulino, il problema della manovra è intrinseco alla stessa. Attendiamo il testo per ulteriori specificazioni, ma stando alle dichiarazioni del governo, alla sua opera di pubblicizzazione della propria creatura, è evidente che il concetto di equità sia difficilmente applicabile al frutto di questo lavoro estivo. All’interno, di MASSIMO DONADI*. Read more

***DL ANTICRISI*** LA MANOVRA DI ARCORE “MIGLIORA” SOLO PER I RICCHI

agosto 30, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Sono molto, molto soddisfatto perchè la manovra è migliorata senza modificare i saldi. Ora è più equa. Sono stati ridotti di molto i costi della politica, tagliate parecchie poltrone. La Lega è stata responsabile, ora è necessario che lo siano le opposizioni». Il presidente del Consiglio si dice dunque soddisfatto: «Avevamo detto subito – ricorda(?) Berlusconi – che quella manovra, varata per avere un intervento della Bce a tutela dei nostri titoli di Stato sotto attacco della speculazione, sarebbe migliorata. Ho sempre lavorato ad agosto per rendere la manovra più equa e sostenibile». Per “equa e sostenibile” il premier intende “all’insegna del proprio successo”: «Io avevo detto che introducevo il contributo di solidarietà con il cuore che grondava sangue perchè da sempre ho promesso che non volevamo mettere le mani nelle tasche degli italiani- sostiene Berlusconi–. Siamo riusciti a levarlo con altre fonti di risparmio». Altra vittoria quella che incassa il Cavaliere in seno al partito: «Sono soddisfatto perchè il risultato conferma la coesione della maggioranza e si può constatare come la realtà sia diversa da quello che racconta la stampa, con i romanzi d’agosto dei rapporti dentro la maggioranza e tra me e Tremonti». Quanto alla riduzione dei costi della politica aggiunge: «Noi ci avevamo provato ma poi la sinistra bocciò la nostra legge con un referendum. La nostra determinazione è assoluta, perchè i costi della politica sono forti e per questo siamo grati al senso di responsabilità della Lega. Ora in Parlamento tocca all’opposizione e se ci sarà l’accordo con una maggioranza dei due terzi, potremo arrivare in poco tempo ad approvare la riduzione del numero dei parlamentari e l’abolizione delle Province». Peccato che la chimerica pretesa di ridurre i costi della politica, attraverso il procedimento di revisione del dettato costituzionale, abbia dei tempi decisamente troppo lunghi per costituire la cassa della manovra. Questi verranno presi sempre dalle solite “tasche”. E la manovra di Arcore si fregia di un “inequivocabile segno di classe”, come denuncia il nostro Gad Lerner. Sentiamo. Read more

***POLITICAMENTE DIVERSI(?)*** COSA HA DA DIRE ORA IL PD SU FILIPPO PENATI? di GAD LERNER

agosto 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Torniamo sul caso Penati. Nel primo pomeriggio vi abbiamo riportato le prime dichiarazioni del sottosegretario Enrico Letta. Ora possiamo aggiungervi ciò che pochi minuti fa ha, finalmente, detto Pier Luigi Bersani: «Come partito possiamo dire che non ci piacciono le prescrizioni anche se si parla di cose di sette/dieci anni fa perché vorremmo che su queste vicende non ci fossero ombre e si arrivasse alla verità». Il segretario Democratico ha dunque avvertito il clima interno al suo partito e malgrado l’indecoroso ritardo prova infine ad allinearvisi. Quanto al futuro di Filippo Penati nelle file del PD, Bersani aggiunge: l’espulsione è «un meccanismo affidato allo statuto e alla commissione di garanzia che è al lavoro la quale si farà una opinione e ci dirà. Non interferiamo in nessun modo con la magistratura perché abbiamo un profilo etico che ci interessa preservare». Qualcuno però, proprio dalle file Democratiche, ritiene che questo non sia sufficiente. Il dibattito sul rapporto esistente tra politica ed interessi economici, non è una prerogativa del centrodestra ed il caso Penati è solo il più recente e palese esempio della trasversalità del fenomeno. Al di là della sorte dell’ex presidente della provincia di Milano il punto è: il PD è davvero un partito diverso? è in grado di dimostrarlo in simili occasioni? e se così non fosse, cosa intende fare per dimostrare (almeno?) in queste “faccende” di essere la reale alternativa alla politica di Berlusconi? Read more

***CASO PENATI*** 4 REGOLE PER UNA POLITICA PULITA di MASSIMO DONADI*

agosto 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il momento tanto atteso è infine arrivato. Domenica sera il vicesegretario PD, Enrico Letta, si pronuncia sul caso Penati: «Non c’è dubbio che Filippo Penati debba rinunciare alla prescrizione». Ed ancora: «Questa è la differenza fra il nostro atteggiamento e quello di altri, da noi chi viene toccato da vicende così fa un passo indietro, si deve dimettere e farsi processare. Altri diventano ministri. Per noi non deve rimanere nessuna macchia su questa vicenda». L’ex presidente della provincia milanese è infatti accusato dai giudici di Monza di corruzione, ed una sua rinuncia alla prescrizione potrebbe evitargli l’arresto. Fin qui tutto chiaro. Quanto al famigerato “atteggiamento diverso”, osannato da Letta, ci permettiamo delle perplessità. I mesi di silenzio da parte dei vertici del Partito Democratico non hanno fatto che aggravare una faccenda di per sè “non così diversa” da quelle che hanno fatto tanto parlare del centrodestra, e che sono state additate dalle opposizioni dall’inizio della legislatura ad oggi. “Chi è senza peccato scagli la pietra? Non si può far di tutta l’erba un fascio”? Sarebbero delle banalità, e peggio ancora delle ingenuità che in politica non sono permesse. Ma in questo caso “l’atteggiamento diverso” risulta nient’altro che l’ultima opzione per i Democratici, che infine in questo tardo Agosto sono stati costretti ad esercitare. Il tono di rivalsa del capogruppo dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, era dunque piuttosto prevedibile: «Bersani spera di farla franca come i suoi predecessori graziati dal Di Pietro magistrato che così, salvati dalla tangente Enimont i capi Pds, D’Alema, Veltroni e Fassino, si avviò verso la carriera ministeriale». Non contento segue con un’altra invettiva: «si scrive Penati e si legge Bersani», parlando di un «modello di partito» e di «intrecci antichi con finanziamenti illegali esteri e di coop rosse». Ciò che sottolinea Gasparri, nell’intento fuorviante del gioco della contrapposizione politica (gioco vetusto e vuoto di significato poiché si muove su dinamiche superate ormai da più di un trentennio), fa emergere però –probabilmente ad insaputa dell’onorevole— il reale stato d’emergenza della politica italiana, che a fronte dei fin troppo frequenti casi di mala politica DEVE adottare dei nuovi filtri per la classe dirigente del Paese. Urgentemente. E’ una sfida che si lanciò dal Lingotto senza che la sua eco riuscisse a propagarsi concretamente nel partito promessa. Ma è una sfida che i nuovi partiti intendono raccogliere, e che un Pd lungimirante dovrebbe sostenere e guidare. Massimo Donadi presenta qui sulle nostre colonne la proposta di legge in 4 punti per una classe politica finalmente pulita. Sentiamo. Read more

***CLASSE DIRIGENTE/CLASSE INTELLETTUALE(?)*** TREMONTI E LE SUE CONTRADDIZIONI di GAD LERNER

agosto 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Giulio Tremonti entra in contraddizione al meeting di Rimini. Contraddizioni intellettuali, oltre che politiche, il cui perno ruota attorno al saggio “La paura e la speranza”, cui deve nel contesto internazionale la fama di economista “preveggente” ed anticipatore della crisi di lì a poco sopraggiunta. Un Tremonti che si scaglia contro i nazionalismi prodotti dal trattato di Westfalia, antitesi della sua esaltata “Europa dei popoli”, portano il nostro Gad Lerner a sospettare della sua rinomata e fin troppo emancipata immagine di intellettuale. Non solo. Se a questo si aggiunge la decennale collaborazione di Milanese con via XX settembre c’è da chiedersi, al di là delle pulsioni interne alla maggioranza ed al partito di Berlusconi, quanto ancora potrà resistere Giulio sullo scranno del dicastero dell’Economia? Read more

***DL ANTICRISI***UNA MANOVRA FIGLIA DI NESSUNO di MASSIMO DONADI*

agosto 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crisi globale. Malgrado la crisi si arrivata in casa e non si sappia ancora con quali modalità verrà affrontata, al meeting di Cl di Rimini il ministro dell’Economia torna a parlare della crisi globale, spiegando che «finora ha una dimensione non nota nell’esistente». Tremonti evita di assumersi direttamente le responsabilità che spettano ad un rappresentante del governo e punta il dito sulla gestione, degli altri: «Troppi governi hanno pensato fosse solo un ciclo». Invece è tutt’altro che finita: «Non c’è ancora il game over della crisi, siamo ancora dentro dove i mostri si avvicendano». La crisi finanziaria, precedente a quella attuale, «è stata gestita utilizzando per i salvataggi i debiti pubblici –spiega il ministro– e paradossalmente la medicina è diventata il malato». E sulla Grecia? «È un problema di sistema, profondo. Ma limitato al passato». Il titolare di via XX settembre sembra non voler annoverare l’Italia come prossima Grecia nell’effetto domino della crisi, cosa che invece gli opinionisti d’oltralpe denunciano da mesi. Il tesoriere è ottimista(?) e guarda all’Europa in cerca di una soluzione: «Il tempo degli eurobond sta arrivando». Il ministro Tremonti torna così ad insistere sull’idea dei titoli di Stato europei: «È un’idea forte. E sbaglia chi sostiene che con gli eurobond ci guadagnano Italia e Spagna e non la Germania». Lo ribadiamo: non una parola sulla nostra crisi. Nulla sulla nostra manovra per contrastarla. D’altronde sembra sempre più difficile farlo, visto che ormai la fisionomia del dl assume pose camaleontiche a seconda di chi prenda la parola. «Ciò che vale al mattino non ha più senso il pomeriggio» rimprovera qui sulle nostre colonne Massimo Donadi, e così la manovra viene esposta alla critiche di tutte, e alla difesa di nessuno. All’interno, di MASSIMO DONADI*. Read more

***Politicamente contro(?)*** I QUARANTENNI DEL PD SCELGONO INFINE LA PROPRIA “BATTAGLIA”: RINVIARE LO SCIOPERO DELLA CGIL(?) di MARIANNA BARTOLAZZI

agosto 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crisi vuol dire Opportunità. Lo ripetiamo dal 2008. Opportunità per ricostruire un’Economia al collasso. Opportunità per regolamentare i mercati, le banche, la speculazione finanziaria. Opportunità per un governo cui è toccata in sorte un’annata sfortunata, in cui ogni buona cosa sarebbe stata migliore. Ma soprattutto, Opportunità per il maggior partito di opposizione, il Partito Democratico, che negli anni del Berlusconi IV ha avuto infinite –lo vogliamo ripetere– “opportunità” per imporsi come forza politica alternativa del Paese. Quante occasioni ha avuto il PD per rigenerare se stesso? E quante ne ha colte? Se dai banchi delle opposizioni è stato più difficile imporre la propria voce nel contenzioso parlamentare, cosa è stato fatto per migliorare il partito al suo interno? Poco? Nulla? Il partito democratico è tale solo nel nome? Di certo, se Democrazia è (anche) ricambio, rinnovamento della classe dirigente, il Pd ha un’evidente deficienza in tal senso. I vertici del partito sono atrofizzati, sin troppo silenti in giorni in cui si gioca la partita definitiva del futuro dell’Italia. Intanto, per il 6 settembre si prepara uno sciopero generale: le bandiere rosse della Cgil verranno a presentare il conto al governo e alla politica tutta. Che sia il momento giusto per un’iniziativa del genere? Ai lettori la risposta. Quello che qui intendiamo registrare è come a fornte di questo momento il partito dei Democratici sia alle prese con un’emorragia: Bersani dà il proprio sostegno alla Cgil (si sospetta più per tradizione che per convinzione), e nel frattempo una frangia di “giovani” (ovviamente over 40) decide di cimentarsi con la propria “battaglia di formazione”. Alla loro tenera età pensano che una raccolta di firme in un momento così drammatico sia più utile al Paese che non rinchiudersi in commissione,  in  Aula, e lottare per una manovra davvero equa per tutti? “Ingenuità”? Mancato tempismo? o mero tornaconto personale? Le risposte(?) all’interno, di MARIANNA BARTOLAZZI.

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***DL ANTICRISI*** PROVINCE? NUOVA MERCE DI SCAMBIO TRA PDL E LEGA di MASSIMO DONADI*

agosto 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Continua il braccio di ferro tra il premier ed il leader del Carroccio. Malgrado il gomito rotto, il Senatùr non intende mollare la presa. Ed in maggioranza il clima non sembra farsi più mite. I due leader non si parlano. Il tentativo di Berlusconi di fare gli auguri di pronta guarigione all’alleato trova l’improbabile via diplomatica nell’intermediario Renzo Bossi, che fa le veci del padre nel ricevere la chiamata. Mancano pochissimi giorni all’incontro tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi per fare il punto sulla manovra (fissato per lunedì prossimo): riforma delle pensioni, abolizione delle Province e liberalizzazioni restano saldamente al centro della manovra per come la pensa il Pdl. Di contro, per il Carroccio le pensioni restano intoccabili, le Province «identitarie» e anche sulle liberalizzazioni delle municipalizzate le riserve non mancano. Tanto che la blanda apertura di ieri sulle pensioni di reversibilità viene liquidata dal segretario Pdl della commissione Bilancio, Massimo Corsaro, come mera «pretattica». Alternative per un compromesso sembrano muoversi sugli altri canali della Lega: «Una tassa sugli evasori», titola il quotidiano Padania, «se avrà il via libera del Pdl potrà cancellare il contributo di solidarietà sui redditi oltre i 90 mila euro». Al momento sono solo ipotesi, mentre qualche reale schiarita si potrà registrare alla BèrghemFest di Alzano lombardo. Stasera troveremo sullo stesso palco Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Angelino Alfano: «Delfini» a confronto sul futuro dell’alleanza. Intanto però a sentir tanto parlare di Province c’è chi si insospettisce. L’abolizione delle province era infatti una prerogativa di tutti i programmi elettorali. Ora però, se questo punto del programma dovesse realizzarsi, il Partito del Carroccio potrebbe vedere molti funzionari tornare a casa in nome della crisi. Che questa pantomima di silenzi e chiamate deviate sia in realtà un’astuta tattica di mercato politico?

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