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Der Spiegel “Ciao Bella” ovvero l’arte dei tedeschi di spalare merda su un paese (l’Italia) di FABRIZIO ULIVIERI

luglio 28, 2011 di Redazione 

Le inchieste giudiziarie stravolgono i palazzi della politica italiana. Le contrapposizioni si sommano e si rinnovano, non più centrodestra vs centrosinistra, troppo prese dal difendere i propri esponenti indagati, ma anche la Lega contro il Colle e, per estensione, la Costituzione. La legislatura arriverà alla sua morte naturale (?) senza elezioni anticipate. Ce ne rallegriamo. Ma che la politica italiana, e l’Italia tutta, sia in crisi, non è cosa facile da occultare. Sarebbe come voler nascondere il Sole con un dito. E infatti, dalla Germania si grida “il re è nudo!”. Berlusconi conquista così una nuova copertina del “Der Spiegel”, dove la situazione italiana viene descritta con la malcelata acredine che dalla mitteleuropa si rivolge al Bel Paese. Il nostro Fabrizio Ulivieri in questa attenta riflessione esamina come questo atteggiamento, ingiustificato, non sia nuovo sulle colonne tedesche, che in modo più o meno consapevole fanno echeggiare un meno tetro “Deutschland über alles”. Di Fabrizio Ulivieri.

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Nella foto, la copertina di Der Spiegel nr. 29 del 18/07/2011

di Fabrizio ULIVIERI

 

 

 

 

“Junge Frauen haben ihn (Berlusconi) gefragt: Was sollen wir tun, Herr Ministerpräsident?

Sucht euch einen reichen Mann (Sic!)”

 

 

I tedeschi, probabilmente per natura, sono senza ombra di dubbio i più grossi spalatori di merda che esistano in Europa.

 

Ricordo benissimo quello scriveva BILD sulla Grecia in occasione della prima crisi greca. Io che greco non sono in quel momento mi sono sentito furibondo per il modo in cui quel giornale parlava dei greci e della Grecia.

 

I tedeschi, o quantomeno la loro stampa, toccano punte altissime di disgusto e cattivo gusto quando si impegnano a parlare male di un popolo o di una nazione.

 

Sarà per quell’astio che si portano dietro geneticamente e che li spinge nella modernità a rivivere le faide delle loro origini barbare.

 

Non è un caso che “faida” sia una parola di origine germanica (longobarda), che perteneva al diritto alla vendetta privata, che sicuramente ha segnato la famiglia Kohl dopo la morte di Hannelore Kohl, per fare un grande esempio; o quel medesimo astio per cui un’amica tedesca, per essermi dimenticato – una volta in cinque anni – del suo compleanno, nonostante un sms e una lunga email di scuse sincere e sentite, tre giorni dopo, non mi ha più parlato, per fare un esempio piccolo.

 

Tutto questa lunga introduzione per arrivare alla copertina e articolo di fondo del DER SPIEGEL “Ciao Italia” (nr 29 del 18/07/2011).

 

Premesso che condivido pienamente le critiche al nostro primo ministro (ormai un uomo solo ed allo sbando), sono però disgustato dalla maniera maniacale di gettare merda sul nostro paese.

 

Io che di italiano ho ben poco, cominciando dall’aspetto per finire ad un latentissimo senso patrio, mi sono questa volta indignato davanti a tanta cattiveria e negatività ad arte. Un noiosissimo centone di 10 pagine che lista i luoghi comuni e offensivi (almeno per me) della politica e della società italiana, senza minimamente voler andare al di là della superficie apparente e fare un’analisi più approfondita.

Quanto siamo lontani dal Libro di Bill Emmott “Forza, Italia”: come ripartire dopo Berlusconi, che metteva in luce i mali dell’Italia ma si sforzava di fare anche un’analisi per vederne i lati positivi.

 

Ma chi sono questi tedeschi per giudicare l’Italia in tali termini?

 

Loro, un popolo astioso che è stato la causa di tante morti nella storia dell’Europa, e che a causa di questo passato il passato non passa né in un senso né in un altro: cioè olocausto e nazismo che impregnano in profondità le strutture sociali e la coscienza di quel paese. Da un lato l’anima giudea del paese che impedisce ai giovani di dimenticare (perché viene anche il momento in cui è giusto dimenticare le colpe dei padri e di cui non si è più in alcun modo responsabili), dall’altro l’anima nazista che mai tramonta e sempre riaffiora.

Saranno anche la locomotiva dell’Europa ma toccano il fondo nella modernità sociale; la loro letteratura contemporanea è ridotta ad un provincialismo peggiore di quello italiano (che è tutto dire…). Il loro cinema è di una povertà quasi assoluta. I quotidiani già dal formato annunciano quanto siano datati per format, idee e contributi (prendano esempio da EL PAIS tanto per fare un nome di un ottimo giornale internazionale…).

In politica estera si rifiutano di schierarsi con la NATO a favore dei ribelli libici ma vendono poi i carrarmati all’ Arabia Saudita che ha aiutato la repressione in Bahrain.

Nelle parole di Helmut Kohl stesso: la Germania di oggi (Merkel) è la più grossa distruttrice del progetto Europa di cui una volta fu uno dei massimi fautori [Die (Angela Merkel) macht mein Europa kaputt]

 

Leggendo l’articolo (pur condividendo, come ho già detto, le critiche all’uomo in fuga dal paese Italia eccetto che da se stesso, id est SILVIO BERLUSCONI) verrebbe anche da pensare che l’articolo sia stato sponsorizzato da Bersani se non fosse che poi non dipinge bene neanche la sinistra.

 

Un articolo a senso unico, condito dall’arte magnifica del reporter tedesco di spalare merda con arte sul paese da loro amato ed irriso a necessità.

 

 

FABRIZIO ULIVIERI


 

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