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L’atto di ribellione del deputato Pd Bersani, non ne posso più S. Gozi

luglio 19, 2011 di Redazione 

Non ne posso più di questa classe dirigente vecchia e inconcludente, che dopo vent’anni di fallimenti sta ancora qui a dare lezioni. Non ne posso più di riforme sulla bocca di tutti e mai realizzate, non ne posso più di un rapporto ipocrita con i costi della politica: quello per cui, ad esempio, chi oggi si fa tronfio di parole d’ordine come “tagli” e “riduzione” pochi minuti prima si era intascato i rimborsi per i suoi assistenti parlamentari, facendoli assumere (e pagare) in vece sua da qualche ente pubblico. Sì, anche tra noi. Anche tra noi che dovremmo essere diversi. Avere l’onestà e la responsabilità di capire che è ora di finirla con la cooptazione dei giovani per mostrare di cambiare tutto per non cambiare niente, e farsi un altro giro di giostra. Caro segretario, è ora di (ri)cambiare: perché questa classe dirigente, figlia di Berlusconi, non può sopravvivere a Berlusconi stesso. [Continua all'interno] di SANDRO GOZI*

Nella foto, Sandro Gozi

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di SANDRO GOZI*

Io non ne posso più. Non capisco perchè la vecchia guardia (quelli per intenderci che i vitalizi se li sono intascati anche stando anche un sol giorno in Parlamento e dal giorno dopo – non a 65 anni – li stanno prendendo – ce ne sono tanti anche nel PD non solo negli altri partiti e ora vogliono dare lezioni!!!), quella che da 20 anni parla di riforme e non le fa; quella che non usa il fondo spese segreteria per assumere il suo personale ma se lo intasca e lo fa assumere dal partito, dalla Regione, dall’ente o dall’imprenditore amico (quando tanti di noi, “ultimi arrivati”, assumono almeno due persone e si finanziano da soli le iniziative politiche…). Quella che…e mi fermo qui…Ora, che questa classe dirigente voglia dare lezioni da quattro soldi sulla politica e i suoi costi dopo aver distrutto la politica italiana e la sua credibilità è semplicemente inaccettabile.

Eppure, le cose da fare, che si possono fare rapidamente, sono tante. L’ho detto a Bersani, glielo ridirò martedì: costi della politica, democrazia, burocrazia. Aboliamo le province (macchè 500.000 abitanti, vanno abolite tutte e sostituite da cooperazione intercomunale); fusioni dei comuni sotto i 15.000 abitanti; fare “le barricate” in Parlamento e fuori per cambiare la legge elettorale e introdurre uninominale, maggioritario, doppio turno (ma cos’è questa “quota proprozionale”???); aboliamo il Senato; azzeriamo o tagliamo di almeno il 75% i finanziamenti ai partiti; applichiamo a tutti i parlamentari il regolamento stipendi/spese del parlamento UE (anzichè guardare all’Emilia-Romagna e alla storia “Maastricht della politica”, vitalizi sì, vitalizi no, con tutto il rispetto, guardiamo all’Europa che questo dibattito lo ha già fatto e lo ha risolto). Le altre proposte sono fumo populista, che rincorre l’ultimo articolo di antipolitica della stampa, non cambia nulla e farà arrabbiare ancora di più gli elettori. Ah, dimenticavo: le istituzioni sono più importanti dei partiti (vedere le dichiarazioni di voto sulla manovra alla Camera per capire…).

E soprattutto RICAMBIO: se ne vada questa classe dirigente fallimentare, che ci ha portato a questo disastro: dobbiamo arrivare alla fine del berlusconismo e degli antiberlusconismi. Lasciateci ridare dignità e competenze alla politica. Noi siamo tra le generazioni più competenti e meno valorizzate. Ma io non ci sto a farmi stringere tra giovanilismo vacuo e vecchi dirigenti che vogliono fare un altro giro. E sono sicuro che tanti con me si sono stancati di questo balletto in cui sempre i soliti, da 30 anni, sui quotidiani nazionali e nei talk show se la cantano e se la suonano da bravi gattopardi salvo poi cooptare e lanciare nell’orbita mediatica per una stagione “il govane di turno”. Sì lo so, un po’ duretto…Sono pillole di un democratico tornato in Italia dopo 18 anni all’estero, prestato alla politica, che la ama e la rispetta, la intende come un servizio e “non ci sta più”…..

Non uno sfogo, ma idee ed un’azione. Da realizzare con chi ci sta.

SANDRO GOZI*

*Deputato del Partito Democratico

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