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“Uomo” rifiuta “diverso” non capendolo Anche l’Occidente è “civiltà” omologata Vera ‘xenofobia’ verso straniero ‘sociale’ Ma l’Uomo evolve solo nella (sua) libertà Rivoluzione culturale x restituirla a tutti Italia sia la culla di Nuova Civilizzazione

luglio 16, 2011 di Redazione 

Il comunismo è morto perché sperava di affermarsi attraverso una imposizione, il capitalismo ce l’ha fatta perché asseconda i nostri istinti originali. Non si può andare contro la Natura. Il comunismo – non sappiamo se Marx in persona, di certo tutti i suoi poco liberi seguaci – è stato dunque vittima di un’illusione. E non ha saputo cogliere (invece) l’esistenza, da sempre, di una chiave mediante la quale la nostra civiltà – e tutte le civiltà del mondo, accomunate dall’omologazione – possono conoscere la rivoluzione auspicata. Non “forzando” la Natura. Ma “liberandola”. Una rivoluzione (dunque) di libertà. Che, in quanto tale, svicola da qualsiasi definizione (completa. Da parte nostra). E proprio qui sta il valore di questa rivoluzione che tende a rimettere nelle mani dell’Umanità (o meglio, e quindi, di ciascuno di noi) il filo del proprio futuro. E (del)la propria evoluzione. E’, semplicemente, la rivoluzione culturale. Ma non nel senso che le veniva attribuito nella Cina (comunista) di Mao. Non, (ulteriore) omologazione (attraverso la “forza”). Ma la “concessione” (in realtà si tratterebbe del più fondamentale dei diritti, tolti quelli vitali) degli strumenti per la propria liberazione. Ma non la cultura (solo) così come la conosciamo oggi. Cultura come autonomia (di pensiero). Una scuola (ma anche la televisione, e con loro tutti i canali “educativi” di massa), dunque, che – a cominciare da se stessa! – metta i suoi allievi nella condizione di essere fautori, costruttori mattone su mattone del proprio “apprendimento”. Usando – naturalmente – gli strumenti che la tecnica (che da sola non basta, anche se è a sua volta una leva potente) ci ha (finora) offerto (e ci offrirà) e da cui noi, oggi, siamo “usati” (sia pure, per una parte, virtuosamente), e che potremo invece, in questo modo, cominciare ad usare. Ciò che serve è (comunque) prendere coscienza che si trova qui, il grande patrimonio del mondo. L’Italia può essere il laboratorio di tutto questo, facendo – ad un tempo – il bene proprio e quello dell’umanità. Il Pd alzi gli occhi da terra, ambisca a (ri)costruire il futuro e “parta” (naturalmente non basta, si tratta solo del motore. Ma del motore) di qui.

Nella foto, Carlo Marx

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