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Inaudita ‘svolta’ medioevale del governo Da oggi gli immigrati nei Cie per 18 mesi(! E hanno già ‘nazionalizzato’ la nostra vita Goethe: “Maggioranze sono ripugnanti” Specie quando rendon schiave persone (E’) un balzo indietro nel tempo di secoli In quella che dovrà tornare la culla civiltà E i progressisti non fanno il loro dovere
(Ne)i due giorni più ‘bui’ della legislatura

luglio 14, 2011 di Redazione 

Il grande poeta tedesco, cantore del Faust, metteva in luce, crediamo di poter interpretare, la violenza e la prevaricazione insita in qualsiasi decisione presa da qualcuno per qualcun altro, contro la sua volontà. Oggi è (anche) la democrazia, bellezza. Ma quando il principio democratico della conta “una testa un voto” viene ab-usato per imporre la violenza e la prevaricazione (anche su un piano fisico e materiale), la nostra civiltà è giunta ad un punto (di non ritorno! Anzi) per il quale è chiamata a reagire, pena il suo stesso aborto. Ben oltre il cliché berlusconiano delle leggi ad personam, che sono nate e moriranno con il presidente del Consiglio (con buona pace degli (anti – ?)berlusconiani): in due giorni il Parlamento ha stabilito che da un certo momento in poi la nostra vita non è più nostra, ma dello Stato (altro che di Dio!), avendo (già) deciso [la "maggioranza" - (ma) dei nominati da Berlusconi e Veltroni!] come dovrà andare a finire (?). I cosiddetti liberali! E oggi stabilisce il prolungamento (triplicata!) della permanenza nei centri di identificazione ed espulsione delle persone immigrate fino a un anno e mezzo (!): immaginate un anno e mezzo della vostra vita, chiusi kafkianamente in un “castello”, ufficialmente perché devono ricostruire la vostra provenienza, così da potervi rimandare indietro; ma non ne “uscirete” “più”. E in quei centri, viene oggi anche vietato l’accesso a parlamentari e giornalisti, così da suggerire il sospetto che si tratti di veri e propri centri “di tortura”. Persone rinchiuse al di là della legge, persone a cui viene “sottratta” la propria vita: è vero e proprio Medioevo. Ma la stampa e gli indignati, reagirebbero solo se li avesse voluti Berlusconi. Per sé. Andrea Sarubbi ci racconta ora lo sfregio del voto, di stamane, sul prolungamento dell’obbligo di permanenza nei Cie, al quale sono mancati ben 27 deputati dell’opposizione (che, loro no, non avrebbe- ro reagito nemmeno se si fosse trattata dell’en- nesima legge ad personam del capo del governo).

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di ANDREA SARUBBI*

Il giorno dopo aver scritto una lettera a Gianfranco Fini per chiedere che il crocifisso venga esposto nella Camera dei deputati, la Lega oggi ha dato prova del suo incontenibile afflato evangelico, trascinando quel che resta del Pdl in un vergognoso esercizio di sadismo sulla pelle dei più deboli, che solo incompetenza o malafede possono confondere con il legittimo bisogno di sicurezza. Nella conversione in legge della cosiddetta direttiva rimpatri, nota anche come decreto Maroni, tutti i nostri emendamenti di buonsenso sono stati respinti – alcuni anche per colpa di ingiustificabili assenze sparse nei banchi dell’opposizione, alla faccia di tutto il lavoro fatto dal gruppo in Commissione e dal forum immigrazione del Pd – e nessuno, della maggioranza, ha preso mezza volta la parola per cercare di far ragionare i suoi colleghi: l’exploit del mazarese Cristaldi, nella seduta di ieri, è rimasto l’unico spiraglio di luce nell’ennesimo momento buio per i diritti umani dall’inizio della legislatura.

Nel decreto approvato stamattina dalla Camera c’è molta demagogia, che fra le nebbie padane si mischia spesso alla cattiveria: l’esempio che facevo ieri sulle case in affitto è stato pareggiato in idiozia da un ordine del giorno leghista presentato – come si dice a Roma – “a sfregio”, sapendo benissimo che non c’entrava niente con il provvedimento in esame e che dunque sarebbe stato dichiarato inammissibile. Lo hanno firmato, fra gli altri, i cattolicissimi Polledri (l’alfiere della legge sul testamento biologico) e Fugatti (quello della lettera a Fini sul crocifisso), che volevano impegnare il governo a dichiarare fuorilegge le foto sulla patente con il capo coperto da un velo: il tutto, ci tengo a dirlo, mentre in Olanda un tipo ha chiesto l’autorizzazione a farsi la foto della patente con uno scolapasta in testa, inventandosi una propria religione, e lo Stato gliel’ha concessa. Ma il momento clou dell’afflato cristiano in salsa padana si è visto quando i leghisti hanno preso la parola per spiegare bene il loro concetto di amore del prossimo:

MATTEO BRAGANTINI. Tutti saremmo ancora più contenti di trattenerli il meno possibile, perché questo rappresenta un costo per la società. Di sicuro non siamo contenti di dare vitto e alloggio a delle persone che invece dovrebbero essere espulse. (…)Ho sentito nei giorni scorsi, proprio ieri, qualcuno che dice che qualche cittadino extracomunitario non è contento del vitto e dell’alloggio nel CIE. Ma se non è così contento, basta semplicemente che ci dica immediatamente da dove viene, qual è il Paese di origine e noi immediatamente lo rimandiamo nel suo Paese, dove può usare tutta la sua forza e il suo ingegno per il bene del suo Paese. In fondo, in questo Stato, in Italia, già siamo in situazione di crisi economica, in cui vi è anche disoccupazione per i nostri giovani e, dunque, non abbiamo la possibilità di ospitare ulteriori persone che vengono per svolgere altri lavori. Dunque, diamo un messaggio forte a tutti questi poveri del mondo: rimanete nei vostri Paesi, dove il costo della vita è più basso! Di sicuro non potete venire qua, dove non c’è lavoro e il costo della vita è più alto (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)!

Troppe sarebbero le cose da raccontare, ma ce n’è una alla quale tengo in modo particolare. È l’ordine del giorno che avevamo preparato perché il governo togliesse il divieto di ingresso nei Cie ai giornalisti, con il quale si impedisce agli italiani di essere informati sulle reali condizioni di vita in questi centri:

FURIO COLOMBO. Signor Presidente, intervengo soltanto per riflettere con voi su questo punto. I colleghi della stampa straniera ci hanno posto una domanda nei giorni scorsi; se questi campi di concentramento, detti centri di identificazione e di espulsione, sono così civili, perché è vietato alla stampa italiana e straniera di visitarli? Perché è stato vietato all’onorevole Sarubbi e a me di visitarlo a Lampedusa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)?

Furio parlava e Maroni rideva. Rideva, giuro.

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

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