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***Il commento***
MONDADORI, NON POLITICIZZIAMO (OLTRE) LA GIUSTIZIA
di GAD LERNER

luglio 9, 2011 di Redazione 

Il giornale della politica italiana ritiene che in questo caso giustizia sia stata fatta, ma senza avere la conoscenza necessaria delle “carte” per esprimere certezza. E comunque parliamo di giustizia, e non di vendetta. E la giustizia – proprio per non avere colore, né politico, né civile, né altro – non è una pratica agonistica; è comprensibile e persino giusto provare soddisfazione per una sentenza giusta (quando lo sia e si abbia la “certezza” fondata che sia così), proprio perché la giustizia è la condicio sine qua non è possibile il nostro vivere civile. Ma la giustizia non è (nemmeno, solo) la pratica forense, la giustizia parte da ciascuno di noi e diventa una qualità, più o meno intensa, di un vivere comune. Non la fanno i giudici bensì tutti noi. rispettando le leggi. Ma non solo. Rispettando. Rispetto per gli altri. Rispetto della Giustizia. Che non vuole e non deve essere tirata per la giacca; così che possa continuare il proprio incedere retto. Se lo ha abbandonato tocca alla politica non strattornarla ma riaccompagnarla sulla via. Una volta che questo (se è il caso) sia avvenuto, è necessario recuperare quel distacco – l’altra faccia della cui medaglia è l’autorevolezza del sistema giudiziario – per il quale possiamo fare il “tifo” per la sentenza giusta, ma non per o contro una delle parti. Anche quando questa parte si chiama Silvio Berlusconi. Perché questa è la condizione per la quale nessun Berlusconi, in seguito, potrà (facilmente) sostenere (in tutti i sensi) la politicizzazione dei giudici; né i giudici avranno voglia di politicizzarsi (se mai è avvenuto, e qualche sospetto che ciò sia possibile è ragionevole). Abbiamo tutti un compito alto, che è quello di tornare grandi, e dare il nostro contributo (decisivo) alla nuova civilizzazione. Cominciando da noi. Gad, ora, nel merito del caso. di GAD LERNER

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Sono passati più di vent’anni. Sono stati necessari i tre gradi di una giustizia penale ostacolata con tutti i mezzi, che certificasse l’avvenuta corruzione del giudice Metta ad opera di Cesare Previti, nell’interesse del gruppo Fininvest. E poi ancora quattro anni di controversia civile. Ma infine la certezza giuridica -Berlusconi acquisì la Mondadori con la frode, comprando una sentenza favorevole- si traduce in risarcimento del danno. I 460 milioni che il Tribunale di Milano, con provvedimento immediatamente esecutivo, impone a Fininvest di pagare alla Cir di Carlo De Benedetti, equivalgono più o meno al valore di mercato della Mondadori. Non siamo proprio alla restituzione del maltolto, ma per una volta ci siamo vicini. E vi assicuro che Silvio Berlusconi non andrà sul lastrico, visto che solo la sua persona fisica intasca fra i 150 e i 200 milioni di euro l’anno di dividendi, senza contare il resto della famiglia e il patrimonio accumulato. Quando i suoi giornali piangeranno miseria, nei prossimi giorni, voi fatevi una bella risata.

GAD LERNER

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