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Caro Pd, ma allora no, noi non ci capiamo “Abolire le province non è poi sufficiente Serve la riforma complessiva dello stato” E vincere non basta, bisogna governare Ma sono, come diremmo, due ottimi inizi Piano organico e complessivo “nato” qui Ma Renzi: “Le occasioni ora vanno colte” Ma non solo per piacere ma per cambiare

luglio 7, 2011 di Redazione 

Fa quasi tenerezza il Partito Democratico di oggi che ci spiega che tolte le province, bisogna in qualche modo rivedere la distribuzione delle funzioni tra i vari enti. Bella forza. Se le province fossero state inutili al punto tale da non avere nemmeno una benché minima funzione, al punto da non doverle poi riassegnare una volta eliminatele, e fossero state cionondimeno mantenute in vita con tutto il loro carico di costi, altro che vento del cambiamento, si sarebbe dovuta già fare una rivoluzione contro una classe politica che non sarebbe più stata a quel punto semplicemente “autoreferenziale”, ma realmente reazionaria. Invece che le province svolgessero un ruolo lo sapevamo già tutti. E ciò nondimeno tutti, Pd compreso, avevamo ritenuto che fossero superflue. quando finalmente un Parlamento fine a se stesso (quello di oggi), dpo tanti richiami a cominciare da queste pagine, si fosse svegliato decidendo di abolirle, tutti, e comunque tutte le forze oneste e responsabili – la responsabilità non è solo un principio di maturità, ma anche di lucidità, perché un partito che non ha la sensibilità di intelligere la realtà non è nemmeno in grado di corrispondere alle sue esigenze. Appunto – sarebbero dovuti scattare in piedi (anzi, sedersi al loro posto) e votare quel provvedimento. Che il Pd non l’abbia fatto non è una questione di disonestà ma semplicemente, come abbiamo scritto ieri, di inadeguatezza della propria leadership (e della propria attuale classe dirigente, scelta, come Morcone e Bortolussi, a propria immagine e somiglianza, altra prova della totale mancanza di consapevolezza dei limiti. Il che del resto è lapalissiano: se ci fosse quella consapevolezza, non ci sarebbero ad un tempo i limiti). Perché, caro Pigi, fu il Politico.it a rendere chiaro a tutti che questo Paese ha bisogno di un progetto organico e complessivo – di cui oggi parlano in molti, senza, a differenza nostra, però, riempirlo di contenuti - ovvero di ripartire (quasi) da zero, reimpostando tutto ex novo (ovviamente senza travolgere gli snodi di valore). E non soltanto per la macchina dello stato. Che, anzi, a noi interessa ma solo secondariamente rispetto alla nostra società, che prima o contestualmente allo stato va riassettata o non ci salveremo e non potremo tornare al posto che ci compete nel mondo - e della quale si parla, ad oggi, (quasi) solo su queste pagine. Caro Bersani, è insomma chiaro che bisogna ridisegnare tutto; ma – tanto per essere espliciti (?) - se la mucca ha l’erba nella mangiatoia, non va a cercarla al pascolo (non prima!).

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