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La vergogna del tentativo di autocondono di Silvio Laratta

luglio 5, 2011 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il giornale del futuro. Nelle attuali destra e sinistra ci sono persone che, in fondo, la pensano nello stesso modo. Pensano che sia ora di liberarsi di ogni retaggio e schema mentale precostituito e di lavorare. L’intervista del nostro direttore a Nunzia De Girolamo, coraggiosa e indipendente voce del PdL che potrebbe benissimo stare a sinistra come alcuni giovani e liberi Democratici potrebbero stare a destra, semplicemente perché destra e sinistra non esistono più. Il giornale della politica italiana è - su tutto - il giornale di costoro. Che sono coloro che possono rifare grande questo Paese. Insieme. Avremmo quindi voluto ignorare la ventesima legge ad personam del presidente del Consiglio, sì, sì, rispetto alla quale il primo sentimento che proviamo non è (tanto) l’indignazione quanto l’anelito di vedere questa roba, che non è scandalosa ma semplicemente vecchia, stantia, ammuffita, retrò, fuori dal tempo, inutile, sostituita da uno stimolante confronto-azione sulle idee. A il Politico.it interessa l’Italia, che oggi è tutt’altro da Berlusconi e da questa classe politica autoreferenziale perché anacronistica. Detto questo, assolviamo alla nostra funzione (anche) strettamente cronistica e “informativa” (ma l’informazione, torniamo a dire, non è appiattimento, ma contributo, costruzione) raccontandovi e commentando, con il deputato del Pd, l’ultima tentazione di Silvio. Che sia davvero l’ultima. Ma non perché Silvio la smetterà (quando mai). Ma perché la smettano. Tutti.

Nella foto, il tempo è finito. Non solo per il Cavaliere

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di FRANCO LARATTA*

Il ministro Alfano (perchè pare che l’iniziativa sia del Guardasigilli, nella più totale distrazione del buon Primo Ministro) ha deciso una modifica al Codice di Procedura Civile. In modo da permettere a S.B. di non pagare i 750 milioni di euro alla Cir, per come previsto da una sentenza della magistratura.

Vergogna d’Italia! Una norma ad aziendam, inserita nella Manovra Finanziaria al vaglio del Quirinale, salva il Presidente del Consiglio, lo fa sfuggire non più soltanto alla legge (cosa alla quale ci ha abituato da 15 anni a questa parte), ma perfino ad una sentenza (che proprio nelle prossime ore dovrebbe essere confermata in secondo grado)!

Può il Parlamento della Repubblica accettare una cosa del genere? Serve indignazione nazionale per bloccare questa nuova porcheria berlusconiana.

Ecco la norma ad aziendam che consente a Berlusconi di non pagare i 750 milioni di euro alla Cir di De Benedetti:

23. Al Codice di Procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) – all’articolo 283, dopo il primo comma è inserito il seguente: “La sospensione prevista dal comma che precede è in ogni caso concessa per condanne di ammontare superiore a dieci milioni di euro se la parte istante presta idonea cauzione;

b) – all’articolo 373, al primo comma, dopo il secondo periodo è inserito il seguente: “La sospensione prevista dal presente comma è in ogni caso concessa per condanne di ammontare superiore a venti milioni di euro se la parte istante presta idonea cauzione”.

Ci troviamo davvero davanti ad un nuovo scandalo, ad una norma costruita ad arte per evitare a Berlusconi di pagare i 750 milioni di euro alla Cir, per come previsto dal giudice. Una vergogna nazionale davanti alla quale il Parlamento deve reagire con tutta la forza possibile.

Mi chiedo: si può ancora assistere, nelle Camere, nel Paese, ad uno scandalo di questa portata? Cosa possono e devono fare i parlamentari dell’opposizione oltre a votare contro, bloccare le Aule con un duro ostruzionismo? Ci deve pur essere qualcos’altro!!

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

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