Top

Lotta di Marco per la democrazia. Il “giusto riconoscimento” Chirico

giugno 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ne parla Napolitano in una lettera al leader Radicale in sciopero della fame dallo scorso 20 aprile per denunciare la situazione insostenibile delle nostre carceri. Ma che nazione è, un Paese nel quale si debba mettere a repentaglio la propria vita come unico modo per attirare l’attenzione delle istituzio- ni su di un deficit di democrazia e di rispetto dei diritti dei cittadini? In questa chiave appare ancora più e- vidente il valore, oggi riconosciuto dal capo dello Sta- to, delle battaglie di Marco. di ANNALISA CHIRICO

Read more

L’editoriale. Un colpo di macete ai costi della politica Franco Laratta

giugno 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il momento dei “sacrifici”. Abolire i vitalizi di parlamentari e consiglieri regionali, gli enti inutili, i costi stratosferici di corruzione ed evasione. Dobbiamo allineare l’Italia al resto dell’Europa. Una macchina dello Stato alleggerita, sarà pronta a spiccare nuovamente il volo. Sulla base di un inevitabile progetto organico e complessivo, ora invocato anche da Romano Prodi. Che si conferma una “mosca bianca” in questa nostra politica autoreferenziale degli ultimi quindici anni. Fu proprio Prodi, infatti, ad iniziare per primo la lotta agli sprechi. Di cui ci parla il deputato del Pd. di FRANCO LARATTA* Read more

Born to be Ironic (o il bigottismo a sinistra) di Marianna Bartolazzi

giugno 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Guardate il manifesto della Festa Pd di Roma. Una donna a cui il “vento che cambia” solleva i lembi della gonna denudando due bellissime gambe. E a sinistra, ancora una volta, è polemica. Al di là della scelta comunicativa più o meno felice, la nostra Marianna Bartolazzi ci interroga sulla capacità della sinistra di (non) prendersi (troppo) sul serio, e quindi di sorridere (di sé), e perciò di essere tanto più determinata sui temi che la dovrebbero vedere protagonista: a cominciare dal sistema-Italia bloccato e dal (conseguente) mercato del lavoro che premia i “figli di” e non valorizza il merito, deperendo una nazione che, se saprà lib(e)rarsi di tutto ciò, può invece tornare grande. di MARIANNA BARTOLAZZI
Read more

***Il commento***
IL PAESE DEI PRE-POTENTI
di GAD LERNER

giugno 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ovvero quei personaggi assolutamente privi di qualità, che trovano posto nella struttura gerarchica nazionale grazie al servilismo nei confronti di altri come loro inseritisi precedentemente, che non avendo un talento da esercitare non trovano di meglio che trafficare con il “potere” (quello materiale e privo di valore nella costruzione di alcunché) fine a se stesso, fino a consolidare un “sistema” (di relazioni) che si fa casta/ cricca, corporazione, e che tende ad espellere dai luoghi di potere che riesce a presidiare tutti coloro che non cedono a ricatti e che comunque non si vogliono omologare: ovvero le persone di qualità. Ecco come un blocco di figure inutili e patetiche impedisca ai semi sani del futuro dell’Italia di germogliare da sé, costituendo una vera e propria camicia di forza che impedisce al nostro Paese di muoversi. E’ quel contropotere denunciato da De Magistris nel tentativo di risolvere il problema dei rifiuti a Napoli, che attraversa trasversalmente la politica, l’economia, con propaggini nella/ della criminalità organizzata. Una sorta di mafia legalizzata, di cui il conduttore de L’Infedele ci descrive un (pessimo) esempio. di GAD LERNER Read more

Pontida, il funerale (politico) di Bossi e Berlusconi di Luigi Crespi

giugno 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il leader della Lega apparso “malato e dolorante”. Il presidente del Consiglio in tivù per la prima volta “trascurato e perdente”. Del resto è anche una questione anagrafica: nessun limite assoluto, ma un Paese che ha bisogno di staccare e ripartire non può essere guidato da chi, al potere da vent’anni, ne ha 74. I leader dell’opposizione sono un po’ più giovani anagraficamente ma appartengono politicamente alla stessa generazione. L’immagine del tramonto del governo Berlusconi non dice sia giunto il momento dei suoi avversari storici, perché questo è coinciso con Silvio. Non capirlo significherebbe consegnarci ad un prolungato periodo di transizione, che non si esaurirebbe (necessariamente) nei due anni mancanti di legislatura. E’ necessario un completo ribaltamento di piano. Che può essere compiuto solo da “figli di questo tempo”. O non sarà una vittoria. Almeno per l’Italia. di LUIGI CRESPI
Read more

Appalti&favori, campano con nostri soldi Decidendo poi chi ci può stare o meno(?) Ma la colpa è nostra perché lo accettiamo Sperando di esserne scelti a partecipare Rinunciamo ora a un pizzico di ‘comodità’ Perché nostri figli (ri)siano tutti ‘alla pari’ E l’Italia (con loro) possa tornare a volare

giugno 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se Bisignani prosperava, insieme agli altri amici della Cricca, usando i posti pubblici, gli enti pubblici, i soldi pubblici (cioè tutta roba nostra!, di tutti), è (anche) perché noi glielo abbiamo permesso. E noi glielo abbiamo permesso perché, in fondo, fare parte della Cricca consente di avvantaggiarsi (sia pure indebitamente; ma bisogna pur arrangiarsi, quando non ci sono altri “accessi” e il sistema è questo!) sugli altri e di accedere ad una vita comoda. E noi abbiamo “tutti” “sognato” (si fa veramente per dire) di farlo. O lo abbiamo fatto proprio. Così il nostro compagno di banco è rimasto senza lavoro fino a 35 anni; così nostro cugino (anzi no, in quel caso gli avremmo dato una mano noi), plurilaureato e soprattutto dotato di una grande esperienza e intelligenza, è stato costretto, alla fine, ad adattarsi e fa un lavoro che non valorizza (nella sua vita, ma anche in quella della nazione, che infatti è una nazione dalla quale sembrano scomparse le persone come lui) le sue capacità. Immaginate ora invece un Paese libero, in cui, nel rispetto delle regole e lealmente, le persone più adatte a svolgere la determinata funzione di cui ha bisogno l’Italia lo fanno, e gli altri semplicemente fanno ciò che può loro riuscire meglio (in un Paese che voglia crescere e realizzarsi c’è “posto” – si fa veramente per dire, specie in questo lancio - per tutti!). Di più: in cui i giovani, i bambini sono motivati (dalle loro famiglie! Dalla politica) sin dall’inizio ad esprimere loro stessi, ad individuare (liberamente!) le proprie qualità, perché, oltre tutto, anche fare lavori oggi cosiddetti “umili” – ma sono tali solo se a farli sono persone che non sono “disposte” (in tutti i sensi) a fare quel lavoro – se (appunto) è ciò in cui in una società che non li penalizza ci si vuole impegnare è un fattore di crescita (per sé e per tutti). E  chi “deve” svolgere (invece) una funzione “alta” (così) lo può fare, non essendo che al suo posto ci sia il figlio dell’amico di Bisignani. E siamo al punto di partenza (in tutti i sensi, ancora). Noi glielo abbiamo permesso perché ci siamo fatti irretire (nella loro, rete) e abbiamo rinunciato alla nostra anima, e al futuro (dei nostri figli e dell’Italia). Il vero moto dal basso è quello che, (sia pure) indignandosi, dice no a tutto questo, e si riprende un pezzo di Paese. E poi, la politica: la nuova politica onesta e responsabile è dalla parte di tutti, e quindi dalla parte di “nessuno”, e comincia, a sua volta, dall’alto, a stroncare questo sistema, a tagliare la rete. E mentre proietta tutti quanti verso la costruzione del futuro dell’Italia, libera (e insieme regolarizza) il mercato del lavoro, abbatte gli ordini professionali (nella loro forma costitutiva, non certo, naturalmente, nelle professioni). Avendo contestualmente (ri)fatto della nostra scuola il punto più avanzato (e aperto) dell’istruzione nel mondo, e dell’università e, su di un altro piano, della ricerca il motore dello sviluppo (non solo economico) della nazione. Possiamo conoscere, invece del declino, decenni di sviluppo progressivo e (da un certo punto in poi) non più arrestabile. Facciamo (tutti noi, intanto) la nostra parte, e, con un po’ di fortuna, torneremo, come un tempo, al centro del mondo. Massimo Donadi, ora, sui meccanismi della Cricca. di MASSIMO DONADI Read more

Vittime di sangue infetto: adesso il risarcimento(?) Annalisa Chirico

giugno 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

di ANNALISA CHIRICO

La malattia ti stravolge la vita, e non c’entri tu, non c’entra la sorte. Il sangue, che doveva aiutarti, ti corrompe nel profondo, s’insinua nel tuo corpo e non ti lascia più scampo. “Risorsa di vita e veicolo di morte”, così lo definiva Euripide. Lo sanno bene le decine di migliaia di persone, che tra gli anni Settanta e Novanta sono rimaste contagiate dal sangue infetto. E da uno Stato affetto da illegalità in un mercato della salute senza regole, senza controlli, senza pietà.

Plasma umano, reperito a basso costo negli Stati Uniti (nei ghetti delle grandi metropoli e nelle carceri di Arkansas e Alabama) così come in alcuni Paesi centroafricani, fu introdotto in Italia a partire dagli anni Settanta in modo del tutto illegale. Sangue di provenienza illecita o non certificata, che, senza essere sottoposto ad alcun controllo, veniva trasfuso nei corpi ignari di cittadini in cerca di aiuto, e improvvisamente affetti da nuove, impreviste malattie, dall’epatite all’AIDS. Vittime non di un errore medico, ma di un piano premeditato fondato sulla connivenza tra la (mala) politica prezzolata e una ristretta cerchia di aziende farmaceutiche specializzate nel trattamento e nel commercio di emoderivati.

Le vittime di uno Stato criminale non si sono date per vinte. L’infamia dell’ingiustizia subita, unitamente al dolore per le persone che via via, in questi anni, sono decedute a causa delle infezioni contratte, ha spinto loro ad organizzarsi in associazioni e comitati, e a intraprendere azioni legali, anche in sede penale. Così, dopo vent’anni di vergognoso silenzio politico e mediatico, diverse sentenze hanno accertato in via definitiva la responsabilità civile dello Stato per tutti i contagi (da HIV ed epatite B e C) avutisi sin dalla fine degli anni Sessanta. La sentenza della Cassazione del 2008 parla di “lesione dell’integrità fisica” a causa dell’inadempimento da parte del Ministero della Salute dell’obbligo di controllo, direttive e vigilanza in materia di impiego di sangue umano per uso terapeutico.

Obbligato a risarcire le vittime lo Stato italiano ha deciso di avviare una serie di transazioni a livello nazionale a partire dal 2003, corrispondendo quell’equo indennizzo esteso dalla legge 210 del ’92 anche alle persone danneggiate da sangue infetto. Adesso, per sbloccare la transazione in corso da quattro anni, serve la firma del Ministro Tremonti. Il quale si fa attendere.

Il 21 giugno la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità di alcune norme inserite nella manovra finanziaria aggiuntiva di giugno 2010, che di fatto negano la rivalutazione dell’indennizzo fermo ai valori del ’95. In questa occasione il Comitato VittimeSangueInfetto organizza una manifestazione, alla quale io parteciperò. Ti invito a unirti. (Qui le info)

Perché prima di ridistribuire risorse a fini di “equità” tra sindacati e conventicole tentacolari, lo Stato deve saldare i conti con la giustizia. E risarcire chi ha pagato con la propria vita un conto, che non gli spettava. Che poi il prezzo di una vita rubata qual è? Probabilmente non c’è.

ANNALISA CHIRICO

Tremonti: ‘Costi della politica? Poca roba’ Ma la Sicilia butta 8,7 milioni per auto blu Ora Marche e Napoli le hanno già tagliate Cosa aspettiamo a cancellarle per ‘tutti’?

giugno 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Con “la cultura non si mangia” se ne uscì già improvvidamente. Ma quella era forse una posizione “ideologica” (comunque poco onesta). Guardi, ministro, i dati che ci descrive ora Massimo Donadi: a parte la differenza di impiego (di ab-uso) rispetto alle altre nazioni, che di per sé grida vendetta, sono proprio i costi spropositati (di quella sola, singola voce! Ce ne sono poi molte altre) a rendere il taglio delle spese (a carico di tutti noi) prioritario al fine non solo di garantire equità (e di cessare questo insulto collettivo nei confronti dei cittadini) potendoci così disporre a chiedere (anche a loro, anche a ciascuno di noi) sacrifici; ma proprio per ripianare il bilancio. La Regione Sicilia è solo la punta dell’iceberg di un pubblico che, a queste condizioni, può legittimamente essere definito “ladro” da chi, come Oscar Giannino, è per una riduzione del suo peso (in tutti i sensi?). Il giornale della politica italiana lo scrive da mesi: si tratta di seguire immediatamente l’esempio di Spacca e De Magistris, che ci hanno già fatto risparmiare centinaia di migliaia di euro. Non c’è ragione per non ritenere di doverlo fare. Nel frattempo, i singoli parlamentari diano l’esempio. di MASSIMO DONADI Read more

Pontida, oggi la Lega (e Bossi) non l’ha più duro (?) di Ginevra Baffigo

giugno 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Da partito di lotta a parte del sistema. A Pontida si consuma la frattura con la base. Che chiede una cosa sola: “Via Berlusconi”. Bossi ora prende tempo. Ma in assenza di riforme dovrà ascoltarli. O i leghisti rischiano di implodere. di GINEVRA BAFFIGO
Read more

Ogni settimana al cinema con il Politico.it Da Ulivieri ** e 1/2 per London Boulevard IN COPERTINA: Keira Knightley

giugno 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Più di 1500 condivisioni per la lettera aperta di Luisa Merlini a “margine” della quale il giornale della politica italiana ha anticipato la notizia dell’addio di Concita De Gregorio all’Unità. E il pezzo continua a fare il giro della rete. il Politico.it chiude un’altra settimana col botto, dopo lo scoop del colpo di spugna sulle multe ai milanesi che sarebbe stato promesso da Letizia Moratti prima del ballottaggio con Pisapia e la serie di colpi che il nostro giornale mette periodicamente a segno facendo il vuoto anche sui media tradizionali. Per non parlare del “fare opinione”: il Politico.it è il giornale (non solo di rete) a più alto tasso di incidenza al più alto livello politico-istituzionale. Il futuro dell’Italia passa di qui. E vale anche per ciò che riguarda il cinema. Dove il Politico.it primeggia come per la politica. Non potrebbe essere altrimenti, visto che i suoi critici si chiamano Attilio Palmieri&Fabrizio Ulivieri. Il (più) Giovane e il Vecchio (si fa per dire). Il talento e la saggezza. La conoscenza profonda della materia e l’(ulteriore) spessore filosofico-letterario. Uno tra i più brillanti e promettenti giovani studiosi e critici italiani e la certezza della penna dello scrittore. Che oggi ci racconta l’ultimo film di Keira. Se avete altro da fare, (non) ve lo consigliamo. E il Politico.it ha anche di che suggerirvi. La nuova rubrica di arte contemporanea, a firma di Ulivieri. Ma intanto il cinema: London Boulevard. di FABRIZIO ULIVIERI Read more

« Pagina precedentePagina successiva »

Bottom