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***Sarebbe (questo) il giusto riconoscimento***
PANNELLA SENATORE A VITA
di GAD LERNER

giugno 27, 2011 di Redazione 

La politica è il momento più alto in cui una donna o un uomo compiono la propria maturazione ed esprimono (finalmente) loro stessi. La maturità dell’Io sta infatti nel raggiungimento di una pienezza per la quale ci si può dedicare agli altri senza rinunciare a se stessi, anzi realizzandosi completamente. In questo senso – e non nel senso “materialistico” di un “lavoro” – fare politica significa “mettersi al servizio”. Il leader Radicale è uno dei rari casi della nostra politica – meno rari nella Prima Repubblica, quasi inesistenti oggi – in cui tutto questo sembra vero. Ecco chi dovrebbe essere scelto per rappresentare ad vitam le nostre istituzioni e, con esse, la nostra nazione: chi abbia saputo o potuto realizzare quella condizione per fare (tra l’altro…) politica (vera). “Non mi è mai sfiorato un dubbio sulla buona fede dei suoi comportamenti; tutti abbiamo imparato da lui la sfida dell’impopolarità pur di portare avanti delle sfide difficili di libertà e di civiltà”. Fare politica significa elevare se stesso annullando il proprio “ego” (non, appunto, nel senso dell’Io). Marco Pannella fa politica da sessant’anni. Ecco perché il Politico.it suggerisce che nominarlo senatore a vita sarebbe il “giusto riconoscimento”. di GAD LERNER

Nella foto, Marco Pannella

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di GAD LERNER

Un paese che ha nominato senatori a vita, cioè modelli esemplari del servizio alle istituzioni, personaggi vari come Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Gianni Agnelli (e ci metto pure Francesco Cossiga, sia pure in quanto ex Capo dello Stato), dovrebbe quanto meno bilanciare certe scelte riconoscendo a Marco Pannella di essere stato un protagonista elevato della politica come servizio disinteressato.

Potrei qui elencare le innumerevoli volte in cui mi sono trovato in dissenso con Pannella, senza che mai mi abbia sfiorato un dubbio sulla buona fede dei suoi comportamenti.

Come a molti altri, poi, anche a me sono toccati momenti di relazione personale imprevedibili con Pannella (in particolare la notte prima che rassegnassi le dimissioni da direttore del Tg1, verso le ore 4), che ricordo con gratitudine.

Tutti abbiamo imparato da lui la sfida dell’impopolarità pur di portare avanti delle sfide difficili di libertà e di civiltà.

L’Italia in cui Marco Pannella venisse nominato senatore a vita, sarebbe un’Italia migliore.

GAD LERNER

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