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L’editoriale. Un colpo di macete ai costi della politica Franco Laratta

giugno 23, 2011 di Redazione 

E’ il momento dei “sacrifici”. Abolire i vitalizi di parlamentari e consiglieri regionali, gli enti inutili, i costi stratosferici di corruzione ed evasione. Dobbiamo allineare l’Italia al resto dell’Europa. Una macchina dello Stato alleggerita, sarà pronta a spiccare nuovamente il volo. Sulla base di un inevitabile progetto organico e complessivo, ora invocato anche da Romano Prodi. Che si conferma una “mosca bianca” in questa nostra politica autoreferenziale degli ultimi quindici anni. Fu proprio Prodi, infatti, ad iniziare per primo la lotta agli sprechi. Di cui ci parla il deputato del Pd. di FRANCO LARATTA*

Nella foto, le autoblu, punta dell’iceberg degli sprechi della politica

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di FRANCO LARATTA*

Il Pd lo ha già deciso: tagliare i costi eccessivi del funzionamento della politica e delle istituzioni, portandoli alla media europea; abolizione dei priviligei e dei vitalizi nei diversi organi costituzionali, nazionali e regionali. Al Bilancio dello Stato, e quindi ai cittadini, pesano troppo i costi del Parlamento, delle Regioni, della Corte, così come del Csm, Cnel, Banca d’Italia, e tutti gli altri numerosi e costosissimi Enti e Organismi istituzionali dove si annidano (sconosciuti ai più) privilegi in stile 800!, spesso a vita, spesso di generazione in generazione!

Occorre avviare una stagione di risparmi e forte contenimento dei costi. Pensiamo solo a quanto siano impazziti i costi di funzionamento delle Regioni italiane. Ma non solo quelle.

Pensiamo alle autoblù dal Governo alle Circoscrizioni, pensiamo alle migliaia di scorte inutili, alle spese di rappresentanza, perfino alle missioni all’estero di comuni, province e regioni, alle sedi distaccate nel Paese e nel mondo che hanno Regioni, Province, Enti dello Stato.

Pensiamo agli stipendi folli dei grandi burocrati del Paese (quasi sempre con cifre da capogiro) e alle milionarie spese legate alle buonuscite di attori, giornalisti, direttori pubblici e privati, funzionari e manager fallimentari! Un Paese che negli ultimi 20 anni è come impazzito.

Bisogna però dare atto al Governo Prodi che nel 2007 aveva iniziato la stagione dei tagli ai costi della politica, cambiando tutto il sistema. Portando ad esempio l’ottenimento del vitalizio parlamentare a 65 anni di età, e solo se si è versato mensilmente almeno 1000 euro. L’assegno dopo 5 anni è di 1700 euro netti, dopo 10 anni è di 2200-2300 euro (ma con 10 anni di versamenti mensili di 1000 euro). Inoltre, se si interrompe anticipatamente una legislatura non si ha diritto a nulla. Prodi aveva anche previsto un tetto alle folli indennità dei manager di Stato.

Per queste scelte, il governo Prodi non è stato premiato, ma andavano fatte. E nel frattempo, nel 2009, 2010 e 2011 sono state tagliati i costi di funzionamento delle camere e delle indennità parlamentari. E’ la prima volta che accade in oltre 60 anni.

Ora, le condizioni gravi del Paese richiedono un taglio ancora più drastico: eliminando tutti i vitalizi, i privilegi, ma anche i costi di tutto l’elefantiaca macchina burocratica dello Stato, degli Enti, chiudendo finalmente gli Enti inutili (risparmio di 30 miliardi all’anno), combattendo ferocemente la corruzione (che costa 60 miliardi all’anno al Bilancio dello Stato) e l’evasione fiscale (200 miliarchi che il fisco perde ogni anno), dando la caccia ai paradisi fiscali (dove sono segretamente nascosti oltre 500 miliardi di euro!!).

In merito alla lotta all’evasione fiscale (il 30% del Pil del nostro Paese è in nero, cioè sfugge al fisco): il governo Prodi aveva fatto approvare dal Parlamento la norma sulla tracciabilità dei pagamenti. In sostanza tutto si doveva pagare con moneta elettronica. Al bando le banconote, come per il modello americano.

Appena applicata, quella norma portò ai famosi ‘tesoretti’ trimestrali di 3-4 miliardi di incassi aggiuntivi per le casse dello Stato, per gli anni 2007 e 2008. Una cosa spettacolare, che però provocò la rabbia degli… evasori. Noi perdemmo le elezioni, Tremonti promise la sua eliminazione. Infatti il primo atto del governo fu esattamente l’eliminazione della tracciabilità dei pagamenti. E l’evasione è tornata a livelli record.

Ma ora è il momento dei tagli ai costi della politica: già a fine giugno saranno approvate le prime norme. Ma l’obiettivo deve essere anche quello di ‘eliminare’ una delle due camere (vedi Bozza Violante) e di redimensionare fortemente tutti gli Enti, utili e soprattutto inutili. A tutti i livelli.

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

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