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Ogni settimana al cinema con il Politico.it Da Ulivieri ** e 1/2 per London Boulevard IN COPERTINA: Keira Knightley

giugno 19, 2011 di Redazione 

Più di 1500 condivisioni per la lettera aperta di Luisa Merlini a “margine” della quale il giornale della politica italiana ha anticipato la notizia dell’addio di Concita De Gregorio all’Unità. E il pezzo continua a fare il giro della rete. il Politico.it chiude un’altra settimana col botto, dopo lo scoop del colpo di spugna sulle multe ai milanesi che sarebbe stato promesso da Letizia Moratti prima del ballottaggio con Pisapia e la serie di colpi che il nostro giornale mette periodicamente a segno facendo il vuoto anche sui media tradizionali. Per non parlare del “fare opinione”: il Politico.it è il giornale (non solo di rete) a più alto tasso di incidenza al più alto livello politico-istituzionale. Il futuro dell’Italia passa di qui. E vale anche per ciò che riguarda il cinema. Dove il Politico.it primeggia come per la politica. Non potrebbe essere altrimenti, visto che i suoi critici si chiamano Attilio Palmieri&Fabrizio Ulivieri. Il (più) Giovane e il Vecchio (si fa per dire). Il talento e la saggezza. La conoscenza profonda della materia e l’(ulteriore) spessore filosofico-letterario. Uno tra i più brillanti e promettenti giovani studiosi e critici italiani e la certezza della penna dello scrittore. Che oggi ci racconta l’ultimo film di Keira. Se avete altro da fare, (non) ve lo consigliamo. E il Politico.it ha anche di che suggerirvi. La nuova rubrica di arte contemporanea, a firma di Ulivieri. Ma intanto il cinema: London Boulevard. di FABRIZIO ULIVIERI

Nella foto, Keira Knightley

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London Boulevard

REGIA: William Monahan

ATTORI: Colin Farrell, Keira Knightley, David Thewlis, Anna Friel, Ben Chaplin

GENERE: Thriller

DURATA 103 min.

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di FABRIZIO ULIVIERI

“Sei libero!”, con queste parole inizia il film e la storia di Mitchell. Ora, fuori dal carcere l’attende una nuova vita. Ha pagato il suo debito. Può ricominciare.

Fuori dal carcere l’aspetta Billy, un amico. Billy lo mette al corrente che nel frattempo tante cose sono cambiate: in molti paesi d’Europa esistono le leggi antifumo. Ma Billy vuole riportare Mitchell ad essere un criminale e Mitchell non vuole. E cerca di non riprendere la vita di prima. Il carcere gli ha fatto male e anche se da fuori non si vede, lui lo sente dentro.

La sera gli amici gli hanno fatto una festa. Gli vogliono parlare di “lavoro”, ma Mitchell cerca di sfuggirli e incontra sua sorella, tossica, ladra e assatanata di sesso. La becca in uno scantinato a drogarsi. La prende la mette in taxi e la manda a casa.

Alla festa incontra anche Penny, una ragazza che aveva prima salvato da una banda di ragazzi che la volevano rapinare al bancomat. Lei gli propone di lavorare come body guard per Charlotte, un’attrice famosa, perseguitata giorno e notte dai paparazzi che vivono accampati davanti casa sua e sopra i tetti.

Il Male circonda Mitchell, dappertutto. E vuole riportarlo sulla cattiva strada. Il Male infine gli si para davanti nelle vesti di Gant, un violento boss che lo vuole, sia in senso fisico che come collaboratore….

Il film non è un gran che, tuttavia non annoia e questo non è poco. Non esalta però. Si fa vedere, perché non irrita. Scivola. Non troppo veloce ma scivola.

E’ un film di tanti luoghi comuni, tuttavia ben diluiti. I dialoghi sono spesso pretenziosi, cercando di assumere un tono alto, anche con citazioni letterarie. Storia sussiegosa ma comunque fruibile, soprattutto quando nasce l’amore fra Mitchell e Charlotte e quando Mitchell, colpito duramente da Gant, decide di ucciderlo.

Come ho già detto in altre occasioni, se avete qualcosa d’interessate da fare, fatelo pure. Non vedere London Boulevard non sarà il rimpianto della vostra vita.

Due stelle e mezzo.

FABRIZIO ULIVIERI

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