Top

***Previsione azzeccata***
MEDIA E POLITICA, GRAZIE A INTERNET LA TV CONTA SEMPRE DI MENO
di FRANCO MONTORRO

giugno 18, 2011 di Redazione 

E sarà libera di tornare alla produzione di qualità e di recuperare la propria autorevolezza. Lo avevamo scritto alla vigilia del voto: registreremo sin da ora una ridotta influenza del mezzo televisivo sulle scelte degli elettori. E non era scontato, perché a fronte della crescita di internet continuavamo a ritenere che la televisione rappresentasse (ancora) il principale strumento di formazione (delle opinioni), di manipolazione e distorsione del modo in cui il Paese percepisce la nostra politica. La possibilità di usufruire di internet ovunque, la (conseguente, e non solo) sempre maggiore diffusione della rete e il contemporaneo avvento sulla scena pubblica delle prime generazioni di nativi digitali hanno trasformato la “società televisiva” in una società più libera. E questo avrà riflessi positivi anche sul futuro della tivù, che potrà tornare a svolgere la propria funzione educativa. di FRANCO MONTORRO

Nella foto, Brunetta ricostruisce l’incontro-scontro con i rappresentanti (?) dei precari in un video diffuso in rete: ma la ricostruzione fa acqua, come se fosse/ potesse essere una ricostruzione televisiva. E invece è costretto a scendere sul terreno del web, dove però la mistificazione viene sbugiardata

-

di FRANCO MONTORRO

Adesso che molti commentatori autorevoli confermano l´ipotesi lanciata da il Politico.it sulla diminuita influenza della televisione italiana sul voto, sui voti, grazie al boom dei nuovi media è utile e complementare aggiungere altre considerazioni.

La prima riguarda internet e twitter, ovvero il mondo dei computer e dei telefoni cellulari. Finché i primi erano strumenti “indoor” e i secondi erano uno strumento di comunicazione verbale nel doppio sistema telefonata-sms, il mondo dell´informazione ha vissuto un cambiamento continuo ma non così veloce e innovativo come sta succedendo da qualche anno a questa parte.

L´avvento degli smartphone e dei vari tablet, la possibilità immediata di mettere in condivisione foto e filmati e soprattutto di farlo slegati dall´obbligo di avere a portata di mano una presa di elettricità hanno creato quel fenomeno primariamente descritto come citizen journalism e poi moltiplicato i flussi della comunicazione. Risultato: l´informazione televisiva che già stava mutando efficacia dopo l´avvento della tv satellitare e del digitale terrestre ha perso la sua funzione primaria per una larga fascia.

E qui parte la seconda considerazione. Siamo alla prima generazione di nativi digitali, cioè di gente che fin da bambino è stata abituata a vivere con internet, ma anche alla diffusione di massa dei servizi di rete presso una fascia più adulta della popolazione. Mi attirerò molte critiche da parte dei soggetti nati dal 1970 al 1980, che però risultano quelli più esposti alle influenze nefaste della televisione berlusconizzata, cioè i 30-40enni cresciuti nel mito fintamente libertario delle tv Fininvest-Mediaset dal 1985 al 1993 e a queste legati come la generazione degli ultrasessantacinquenni di oggi, rassicurati nello stesso periodo e con espansione temporale successiva da altri programmi di sempre peggiore qualità ma di sempre maggiore influenza su determinati strati della popolazione italiana.

Oggi che gli ascolti televisivi sono in continuo calo, che l´offerta è comunque differenziata e che sempre più gente si muove per le autostrade del web quando deve cercare un distributore di informazioni a cui rifornirsi e soprattutto al quale dare un contributo, la finzione di una TV in stile Truman Show appare sempre più grottesca e anacronistica.

La gente esce di casa e partecipa, dopo una lungo periodo di asservimento ad una scatoletta che, giusto ricordarlo, non è il male in sé come testimoniano quelli della mia età, cresciuti con una Rai che educava.

Non è una questione di tempi diversi e andati, ma pensateci bene: negli anni Sessanta, con sole due reti e quindi l´obbligatorietà della scelta, la qualità dei programmi dell´emittente di Stato era altissima. Due film alla settimana, sceneggiati tratti dai classici e interpretati da grandi attori, il teatro una volta la settimana, tribune politiche senza sovrapposizioni.

La televisione aveva il suo giusto ruolo, dimensionato anche nei tempi. Non c´era la mattina; d´estate non c´era di pomeriggio; finiva presto la sera. Aveva una sua autorevolezza, che la gente testava leggendo i giornali e nelle grandi manifestazioni di piazza dell´epoca.

Un passato che fortunatamente sta tornando.

FRANCO MONTORRO

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom