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***La lettera***
CONCITA DE GREGORIO LASCIA L’UNITA’
di LUISA MERLINI*

giugno 17, 2011 di Redazione 

La direttrice dell’apertura ai movimenti, ai giovani, della spinta al rinnovamento sostituita con un bersaniano di ferro. E la base Democratica esplode di rabbia. Per quel senso (almeno apparente, in questo caso) di chiusura autoreferenziale di una classe dirigente che non vuole capire di avere fatto il suo tempo. Il giornale della politica italiana ospita l’intervento-sfogo della portavoce di Laicità e diritti, il movimento Democratico per un Pd che si impegni (anche) sui diritti civili. di LUISA MERLINI*           

Nella foto, Concita de Gregorio

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di LUISA MERLINI

Concita De Gregorio lascia la direzione dell’Unità.

Scrive Pippo Civati sul suo blog: “Concita rappresenta il cambiamento come pochi altri. E in questo momento questo è così importante e decisivo, il cambiamento, accidenti, che ogni segnale nella direzione contraria è dannosissimo”. Sacrosanto e talmente evidente che solo un imbecille potrebbe pensare il contrario.

Sono stanca. Stanca di spendere la metà delle energie per lottare perché questo partito cambi, per lottare contro cacicchi piccoli e grandi perchè si tolgano il prosciutto dagli occhi e li aprano finalmente per guardare la ricchezza che hanno intorno.

Sono stanca di perdere pezzi per strada, gente che capisce come funzionano gli ingranaggi e che aspira solo a farne parte, rinunciando a quanto detto fino al giorno prima.

Sono stanca di vedere un partito che non si inc****a davanti alle ignominie delle pregiudiziali di costituzionalità opposte alla legge contro l’omofobia e non rende pubbliche e forti dichiarazioni in proposito, a cominciare dal segretario, un partito che all’indomani della vittoria dei referendum e di un Pride che ha visto un fiume di persone per affermare i propri diritti non trova di meglio che mandare D’Alema in tv. L’espressione di una politica vecchia che piu vecchia non si può. E perdente, se non bastasse.

Sono stanca di vedere l’entusiasmo della base, dopo ballottaggi e referendum, mortificato dalle dichiarazioni di Bersani riguardo all’Udc, “nella testa dei cittadini c’è una saldatura non verbale ma sostanziale sulle questioni democratiche e sociali”. Una saldatura che vede solo lui. Coloro che ha intorno, accecati dalla smania di potere, si guardano bene da fargli aprire gli occhi.

Sono stanca di ripetermi che rimango legata a questo partito, pur senza tessera, perchè ci sono Sandro, Pippo, Ivan, AnnaPaola, che non riesco a sostenere come vorrei e poi Patrizia, Eleonora, Dario, Davide, Meri, Simonetta, Elisa e tanti altri… perché trovo ingiusto disperdere tutte le energie per combattere all’interno, anzichè per migliorare questa società e perché so che molti di loro condividono i miei dubbi.

Sono stanca di dovermi difendere, di farmi il mazzo per i diritti civili per poi sentirmi ripetere vorrei ma non posso, bisogna far quadrato, non si puo’ dividere il partito, etc etc. E’ un leit motiv nauseante. E deprimente.

Sono stanca dei boicottaggi. Nemmeno non ritesserarsi e rifiutare qualsiasi incarico a livello regionale è bastato.

Ma soprattutto mi chiedo se tutto questo abbia un senso, perché quello che sto facendo lo potrei fare meglio, in pace ed armonia altrove. Tra chi mi ha dimostrato di non avere paura di combattere e di avere a cuore quello che sto facendo. E mi piange il cuore scriverlo, non si tratta del Pd.

LUISA MERLINI*

*Portavoce di Laicità e diritti e militante del Pd

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