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***L’insediamento del neo-sindaco***
DE MAGISTRIS, NAPOLI E ROMA. ECCO COSA VUOL DIRE ROSICARE
di LUCA SAPPINO

giugno 17, 2011 di Redazione 

Scelto dai nostri connazionali come avanguardia del cambiamento che dovrà attraversare tutto il Paese, l’ex pm comincia la trasformazione di Napoli in (una) capitale (del futuro) dell’Italia che sogniamo: meno cemento ammassato nelle (vuote) periferie delle nostre (?) città (di oggi) e più centri di innovazione e produzione (d’idee), meno esercito per le strade e più quartieri (vivi) in cui si ha voglia di partecipare e stare insieme; via le auto blu, società partecipate accorpate e dieci volte (anche perciò) più “efficienti ed efficaci”, centro storico chiuso al traffico, parcheggi alle porte della città per renderla più vivibile, e poi (?) cultura, commercio, turismo. Un’idea di città sostenibile e a misura di Persona, che rappresenta la chiave per riappropriarcene e cominciare dai nostri centri urbani il nostro possibile, Nuovo Rinascimento. Luca Sappino, classe 1988, firma de Gli Altri e consigliere municipale di Sel, rilegge il discorso di De Magistris con il pensiero rivolto allo stato in cui (invece) versa (e continuerà a versare, per il momento) la “sua” Roma. Per capire ancora meglio in cosa può consistere il cambiamento, e da dove (e da chi) partire (subito) per costruirlo. di LUCA SAPPINO

 

Il blog personale di Luca Sappino all’indirizzo http://www.lucasappino.com/

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di LUCA SAPPINO

Rosicare. Ecco cosa vuol fire rosicare. Leggi lui e pensi a noi. Leggi di lì e pensi a quì. Leggi il discorso d’insediamento di Luigi De Magistris e pensi a quello che fecero Rutelli e Veltroni, a quello che ha fatto Alemanno. Leggi di come cambierà Napoli e pensi a come sta cambiando Roma, impegnata in una discesa senza freni.

Leggi «ci sarà l’impegno massimo perché lo Stadio San Paolo per quello che compete al Comune sia messo in condizione per affrontare da subito, da settembre, nei parametri Uefa la Champions League ma sport non è solo calcio, sport è anche piscina, atletica, rugby, basket, pallavolo e quant’altro», e pensi a Roma, alla Roma e alla Lazio, alle società che per anni hanno pensato più al cemento che al pallone, ai sindaci e ai presidenti così impegnati nel farsi fotografare in tribuna, prima coi colori di una e poi dell’altra.

Leggi «una città è sicura se è viva, una città è sicura non se mettiamo i carri armati negli angoli delle strade, quindi il compito dell’Amministrazione Comunale è quello di rendere viva, partecipe, piena di allegria e di voglia di stare per strada in questa città», e pensi a come da decenni viene gestita la movida romana, ai decreti antivetro, antibivacco, antirisate, antiamicizia. Pensi al poliziotto di quartiere, promesso lì dove, di quartiere, servirebbero babysitter, psicologi, spazzini. Pensi a San Lorenzo, alle responsabilità di destra e sinistra che, entrambe, non sanno immaginare altro modo di vivere la città, una gamma infinita di sfumature comprese tra il bianco dell’alcolismo giovanile e il nero del proibizionismo comunale.

Leggi «il centro storico, il cuore di questa città, in autunno sarà completamente chiuso al traffico, ma non con quella chiusura allegra cui certe volte siamo stati abituati (..) ma non ci saranno eccezioni per nessuno e ovviamente nemmeno per il Sindaco», e pensi alle auto blu che scorrazzano nelle nostre già timide isole pedonali. Pensi ai romani, che sono convinti di poter andare ovunque con la loro macchina, e che ritengono la spacconeria automobilistica un loro diritto fondamentale. E pensi alla politica romana che non ha mai spiegato loro il contrario, che non ha mai detto che il diritto è a muoversi, a muoversi in libertà, e che la macchina non ha niente di libero, anzi.

Leggi «accorpamento immediato delle società partecipate perché producano un risparmio di spesa pubblica, un’efficienza e un’efficacia dei servizi» e pensi alla gestione allegra delle nomine in Ama e Atac. Pensi agli assessorati, ai festival, a Eur Spa. Pensi ai pozzi senza fondo.

Leggi «stiamo già al lavoro per creare le condizioni perché a Bagnoli si possa immediatamente ripartire non come è stato fatto nel passato per costruire abitazioni private, ma per rilanciare l’innovazione tecnologia, la ricerca, il terziario, la piccola e media impresa», e pensi a Bufalotta, a Lunghezza, a Fiumicino, a Ciampino, a Ostia, a Prima Porta. Pensi ai centri commerciali e ai palazzoni di Toti, Mezzaroma e Caltagirone. Pensi a Roberto Carlino, alle perifierie sterminate, senza strade, senza negozi, senza scuole, senza lavoro. Pensi al cemento.

Leggi «noi valorizziamo il commercio, valorizziamo il turismo, valorizziamo la vivibilità», e pensi a cosa diventa Roma quando si piega al volere dell’Opera romana pellegrinaggi. Pensi alla beatificazione di JPII, al turismo pellegrino, alla turismo “usa e getta”, che alimenta un commercio di bassa qualità, che fa girare pochi soldi e che svuota la città e la rende ostile a chi ci abita. Pensi alle occupazioni di suolo pubblico di bar e ristoranti, pensi alla sagra sciatta e volgare che ci ostiniamo a chiamare “Estate romana”.

Leggi «con la cultura si può produrre anche ricchezza economia e posti di lavoro, quindi dobbiamo molto impegnarci per il rilancio della cultura e con la cultura», e pensi al Teatro Valle occupato, ai cinema che chiudono, alle librerie sfrattate, alle nomine politiche dei direttori artistici, ai patrocini del Comune dati per fini propagandistici.

Leggi «l’eliminazione, la forte riduzione se non per esigenze di servizio delle auto assegnate agli Assessori; gli Assessori non avranno più le cosiddette auto blu ma avranno se vogliono una bici elettrica» e pensi a Rutelli, che si muoveva in motorino, e alla fine che ha fatto. Pensi alla mobilità ciclabile a Roma. Pensi a quanti ne mettono sotto, di ciclisti, anche in pieno centro. Pensi ai limiti di velocità, pensi agli stop, alle doppie file. Pensi alle auto blu, auto bianche, auto gialle, auto rosse. Perché ognuno ha le sue e ha il colore che preferisce, ma tutti hanno il lampeggiante acceso anche quando non serve, tutti hanno fretta anche quando non hanno niente da fare.

Leggi «creiamo i parcheggi ai confini della città in modo che chi viene dalla provincia, chi viene dalla regione lascia la macchina, trova il trasporto pubblico e entra in città», e pensi al nostro piano parcheggi, che buca il centro (ma solo il centro, che altrimenti come fai a speculare in allegria) come fosse un groviera.

Leggi di lì e pensi a qui. Leggi De Magistris e pensi «per noi, all’orizzonte chi c’è?». Nessuno. Nessuno che abbia già alzato al mano e abbia detto, «Io, le dico io queste cose. E le dico tutte assieme, perché so che dirne solo alcune è come tacere». Nessuno che ci tolga da questa imbarazzante attesa. Rosicare. Ecco cosa vuol dire rosicare. Leggi lui e pensi a noi.

LUCA SAPPINO

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