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I provvedimenti “elettorali” di Pdl e Lega Italia ad un passo dal baratro economico Che si evita rilanciando nostra economia Governo taglia tasse illudendo i cittadini Poi pugno di ferro sugli immigrati nei Cie Ma Paese adesso rivuole la politica vera

giugno 17, 2011 di Redazione 

Non ci siamo capiti: la rivoluzione liberale non è un artificio propagandistico, ma un sistema di interventi in grado di rimettere in moto la macchina dello sviluppo. Partire da (e fermarsi al) taglio delle tasse significa non avere nessuna intenzione (e capacità) di realizzarla, e volere solo strizzare l’occhiolino ad una base sensibile su questo tema. Ma come ogni provvedimento-civetta, si deve sapere che non sarà sostenibile a lungo, ammesso che scegliere questa strada non comporti di correre (stavolta seriamente) il rischio di default. Perché il fallimento non si evita tenendo semplicemente, per l’immediato, “fermo” il bilancio. Perché un’economia che non venga messa nella condizione di rimettersi a correre è un’economia che può perdere ulteriori colpi, e rendere l’attuale, illusoria stabilità un lusso che non ci potremo più permettere. Emerge tutta la mancanza di responsabilità di questo governo: nel prediligere un – peraltro da verificare – possibile ritorno di fiamma con gli “americani” dei propri sostenitori ad uno sforzo per ristrutturare il sistema, salvare l’Italia e potere così aspirare a ben altre acquisizioni di consenso, da parte di una nazione che – lo ha detto con le scelte di rottura alle amministrative e con il referendum – vuole il ritorno alla politica vera, onesta e responsabile, perché sa che soltanto la politica vera può fare ciò che è necessario (e opportuno) per il nostro Paese oggi. Senza che se ne senta in alcun modo la necessità, la Lega ottiene poi una stretta sui “clandestini” detenuti nei Cie, dove potranno essere trattenuti più a lungo o espulsi immediatamente. Un provvedimento che, allo stesso modo, vuole strizzare l’occhiolino alla base (questa volta) leghista. Ma non è così che si (può) governa(re) l’Italia. E qualunque sia la risposta dal punto di vista numerico-elettorale, la nostra nazione ha perso un’altra occasione. Non ce ne rimangono (poi) ancora molte. Gad, ora, sul rischio per i conti. di GAD LERNER 

Nella foto, Silvio si nasconde: “Per la politica vera non ci sono”

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di GAD LERNER

Anche la Banca centrale europea ci invita a fare attenzione, e chiede al governo italiano di anticipare le linee guida delle future manovre economiche. E’ allarmante la disinvoltura con cui Berlusconi, Bossi e Maroni lasciano balenare promesse mirabolanti di riduzione del carico fiscale, nell’illusione che gli italiani ci credano e gli evitino lo sfratto ormai imminente. La Grecia sull’orlo del fallimento, con i ministri economici dell’Ue divisi sull’opportunità di sostenerla ancora, è molto più vicina all’Italia di quanto non sembri. Ci vuol poco per essere additati come economia a rischio, dal deficit incontenibile, a seguito delle pericolose trovate di governanti ormai fuori di testa.

GAD LERNER

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