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Rimanete al potere soltanto per la “fama” Ma ciò che ‘governate’ (?) è cosa di tutti E noi non vi abbiamo dato mandato a vita Tanto più quando (poi) lo “usate” per voi Guardate Brunetta che scaccia i precari Giulia: “Paese abbia (ulteriore) reazione”

giugno 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La politica non è un circolo chiuso della Londra dell’800, privato e i cui membri sono chiamati a rispondere solo a se stessi, e guai a chi si affacci alla porta d’ingresso. Ma una parte di cittadini come gli altri “scelta” (?) dalla totalità per ottimizzare, rappresentandola e approfittando della praticità dei piccoli (?) numeri della rappresentanza, il governo della nazione. I politici non sono una “classe”, o peggio – appunto – una casta, ovvero un gruppo immutabile - se non a proprio piacimento – definito per chissà quali caratteristiche centinaia di anni fa e rinnovato ereditariamente. I politici non sono “sopra” (?) (o diversi da)i cittadini, ma cittadini come gli altri che, per il periodo di tempo necessario, hanno la responsabilità di “guidare” – o sarebbe meglio dire “coordinare” – gli altri. E’ quell’idea di servizio alla nazione che oggi è stata sostituita dalla professione (che è una contraddizione in termini con la politica, espressione spontanea e non irregimentabile dello spirito del tempo), per cui si continua a fare il lavoro anche quando non funziona più se c’è qualcuno che “paga”. I cittadini persistono - anche se ora hanno mostrato appunto di cominciare a non farcela più e di riuscire a superare questo “incantesimo” - nel “pagare” perché il sistema mediatico bloccato quelle facce, quella “offerta” (?) continua a rappresentare e ad accreditare. I media, imbeccati dalla politica di oggi, provino a dare spazio ad altri, pure se avessero la stessa (mancanza di) spinta (non) data dall’autoreferenzialità (attuale), e vedrete (ovviamente) come i consensi raggiungerebbero altri. Figuratevi quando lo stesso spazio (compreso anche quello accumulato in questi decenni) fosse dato a chi, semplicemente, fosse “figlio di questo tempo” e con onestà e responsabilità avesse qualcosa da offrire. Oggi, qui, chi è onesto e responsabile deve favorire questo processo, deve restituire alla politica la sua qualità di servizio, senza aspettare che gli altri si facciano spazio (? Non stiamo parlando di una gara di arrampicata) da soli. Ma deve farlo nel solo modo in cui si possa, così, assicurare il bene della nazione: democraticamente e indicando quella maturità che consiste nell’affidarsi ai contenuti e non ad altri canoni para-politici. In ogni caso gli uomini politici – come quelli di ieri, sia quelli di oggi sia quelli di domani – sono (appunto) al servizio dei loro connazionali e, nella dignità della responsabilità, devono “umiliarsi” al loro cospetto. Cosa che non fa (certo) il ministro della Pubblica (?) Amministrazione. Read more

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