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Ma sì, il quorum è (ormai) stato raggiunto (Ma chi non ha fatto vada ancora votare) E’ un grande giorno DI/ per la democrazia (E anche un nuovo segnale per governo) Giulia: “Che emozione (sempre) le urne”

giugno 13, 2011 di Redazione 

Tutti e quattro i referendum saranno validi e a dispetto dei berlusconizzati (anti e pro) che leggeranno solo luce/ buio per il presidente del Consiglio non vediamo l’ora di andare ad analizzare la specifica scelta degli italiani, anche se la (parziale) politicizzazione del voto “inquina” il risultato e anche se l’esito (pure per questo) pare abbastanza scontato. Quella di oggi è una bella giornata perché siamo andati (“tutti”) a votare per decidere noi, sia pure in forma abrogativa, direttamente quale sarà un pezzo del nostro (e non solo) futuro. E’ una giornata in cui la possibile democrazia diretta di domani conosce una bellissima anticipazione. Non illudiamoci però: il dato della politicizzazione, come detto, è molto forte. Ma gli italiani si sono comunque “impegnati” su acqua e nucleare. La giovane esponente Radicale fotografa la bellezza democratica di queste ore. di GIULIA INNOCENZI

Nella foto,

Giulia

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di GIULIA INNOCENZI

Non so voi, ma io ogni volta che vado a votare mi emoziono. Mi piace vedere la gente che si reca alla urne, con in mano il loro documento e certificato elettorale. Mi piace vedere come tutti noi ci dirigiamo nello stesso luogo per decidere, insieme, sullo stesso problema. Siamo tutti uguali, quando andiamo a votare: la mia scelta conta tanto quanto quella di chiunque altro. Non succede quasi mai che siamo tutti uguali, ma quando andiamo a votare sì.

E questa volta mi è piaciuto ancora di più vedere la gente che andava a votare perché quelli che si recavano in quel posto, con in mano il loro documento e il loro certificato elettorale, erano proprio convinti di quello che stavano facendo. E si sono dovuti cercare le informazioni da soli, e capire che se volevano dire di no dovevano votare sì, e poi non dovevano sbagliare il giorno, visto che qualcuno ci aveva provato, a farli votare di martedì. Ma loro erano lì comunque, e spediti entravano nelle loro urne, per mettere le loro croci.

Questa volta mi è proprio piaciuto votare, perché mi è sembrato come se un popolo avesse deciso che toccava a lui decidere, e che non era più disposto a mandare giù la pappa pronta come in precedenza.

Chissà che questa volta non sia l’inizio di un nuovo modo di andare a votare: più consapevole, magari, e quindi più libero.

GIULIA INNOCENZI

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