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Ogni settimana al cinema con il Politico.it E’ X-Men: L’inizio. (Ma niente) disimpegno

giugno 12, 2011 di Redazione 

Due stelle anche da Ulivieri per questo giocattolone adatto ad un pubblico di (poco più che) teenager e non (molto) oltre. Andate (comunque) al cinema, ma (oggi) anche a votare. La recensione nel giorno del cinema per il giornale della politica italiana. Il giornale di Attilio Palmieri e del nostro professore. il Politico.it fa la differenza. Anche in sala. di FABRIZIO ULIVIERI

X-Men: L’inizio

REGIA: Matthew Vaughn

ATTORI: James McAvoy, Michael Fassbender, Rose Byrne, Jennifer Lawrence, January Jones

TITOLO ORIGINALE: X-Men: First Class

GENERE: Azione

DURATA: 132 min.

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di FABRIZIO ULIVIERI

Un bel cartoon che ci racconta di un ragazzino (che un giorno crescerà) in epoca nazi che scopre la sua doppia vocazione/maledizione: ebreo e mutante. Ha poteri di spostare le cose, deformare gli oggetti e anche di uccidere.

I nazi, il cattivo Sebastian Shaw, sono interessati a carpirgli il segreto (e glielo carpiranno).

Con il dipanarsi del plot del film scopriremo che, dopo l´Olocausto, negli anni Sessanta, quelli della Guerra fredda, ci sono molti affetti da eterocromia: e questi sono i mutanti.

Il ragazzino, Erik, che nel frattempo è cresciuto, è diventato un cacciatore di nazi, in particolare del cattivo Shaw, ora divenuto anche lui un pericoloso e potente mutante, perché gli uccise la madre in un gioco perverso in un campo di concentramento.

Ora il malefico Shaw, con l´aiuto di altri maligni mutanti, cerca di far scoppiare la Terza Guerra Mondiale, lanciando dei missili da Cuba sugli Stati Uniti. Erik invece con l´aiuto di altri mutanti e della Cia, cerca di afferrare Shaw e di salvare il mondo.

Con una recitazione ed una regia da far impallidire i film di Indiana Jones per sfrontatezza ed iperboli sceniche ci propone proprio tutto il proponibile del blockbuster: nazi, cacciatori di nazi; nazi ringiovaniti e condannati a vivere giovani per sempre (Shaw); Guerra Fredda; Cia; mutanti di ogni genere e specialità.

Insomma il troppo non manca.

Un troppo che sconfina talora talmente nell´esagerato che finisce per essere ridicolo. Ormai il cinema è al 75% questo: produzione di ridicolo come se fosse autentica opera d´arte dispiegando potenti mezzi tecnici e tecnologici.

Un film magari esaltante per una fascia dai 13 ai 20 meno consigliato invece per i più navigati, dai 30 in su.

Voto: 2 stelle.

FABRIZIO ULIVIERI

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