Top

Il futuro dell’Italia. Il partito (nuovo) che verrà di Giuseppe Rotondo

giugno 11, 2011 di Redazione 

In attesa di avere costruito quella società politica, libera e impegnata che non abbia – magari - nemmeno più bisogno di questa realtà intermedia (in tutti i sensi) e portata inevitabilmente a ruotare (anche) su se stessa, il partito che sogniamo (e che concretizzeremo) è un partito che abbia in sé le caratteristiche dell’Italia che vuole realizzare: un partito – e un Paese – in cui a ciascuno sia riconosciuta la stessa dignità, e in cui quello che resta (anzi, dovrà tornare ad essere) un servizio alla nostra comunità sia svolto da coloro che hanno le qualità per farlo nel migliore dei modi, assumendo il bene della nazione come unico criterio di definizione delle scelte. Un partito che, per questo, non conosce padroni (il partito è degli italiani) né, tanto meno, padrini (la temporanea – in tutti i sensi – necessaria gerarchia per assolvere alle funzioni è definita solo sulla base, appunto, del merito), e patrocinati (l’unica fedeltà premiata è quella al Paese); in cui l’impegno (in tutti i sensi) e la capacità travolgano ogni pre-giudizio. di GIUSEPPE ROTONDO

Nella foto, l’inchino degli attuali leader del Pd. D’Alema è perplesso

-

di GIUSEPPE ROTONDO

Come molti ora, finalmente, sostengono, un partito diviso in correnti verticistiche, organizzate intorno alla carriera di alcuni e dove agli altri rimane solo il ruolo di gregari, un partito dove ogni cosa è spartita con il bilancino, è un partito che uccide il merito e che non è capace di rappresentare la cittadinanza attiva e quindi non può essere alla testa del cambiamento.

Noi crediamo in un partito che contiene al suo interno communities di cittadini attivi: elettori, simpatizzanti, militanti, dirigenti locali e nazionali che si ritrovano intorno alla passione per valori ed idee condivise, allo scambio di pratiche di buona politica e buona amministrazione.

Cittadini che hanno un interesse nella cosa pubblica, e ci tengono allo stato sociale e al progresso della società.

Una comunità che interagisce, si arricchisce del contributo di ciascuno, cresce insieme valorizzando il merito e secondo il contributo di tempo che ognuno vuole dedicare.

Le relazioni sono principalmente orizzontali in quanto le persone si riconoscono come politicamente uguali e riconoscono l’uguaglianza delle opportunità, anche se sanno che non è possibile ottenere uguali risultati per tutti.

GIUSEPPE ROTONDO

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom