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***Referendum, -2***
L’AFFLUENZA CI DIRA’ QUANTO “PESA” INTERNET
di FRANCO MONTORRO

giugno 10, 2011 di Redazione 

La campagna referendaria si sta svolgendo on line (e sui giornali). Il raggiungimento o meno del quorum sarà allora una cartina di tornasole degli anticorpi che gli italiani hanno formato rispetto al Grande Fratello televisivo. Una prova di maturità della nostra democrazia, un motivo in più per recarsi alle urne. Specie per noi, il popolo della rete. Avanguardia della nostra (?)  politica. Opinione di questa settimana che si conclude con Centrodestra e Centrosinistra, l’astro-nomia della politica (italiana). di FRANCO MONTORRO

Nella foto, Pippo Civati, uno degli avanguardisti (e sostenitori dei quattro “Sì” al referendum)

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di FRANCO MONTORRO

Il presidente della Repubblica ha parlato di dovere per andare a votare e si è beccato una reprimenda – che immaginiamo lo toccherà il giusto – da parte di un capzioso Magdi Allam pubblicata dal Giornale.

Napolitano parlava ovviamente di dovere in senso etico, una dichiarazione che a maggior ragione dovrebbe apparire ovvia se a pronunciarla è un politico e addirittura un uomo di Stato.

Poi, nemmeno cantare l’Inno di Mameli è un dovere. Per me, ad esempio, è un piacere. Come poter votare, “libertà” che per mia fortuna ho sempre conosciuto.

E’ ovvio che in un referendum, astenersi equivale ad essere a priori contro l’abrogazione e questo non è mai stato chiaro come in questi quattro quesiti, confermato dal fatto che la propaganda elettorale di tipo istituzionale è solo a favore del sì. Votare non è un dovere, astenersi è un diritto: siamo tutti d’accordo. O forse no, perché alle Politiche o a primo turno delle Amministrative locali, dichiararsi per l’astensione non sarebbe stata una bella pensata. E se qualche politico, non certo la carica più alta del Paese, si fosse preventivamente espresso per l´astensione a Milano – ad esempio – proprio la parte di stampa che più temeva un basso afflusso alle urne, perché genericamente considerata più pericolosa vista la minore militanza dell´elettore medio PDL, avrebbe gridato allo scandalo. Oppure lo scandalo sarebbe andato a cercarlo a carico dell´incauto dichiarante.

Militanza, poi… Se parliamo di elettore medio è probabilmente vero che quello di Centrodestra è più sordo a richiami per stringersi a coorte, mentre è altrettanto vero che alla coorte dell´attuale leader PDL hanno provato ad accedere in tanti e non tutti in maniera disinteressata.

L´affluenza di domenica e lunedì per i referendum rappresenterà anche una più o meno forte conferma di come un´Italia condizionata per anni dall´informazione televisiva abbia saputo sviluppare anticorpi indotti dai nuovi flussi dell’informazione, quelli che hanno preso anche direzioni parallele. Vedi questa delle autostrade di internet, che insieme alla resistenza della carta stampata e ad un più generale ritorno (voglia) di confronto diretto sta ad esempio chiarificando quella che è la vera anomalia del sistema politico italiano da 17 anni a questa parte. Ovvero: in un bipolarismo comunque ancora imperfetto non ha senso di parlare di Centrodestra e Centosinistra, perché non sono due sistemi speculari.

Il Centrosinistra è una galassia, cioè un insieme di elementi diversi – stelle, gruppi, gas, polveri – che nell´universo stanno insieme grazie al legame della forza di gravità e che in Italia. Una reciprocità di attrazioni in Italia assai meno forte, perché non basta l´antiberlusconismo a creare un sistema unico e lo si è visto nelle due occasioni in cui Prodi era riuscito a battere il… Re Sole.

Già, perché il Centrodestra invece non è altro che un sistema solare, con Berlusconi al centro ed altri pianeti a ruotargli intorno, strettamente attratti non da una legge fisica, ma dalla convenienza. Qualcuno, a stare troppo vicino, ha rischiato di bruciarsi; altri, dopo essersi allontanati stanno invece correndo il rischio, come è successo a Plutone, di vedersi declassare a pianeta nano, naturalmente nella considerazione del re e dei suoi “collaboratori” a diverso titolo.

Però, è probabile che quando la stella Berlusconi si spegnerà, come è inevitabile, ed è solo questione di tempo e di modo per rallentare o accelerare il processo, non sarà una catastrofe, né la fine del mondo politico. Anzi: potrebbe essere finalmente una sorta di nuovo big bang per la nascita di un Centrodestra che sta diventando un buco nero e che invece potrebbe tornare ad essere una parte più moderna e più europea, come in Italia manca da moltissimi anni.

FRANCO MONTORRO

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