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Democrazia non è mai tale senza Cultura Gli italiani non sono liberi se non ‘sanno’ Rifare della conoscenza nostro ossigeno E potremo ritornare la culla della civiltà

giugno 9, 2011 di Redazione 

Giulia ci racconta una dichiarazione di Vasco: “Un giorno capii che il mio voto era pari a quello di mia nonna. Che votava Dc per non andare all’inferno”. E risponde al Blasco, che spiega così di non avere più votato, ricordandogli che questa è la democrazia. Ovviamente, ci mancherebbe altro, il diritto al voto è, deve essere universale. Ma anche quello alla cultura. Perché una democrazia non è matura, o quasi non è tale, se chi vota non ha gli strumenti per scegliere la prospettiva che più si confà alla propria sensibilità, o meglio ancora quella che sia in grado di stabilire sia la migliore per il bene dell’intero Paese. Cultura che non significa indottrinamento partitico. Ma è (invece) la rieducazione alla Bellezza. La Nuova Civilizzazione mondiale può (ri)partire dall’Italia – con più consapevolezza e senso dell’orientamento rispetto a dove si stabilirà che (si) voglia andare - se la nostra nazione asseconda la propria esigenza di compiere se stessa rifacendosi crogiuolo di (nuova) cultura. E ciò è possibile in un clima di stimolo diffuso alla conoscenza, all’eser- citazione nello studio, nella pratica della scrittura, nella produzione concettuale e artistica. E creativa. Per offrire ai nostri connazionali la possibilità di “altri pensieri e più vaste intenzioni” . Compiere la nostra democrazia. E cominciare a (ri)costruire il futuro del mondo. Giulia, ora, brevemente, con Vasco. (M. Patr.)

Nella foto, Giulia Innocenzi

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di GIULIA INNOCENZI

Vasco Rossi:

“Non voto da quando ho capito che il mio era pari a quello di mia nonna che votava Dc per non andare all’inferno”.

E’ la democrazia, bellezza.

GIULIA INNOCENZI

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