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Nostro patrimonio deturpato(?). Gli sbronzi di Riace di Franco Laratta

giugno 8, 2011 di Redazione 

La Regione Calabria spende 2,5 milioni di euro per uno spot in cui i Bronzi, animati (?), parlano con accento calabrese e si contendono la meta delle vacanze: “Pari montagna, dispari mare”. E’ il modo in cui la regione a più alto tasso di costruzioni abusive che annientano la Bellezza delle sue coste, decide - coerentemente – di promuovere (?) il turismo: banalizzando e deturpando, appunto, il resto del proprio patrimonio. E’ un’Italia, quella calabrese, in mano a persone che non la hanno a cuore; e che non ne comprendono l’identità. La nostra nazione, il giornale della politica italiana lo scrive ogni giorno, può avere l’ambizione di tornare ad essere la culla della civiltà, ma, per farlo, deve ridarsi valore. Il contrario della provincializzazione spinta (in tutti i sensi) da Scopelliti in Calabria. Ce ne parla il deputato del Pd. di FRANCO LARATTA*

Nel fermo-immagine, un momento dello spot

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di FRANCO LARATTA*

Dopo il break biblico degli `ultimi´, firmato e appiccicato arbitrariamente ai calabresi da Toscani, la comunicazione istituzionale della Regione Calabria è tornata ad impiegare un registro ammiccante per promuovere le sue bellezze. L´anno scorso è ripartita offrendo il cuore: ancora poca roba, rispetto alle stagioni in cui invitava a scoprire tutto il suo Mediterraneo.

Quest´anno, nonostante la filosofia del `pensiero mediterraneo´ lasciasse presagire una campagna più ricercata ed eterea, ecco sul set l´esuberanza dei due guerrieri adamitici che il mondo ci invidia, Buttiglione e Giovanardi guardano con sospetto, e i ministri di casa tentano di molestare, schiantandosi contro il muro di chi sventerà sempre volgari ratti mascherati da pseudo-esigenze di una più allargata fruizione culturale delle opere.

I Bronzi di Riace, testimonial 2011 del turismo calabrese, danno lustro alla nostra terra e la rendono più appetibile. Gli `sbronzi´ di Riace protagonisti dello spot trasmesso in questi giorni rischiano di accreditarsi presso il pubblico (si spera o ahimè, anche internazionale) come l´ennesima macchietta che una regione schiacciata da stereotipi più o meno meritati, dovrebbe risparmiarsi. Tanto più se la materia da comunicare è importante come il turismo, che, insieme all´agricoltura, è fonte di sostentamento per molti, e costituisce la più realistica speranza per uno sviluppo futuro.

Non è deficit di ironia ciò che mi porta a criticare uno spot che, se non avesse una valenza istituzionale, (e strategica) per i motivi sopra addotti, sarebbe anche gradevole per la sua confezione leggera. Le generose doppie, le vocali aperte, la cadenza coatta, che uno si aspetta, si deve aspettare da un calabrese altrimenti qualcosa non torna, potrebbero strappare anche più di un sorriso se il palcoscenico fosse un altro e se non si rischiasse di vampirizzare con tutta questa calabresità debordante la mission principale: comunicare la nostre bellezze. Certo, uno si chiede pure perché nessuno abbia mai pensato di promuovere la Paolina Bonaparte doppiata dalla compianta sora Lella o sentito `smadonnare´ il David di Michelangelo per colpa di Ceccherini, ma la sobrietà a noi non spetta, e se insistiamo, passa per seriosità.

Molti apprezzeranno il siparietto surreale dei due guerrieri, lo premieranno con click su Youtube e simili, incuriositi dall´originalità, ma quanto sarà convincente per trasformare telespettatori, radioascoltatori, cybernauti in turisti? Le nostre splendide cartoline naturali sono state relegate sullo sfondo e, con buona pace dei bravi, illuminati creativi, se non si solletica il desiderio del bello, insito in ogni turista e viaggiatore, è difficile attendersi grossi flussi, tenuto conto dell´attuale congiuntura e delle scoraggianti infrastrutture che tagliano in due l´Italia.

La promozione, sappiamo, è solo un aspetto del complicato pianeta turismo, che non può reggersi su una generica e forse incrinata cultura dell´ ospitalità, e che ancora stenta a coniugare qualità del servizio e professionalità degli operatori: binomio `sacro´ per giustificare impennate di prezzi, attribuibili altrimenti all´ansia di concentrare le entrate in un breve periodo per compensare i mancati guadagni dell´anno.

Una promozione calibrata può però incuriosire il popolo dei vacanzieri che della Calabria conosce poco, senza abbagliare o intrattenere. Affidiamoci alle nostre bellezze e teniamo incrociate le dita affinché i destinatari di questo battage pubblicitario, tra `pari montagna e dispari mare´, non rinuncino alla conta.

Calabria, Mediterraneo da scoprire! Ma non suonava meglio così?

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

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