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Insomma ultimi dubbi riguardano l’acqua Guardate cosa succede dov’è già privata Bolivia, nel 99 mezzo stipendio per averla A Latina (già) aumenti in bolletta del 300% Ecco alcuni buoni motivi per votare 2 ‘sì’

giugno 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Primo: il decreto del governo prevedeva inizialmente la privatizzazione tout court, e soltanto un emendamento del Partito Democratico ha evitato che la svendita (totale) del bene vitale si compiesse. Così come se il referendum sul nucleare fallisse potete stare certi che il governo, nonostante il dietrofront, l’anno prossimo lo ritirerà fuori, è chiaro che mettere la gestione dell’acqua sul mercato rappresenterebbe solo un primo passo verso la privatizzazione completa. Ammesso - e negato - che la concessione ai privati della gestione – e di quote nelle società di controllo – non rappresenti già una sufficiente “privatizzazione”, ovvero la messa in mano dei privati dell’acqua alla quale evidentemente accediamo attraverso la gestione. Secondo: l’argomentazione per cui la gestione pubblica è inefficiente non regge: ci sono zone del nostro Paese nelle quali funziona perfettamente, in Germania è completamente pubblica e vale lo stesso discorso. E la privatizzazione di tutto non ci salverà dal declino se la nostra politica non avrà saputo assumersi le proprie responsabilità e non avrà ripreso ad assolvere alla propria funzione. Tanto vale farlo a partire dall’acqua per mantenere l’assoluta pubblicità (anche) dell’accesso. Terzo: laddove la privatizzazione è già avvenuta, nel nostro Paese come in altri paesi del mondo, le tariffe sono schizzate verso l’alto, generando conflitti sociali. Perché dell’acqua non si può, evidentemente, fare a meno e invece dei beni messi sul mercato che non si riescono a pagare tocca fare a meno. Ma vediamo ancora meglio cosa accade quando viene privatizzata. di LUCA LENA Read more

Nostro patrimonio deturpato(?). Gli sbronzi di Riace di Franco Laratta

giugno 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La Regione Calabria spende 2,5 milioni di euro per uno spot in cui i Bronzi, animati (?), parlano con accento calabrese e si contendono la meta delle vacanze: “Pari montagna, dispari mare”. E’ il modo in cui la regione a più alto tasso di costruzioni abusive che annientano la Bellezza delle sue coste, decide - coerentemente – di promuovere (?) il turismo: banalizzando e deturpando, appunto, il resto del proprio patrimonio. E’ un’Italia, quella calabrese, in mano a persone che non la hanno a cuore; e che non ne comprendono l’identità. La nostra nazione, il giornale della politica italiana lo scrive ogni giorno, può avere l’ambizione di tornare ad essere la culla della civiltà, ma, per farlo, deve ridarsi valore. Il contrario della provincializzazione spinta (in tutti i sensi) da Scopelliti in Calabria. Ce ne parla il deputato del Pd. di FRANCO LARATTA* Read more

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