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***L’editoriale***
IL CENTRODESTRA GUARDI OLTRE SILVIO, O AFFONDERA’ CON LUI
di LUIGI CRESPI

giugno 1, 2011 di Redazione 

E’ giunto il momento di ricostruire. L’opzione della nomina di Alfano segretario del Pdl è una prima risposta del presidente del Consiglio, che comprende la necessità di un rinnovamento, ma pensa forse di poter continuare ad esserne il king maker. Invece la destra italiana deve cominciare a camminare con le proprie gambe, o prolungherà la (propria) agonia, fino ad esiti (non favorevoli) imprevedibili. di LUIGI CRESPI

Nella grafica, il grande sondaggista

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di LUIGI CRESPI

L’idea che a Berlusconi fosse tutto concesso si è schiantata senza alcuna pieta’ sui drammatici risultati delle ultime amministrative, dove hanno pesato le dichiarazioni arrabbiate della Santanche’ e della squadra di signorine e signore in tacco a spillo che hanno ringhiato in tutte le trasmissioni televisive imponendo linguaggi e approcci che non hanno sicuramente incrociato i favori del popolo moderato, che ha sempre opzionato per le idee di Berlusconi.

Hanno pesato la gestione dei problemi personali e giudiziari di Silvio Berlusconi, i club costruiti da Mantovano, il suo urlare alla magistratura senza riuscire, nell’arco di 20 anni, a proporre una reale riforma capace di fare gli interessi di tutti i cittadini.

Hanno pesato le abitudini personali del Premier e l’idea che esse fossero derogate dal giudizio sull’uomo e sul politico. Le olgettine, le Ruby Rubacuori, ma anche i rapporti con personaggi non particolarmente apprezzati dall’opinione pubblica come Lele Mora e la sua compagnia di giro.

Hanno pesato l’idea affrettata consegnata all’opinione pubblica di problemi risolti che tali non si sono mai dimostrati, come la monnezza di Napoli e la situazione dei terremotati dell’Abruzzo, problemi che sono stati tra i pilastri della costruzione del consenso nella prima fase della legislatura.

Ha pesato la retorica del rigore di Tremonti e la totale assenza di una prospettiva di sviluppo, che ha consegnato alla gente l’idea che l’Italia abbia perso un treno importante. Hanno pesato le promesse tradite, l’Italia delle tasse, di riforme delle Istituzioni e di abbattimenti dello stato pletorico.

Ha pesato un rapporto strettissimo con la Lega, la demagogia di Maroni sui poveri Cristi di Lampedusa e le ‘minchiate’ di Calderoli sui ministeri. Hanno pesato i Responsabili con la loro avidita’, il loro approccio ricattatorio, la loro esplicita e spregiudicata ricerca di poltrone.

Ha pesato la frattura con Gianfranco Fini e l’incapacita’ di gestire voci di dissenso all’interno di un partito grande come il Pdl. Hanno pesato candidature sbagliate come quella della Moratti, che viene bocciata non per i due mesi di campagna elettorale ma per i quattro anni di gestione di Milano, e quella di Lettieri, chiuso nella morsa di Cosentino.

Ha pesato l’idea che Berlusconi ha voluto dare di se’, un uomo solo al comando, un principe taumaturgo capace di risolvere con un tocco magico ogni problema.

Pesa oggi piu’ che mai l’incapacita’ di ragionare sul segnale che è arrivato al centrodestra, l’incapacita’ di guardare oltre Berlusconi, l’incapacita’ di progettare un futuro e guidare un popolo, condizionati da figure patetiche che circondano un Premier assediato, un leader politico svuotato che ha le ‘orge’ contate.

LUIGI CRESPI

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