Top

Avete fatto il vostro tempo/3. Il Pd in tempo di quote rosa A. Chirico

giugno 30, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Segretaria di circolo ha una parte in film porno. Richiamata a “riflettere”, e a dimettersi (dal suo ruolo, non – ancora – dal partito). Quote rosa, ovvero paternalistica ghettizzazione delle donne che conferma, e non supera (?), l’attuale discriminazione (anche se forse è, oggi, un passaggio necessario?). Quando finisce la passione finisce anche la ricerca. La voglia di studiare. Di capire. Di inventare. La voglia (cioé) di aprirsi (all’innovazione. Al futuro). L’auto(?)determinazione femminile ai tempi di (questo) Pd. di ANNALISA CHIRICO Read more

Avete fatto il vostro tempo/2. Pd, salire sul carro del vincitore Giulia

giugno 30, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La fine della passione (politica) porta con sé l’inaridimento della proposta. I dirigenti di lungo corso (o, come detto, i giovani privi di passione di base. E per passione s’intende, attenzione, la passione per l’Italia, la passione per la costruzione del domani; non, la passione per il potere, il carrierismo) sono (ormai) privi di quel ”brio, di quella curiosità, di quella (capacità di proporre e di ricevere uno) scambio”, che sono la chiave della politica vera. Non, la “buona” politica: la “buona” politica, con tutta la sua mielosità retorica, con tutto il suo compiacimento, è già parte di quel circolo (vizioso) autoreferenziale. La Bellezza sta nelle conclusioni, nelle realizzazioni che si possono ottenere solo con l’etica del rigore e della sobrietà, in primo luogo con/ in se stessi. E quando si ciancia di “buona” politica, e si è persa la passione, si perde anche l’orizzonte, e si finisce per esserre “costretti” a saltare ex post sui carri dei vincitori (appunto), come avvenuto per i referendum e, sia pure con maggiore umiltà, nei casi delle vittorie di Pisapia e De Magistris alle amministrative. Ce lo ricorda la giovane esponente Radicale, reduce dall’ultima presentazione del suo libro “Meglio fottere (che farsi governare da questi)” (appunto), a Catania. di GIULIA INNOCENZI Read more

Avete fatto il vostro tempo/1. Il Pd e la lottizzazione (smaccata) Gad

giugno 30, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel superare un’età (anagrafica e politica; ma talora, va detto, tutto ciò si manifesta anche in giovane età) la passione viene meno e ad essa si sostituisce – se non si ha ancora lasciato la politica e dunque se non si è (dimostrato) di concepire l’impegno come un servizio – l’istinto di sopravvivenza, che porta ad architettare le soluzioni più adatte a garantire la propria persistenza nei posti del potere. Una di queste consiste nel piazzare nei posti-chiave “propri” uomini, così come lo si fa (con altri) per “premiarli” non avendo più (appunto) alcun interesse a far funzionare (davvero) la macchina, e ad assicurare il meglio per il bene della collettività; bensì, appunto, si ha a cuore solo se stessi, generando autoreferenzialità. L’attuale classe dirigente del Partito Democratico – senza generalizzare in modo assoluto - al potere da decenni, ha ormai queste caratteristiche. Il giornale della politica italiana ve lo dimostra, con la narrazione di oggi, senza molta difficoltà. Ascoltate la storia di Franco Pronzato, membro del Cda dell’Atac (l’azienda pubblica di trasporti della capitale), nominato dall’attuale dirigenza Pd “coordinatore nazionale per il trasporto aereo” (?) del partito. L’incarico, di per sé, dalla configurazione astrusa e di dubbia utilità, puzza di autoreferenzialità e lottizzazione. A maggior ragione se il dirigente in questione, oggi indagato (e questo, pur nella presunzione di innocenza, rappresenta un altro campanello d’allarme, come già per le inchieste sulla sanità pugliese), è (appunto) già stato inserito in un Cda (pubblico). Ce ne parla il conduttore de L’Infedele. di GAD LERNER Read more

Sondaggio Crespi, Pd-Idv-Sel sono a +5 Ma Democratici ancora inchiodati a 26.8% Centrosinistra avanti perché crolla Silvio Zero spostamento voti da destra/ sinistra Di Pietro: “E’ quello che sto dicendo…”

giugno 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una “vittoria” (potenziale) di Pirro, per due ragioni. La prima è che non vince il centrosinistra, ma perde Berlusconi. E il contrario non è (appunto) la stessa cosa. La seconda è che gli elettori “persi” dal Cavaliere sono in realtà “semplici” delusi: e (anche) la solita operazione di rimobilitazione dei propri “tifosi” compiuta dal presidente del Consiglio nelle ultime settimane di ogni campagna elettorale sarebbe capace di riportarli alle urne, dalla stessa parte. E’ vero che né De Magistris né Pisapia al primo turno avevano superato il 50%; e si trovavano più o meno nella condizione del centrosinistra a livello nazionale, secondo il sondaggio. Ma è altrettanto vero che in un ipotetico (e non reale) “secondo turno” alle politiche è prevedibile come il deficit di novità e di cambiamento che si riscontra nell’attuale proposta (?) del Pd e degli alleati rispetto, appunto, alle candidature nuove dei neo-sindaci di Milano e Napoli (presi a paradigma di un intero nuovo movimento) impedirebbe di ripetere lo stesso exploit, e riaprirebbe una partita secondo questi dati, al momento, “chiusa”. Il Pd non può dunque crogiolarsi nell’illusione che il crollo di Berlusconi sia condizione sufficiente a mantenere in “vita” l’attuale classe dirigente: è necessario un cambio di passo, che non può che riguardare i nomi – i “volti” - e basarsi, contemporaneamente, sui contenuti. Il grande sondaggista ci presenta ora (brevemente) i dati in tabella. di LUIGI CRESPI
Read more

Destra/ sinistra camicie forza ideologiche Nell’Italia di oggi non hanno più “utilità” Adesso serve solo fare il bene del Paese E, onestamente, esiste un modo per farlo Destra/sinistra impediscono ‘intelligenza’

giugno 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel senso di quella libertà di pensare ciò che verrebbe da pensare se non ci si costringesse ad avere un’idea pre (e da altri) concepita, che consente di individuare il proprio (vero) ”modo” di vedere le cose e, coerentemente, di assumere la posizione più onesta e responsabile. In assoluto è utopia (?), ma possiamo (almeno) liberarci – se non dei nostri condizionamenti – almeno dei retaggi ideologici. Spesso, oggi, la cosiddetta ideologia è solo una copertura di interessi più o meno faziosi, personalistici o privati, ma questo vale per l’attuale casta della nostra politica politicante; il “popolo” crede ancora, influenzato proprio da quei personaggi che lo fanno per perseguire (appunto) i propri interessi, che esistano e soprattutto siano giustificate la destra e la sinistra nel nostro Paese. Ma l’evoluzione sociale, la “liberazione” del pensiero favorita dal(l’era dell)a comunicazione e l’attuale condizione della nostra nazione rendono quelle chiavi di lettura forzate, inutili, dannose. La responsabilità della reiterazione dell’assunzione di quei punti di vista infondati e faziosi è, come detto, della nostra attuale classe dirigente, che per mantenere in vita se stessa ha mantenuto in vita – anche contro le proprie coraggiose, forse involontarie o non del tutto consapevoli scelte: quale la fondazione del Partito Democratico – quella rappresentazione, appunto dei propri tempi di origine, l’unica che sapesse interpretare. Il rischio è che i giovani, plagiati da vent’anni di nostra politica autoreferenziale, pure nello sforzo (di studio) e nella spontaneità dell’innovazione si ritrovino moderni in tutto tranne che nel pensiero politico, dove la modernità è la piena espressione (di sé), consentita appunto dalla liberazione dai retaggi e (per quanto possibile) dai condizionamenti. Guardate le acrobazie che i nostri uomini politici autoreferenziali di oggi – alcuni in assoluta e, ahiloro, disperata buonafede – fanno per mantenersi “a destra” o “a sinistra”, quando la naturalezza dell’adeguamento alla realtà li porterebbe a convergere e a pensarla nello stesso modo. Ma solo la nuova politica, quella fatta appunto nel solo interesse dell’Italia al di là della rappresentanza di specifici interessi (o di malriposte buone-fedi), può salvare e rifare grande questo Paese. il Politico.it, che ne ha parlato per primo e che la interpreta più naturalmente, continuerà a scriverlo e a lavorare perché tutto questo avvenga.

Smettere di chiedere qualcosa (per noi) E pensare adesso a cosa serve al Paese
E (quindi) a cosa serve a tutti quanti (noi) All’Italia serve ridurre equamente i costi In un piano complessivo per ricostruire Politica non cerchi solo di tappare buchi Politica punti invece a rifare grande Italia

giugno 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il lobbismo “sano”, quello legale e trasparente, presente a livello europeo e in altri Paesi, si può fare solo quando l’impianto complessivo è solido e funzionante, e la situazione in un virtuoso equilibrio. Oggi il nostro Paese non regge più se stesso, nel senso che produce meno (ricchezza) di quanto ne distribuisca (male). E la politica italiana, autoreferenziale, ma anche quando lo è meno, concepisce solo piccole manovrine tappabuco che possono ridare fiato ad un singolo comparto per poco, ma non risolvono strutturalmente e complessivamente il “problema” e non consentono di prevedere una salvezza dell’Italia e, quindi, la propria rinascita. Il giornale della politica italiana lo ha scritto per primo e più volte: ciò di cui ha bisogno oggi il Paese è di un piano complessivo e organico, che non abbia l’obiettivo di far rifiatare ma di mettere le cose in ordine definitivamente. No alla risoluzione dei “problemi” ma lo sguardo alto e sereno, nella responsabilità, di chi vuole ripartire da “zero” (concettualmente, non, naturalmente, nel disfare quanto comunque di utile basilarmente esista) per puntare a vincere. A questo fine è necessario smettere di l far pagare a determinati settori il costo di una toppa, bensì è necessario – complessivamente – pianificare una riduzione dei costi che non significherà sacrifici, perché dovrà essere organizzata in modo tale da togliere il “di più” a chi ne dispone, e che dunque cesserà solo di avere un surplus (magari) “inutilizzato” (o quasi), e togliere poco o nulla a chi non ha. Questo per quel che riguarda la riduzione dei costi. Che equivarrebbe però ad allenarsi per fare una corsa rinunciando poi a farla, se contestualmente – l’organizzazione della riduzione dei costi va compiuta in questo ambito – non venisse stilata una tabella per la ripartenza. Siamo stanchi di ripeterlo, a questa nostra politica vecchia e apatica, ma il Politico.it ha già indicato delle possibili direttrici; e se non sono condivise (del tutto. Ma il punto è piuttosto nell’abulia della politica attuale), valgano comunque come stimolo per fare altrettanto, a partire dalle proprie idee. Ma non, per mettersi l’anima (?) in pace. Ma con la responsabilità di chi sta decidendo la linea che deve salvare e rifare grande l’Italia, e subito dopo si mette al lavoro per realizzarla. Il governo “che non governa” è come un tappo che impedisce alla possibile carica di venire fuori? Ma per l’opposizione questa è la strada per tornare a vincere per meriti propri e non soltanto per demeriti di Silvio o cavalcando la stanchezza di un’Italia che aspetta (invece), in ultima analisi, proprio questo: la possibilità di cambiare ma facendolo in modo sostenibile e duraturo, e per vincere la partita, non per gozzovigliarsi nell’aria fresca mentre la casa crolla. Il Pd trovi nell’orizzonte di assolvere alla propria funzione storica di “partito dell’Italia” la verve necessaria a mettercisi di buzzo buono e in modo “conclusivo” – per farle davvero, le “cose” – anche mentre in carica resta Berlusconi. Che magari poi sarà stimolato a fare altrettanto (o comunque a muovere qualche pedina). E’ ciò che serve all’Italia, e ai partiti, che sono strumenti per fare politica, che è la costruzione del futuro (del Paese!), non dovrebbe interessare altro. Massimo Donadi, ora, su un altro possibile intervento tappabuchi senza nessuna organizzazione complessiva, che penalizza (in questo caso) le donne. I “sacrifici” vanno invece, come detto, organizzati per riguardarci tutti e (in questo modo) nessuno. di MASSIMO DONADI
Read more

Intercettazioni, diciamoci una “verità” (?) Leggere telefonate private è una porcata (Ben) altro è il diritto di cronaca/ sapere Sì ai resoconti, no al pubblico ludibrio Una legge che regoli non è bavaglio E’ (soltanto – ?) una legge di civiltà Donadi: “Ma il tema è – prima – la Casta”

giugno 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana trova osceno che ci sia chi possa, e scelga di, tuffarsi, ogni giorno, a leggere i testi delle telefonate tra altre persone. Che siano uomini (anche) pubblici non toglie loro il diritto alla privacy. E non rende meno discutibile questa propensione. E i giornali non dovrebbero invocare il diritto di cronaca per rendere il (cattivo) servizio di alimentare questo voyeurismo mascherato da informazione. Si parla della pubblicazione delle telefonate non utili a ricostruire un profilo penalmente rilevante; e si parla, semplicemente, della pubblicazione, perché l’ascolto, anche ampio, da parte di chi deve condurre le indagini non è (e non va messo) invece in discussione. Un Paese civile conosce il confine tra impegno pubblico (come quello, basilare, in tutti i sensi, dei giornali) e porcile mediatico, a cui non appartiene soltanto la televisione-spazzatura del Grande Fratello ma anche il grande fratello dell’informazione (?). Informazione che sarebbe chiamata ad occuparsi di contribuire alla costruzione del “dopo”, prima di offrire un cattivo modello alla nostra (in)civiltà. Il bene non è (categoricamente) né a destra né a sinistra, e nemmeno nell’antiberlusconismo di per sé; il bene è nell’onestà e nella responsabilità di rispettare le regole. Sempre. Ascoltiamo ora l’opinione (in parte) dissonante di Massimo Donadi, che ci offre comunque uno spunto (del tutto) condivisibile: guai a che il dibattito pubblico dimentichi le responsabilità della Casta nel discutere la (giusta, per noi, nei termini da noi indicati) legge sulle intercettazioni. Ma il dibattito pubblico è alimentato dai giornali. Sta a loro, se non lo fanno gli uomini politici, indicarci (e indicare loro) la strada. Ma è in grado di farlo chi non ha l’onestà di distinguere il diritto della/ all’informazione con la macelleria mediatica? di MASSIMO DONADI Read more

***Sarebbe (questo) il giusto riconoscimento***
PANNELLA SENATORE A VITA
di GAD LERNER

giugno 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La politica è il momento più alto in cui una donna o un uomo compiono la propria maturazione ed esprimono (finalmente) loro stessi. La maturità dell’Io sta infatti nel raggiungimento di una pienezza per la quale ci si può dedicare agli altri senza rinunciare a se stessi, anzi realizzandosi completamente. In questo senso – e non nel senso “materialistico” di un “lavoro” – fare politica significa “mettersi al servizio”. Il leader Radicale è uno dei rari casi della nostra politica – meno rari nella Prima Repubblica, quasi inesistenti oggi – in cui tutto questo sembra vero. Ecco chi dovrebbe essere scelto per rappresentare ad vitam le nostre istituzioni e, con esse, la nostra nazione: chi abbia saputo o potuto realizzare quella condizione per fare (tra l’altro…) politica (vera). “Non mi è mai sfiorato un dubbio sulla buona fede dei suoi comportamenti; tutti abbiamo imparato da lui la sfida dell’impopolarità pur di portare avanti delle sfide difficili di libertà e di civiltà”. Fare politica significa elevare se stesso annullando il proprio “ego” (non, appunto, nel senso dell’Io). Marco Pannella fa politica da sessant’anni. Ecco perché il Politico.it suggerisce che nominarlo senatore a vita sarebbe il “giusto riconoscimento”. di GAD LERNER Read more

Ogni settimana al cinema con il Politico.it Petrucciani rompe tutti i nostri pregiudizi Bellezza si cela dietro mostruosità (fisica) Ulivieri: oggi do *** a questo Body & Soul

giugno 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Documentario di Michael Radford sulla vita del grande pianista jazz morto a 37 anni per gli effetti prolungati di una malattia genetica che ne ha reso le ossa fragilissime, costringendolo ad un’esistenza (anche) di dolore (continuo), e nel corpo di una persona alta solo 91 centimetri. Sciocchezze o meglio elementi necessari alla vita eccezionale (nel senso letterale di “fuori dalla norma”) di quest’uomo che trova nei vizi un palliativo alle sofferenze e la linfa vitale per generare la propria musica. Un paradosso (per i canoni dell’italiano – e non solo – medio e per quanto tramandatoci e ossessivamente reiteratoci dalla religione) ben rappresentato dalle chiarificatrici parole del figlio, che si chiede perché un essere abnorme come il padre abbia deciso di averlo. Appunto. E’ il giorno del cinema sul giornale della politica italiana. Cinema che ci aiuta a recuperare quel respiro etico e filosofico necessario alla (ri)generazione del domani. E lo fa con tutti gli strumenti al loro posto, su il Politico.it. Il giornale di Attilio Palmieri&Fabrizio Ulivieri. Come per la politica, il miglior cinema è qui. di FABRIZIO ULIVIERI
Read more

***Il commento***
CON BERLUSCONI E’ FINITO ANCHE IL TEMPO DI DI PIETRO
di GAD LERNER

giugno 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché la primavera democratica cominciata con l’affermazione alle amministrative di Pisapia e De Magistris e proseguita con la grande partecipazione ai referendum segna, “deve” segnare la fine delle leadership “Per(s)on[ali]stiche e antidemocratiche qual è la sua”, e richiede piuttosto che anche alle primarie del centrosinistra possano presentarsi ed emergere “figure politiche di per sé innovative rispetto al contesto italiano”, senza che la competizione si riduca ad una sfida anacronistica tra Bersani, Vendola e lo stesso Di Pietro - che pure sta già cercando di posizionarsi. di GAD LERNER
Read more

Lotta di Marco per la democrazia. Il “giusto riconoscimento” Chirico

giugno 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ne parla Napolitano in una lettera al leader Radicale in sciopero della fame dallo scorso 20 aprile per denunciare la situazione insostenibile delle nostre carceri. Ma che nazione è, un Paese nel quale si debba mettere a repentaglio la propria vita come unico modo per attirare l’attenzione delle istituzio- ni su di un deficit di democrazia e di rispetto dei diritti dei cittadini? In questa chiave appare ancora più e- vidente il valore, oggi riconosciuto dal capo dello Sta- to, delle battaglie di Marco. di ANNALISA CHIRICO

Read more

L’editoriale. Un colpo di macete ai costi della politica Franco Laratta

giugno 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il momento dei “sacrifici”. Abolire i vitalizi di parlamentari e consiglieri regionali, gli enti inutili, i costi stratosferici di corruzione ed evasione. Dobbiamo allineare l’Italia al resto dell’Europa. Una macchina dello Stato alleggerita, sarà pronta a spiccare nuovamente il volo. Sulla base di un inevitabile progetto organico e complessivo, ora invocato anche da Romano Prodi. Che si conferma una “mosca bianca” in questa nostra politica autoreferenziale degli ultimi quindici anni. Fu proprio Prodi, infatti, ad iniziare per primo la lotta agli sprechi. Di cui ci parla il deputato del Pd. di FRANCO LARATTA* Read more

Born to be Ironic (o il bigottismo a sinistra) di Marianna Bartolazzi

giugno 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Guardate il manifesto della Festa Pd di Roma. Una donna a cui il “vento che cambia” solleva i lembi della gonna denudando due bellissime gambe. E a sinistra, ancora una volta, è polemica. Al di là della scelta comunicativa più o meno felice, la nostra Marianna Bartolazzi ci interroga sulla capacità della sinistra di (non) prendersi (troppo) sul serio, e quindi di sorridere (di sé), e perciò di essere tanto più determinata sui temi che la dovrebbero vedere protagonista: a cominciare dal sistema-Italia bloccato e dal (conseguente) mercato del lavoro che premia i “figli di” e non valorizza il merito, deperendo una nazione che, se saprà lib(e)rarsi di tutto ciò, può invece tornare grande. di MARIANNA BARTOLAZZI
Read more

***Il commento***
IL PAESE DEI PRE-POTENTI
di GAD LERNER

giugno 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ovvero quei personaggi assolutamente privi di qualità, che trovano posto nella struttura gerarchica nazionale grazie al servilismo nei confronti di altri come loro inseritisi precedentemente, che non avendo un talento da esercitare non trovano di meglio che trafficare con il “potere” (quello materiale e privo di valore nella costruzione di alcunché) fine a se stesso, fino a consolidare un “sistema” (di relazioni) che si fa casta/ cricca, corporazione, e che tende ad espellere dai luoghi di potere che riesce a presidiare tutti coloro che non cedono a ricatti e che comunque non si vogliono omologare: ovvero le persone di qualità. Ecco come un blocco di figure inutili e patetiche impedisca ai semi sani del futuro dell’Italia di germogliare da sé, costituendo una vera e propria camicia di forza che impedisce al nostro Paese di muoversi. E’ quel contropotere denunciato da De Magistris nel tentativo di risolvere il problema dei rifiuti a Napoli, che attraversa trasversalmente la politica, l’economia, con propaggini nella/ della criminalità organizzata. Una sorta di mafia legalizzata, di cui il conduttore de L’Infedele ci descrive un (pessimo) esempio. di GAD LERNER Read more

Pontida, il funerale (politico) di Bossi e Berlusconi di Luigi Crespi

giugno 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il leader della Lega apparso “malato e dolorante”. Il presidente del Consiglio in tivù per la prima volta “trascurato e perdente”. Del resto è anche una questione anagrafica: nessun limite assoluto, ma un Paese che ha bisogno di staccare e ripartire non può essere guidato da chi, al potere da vent’anni, ne ha 74. I leader dell’opposizione sono un po’ più giovani anagraficamente ma appartengono politicamente alla stessa generazione. L’immagine del tramonto del governo Berlusconi non dice sia giunto il momento dei suoi avversari storici, perché questo è coinciso con Silvio. Non capirlo significherebbe consegnarci ad un prolungato periodo di transizione, che non si esaurirebbe (necessariamente) nei due anni mancanti di legislatura. E’ necessario un completo ribaltamento di piano. Che può essere compiuto solo da “figli di questo tempo”. O non sarà una vittoria. Almeno per l’Italia. di LUIGI CRESPI
Read more

Appalti&favori, campano con nostri soldi Decidendo poi chi ci può stare o meno(?) Ma la colpa è nostra perché lo accettiamo Sperando di esserne scelti a partecipare Rinunciamo ora a un pizzico di ‘comodità’ Perché nostri figli (ri)siano tutti ‘alla pari’ E l’Italia (con loro) possa tornare a volare

giugno 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se Bisignani prosperava, insieme agli altri amici della Cricca, usando i posti pubblici, gli enti pubblici, i soldi pubblici (cioè tutta roba nostra!, di tutti), è (anche) perché noi glielo abbiamo permesso. E noi glielo abbiamo permesso perché, in fondo, fare parte della Cricca consente di avvantaggiarsi (sia pure indebitamente; ma bisogna pur arrangiarsi, quando non ci sono altri “accessi” e il sistema è questo!) sugli altri e di accedere ad una vita comoda. E noi abbiamo “tutti” “sognato” (si fa veramente per dire) di farlo. O lo abbiamo fatto proprio. Così il nostro compagno di banco è rimasto senza lavoro fino a 35 anni; così nostro cugino (anzi no, in quel caso gli avremmo dato una mano noi), plurilaureato e soprattutto dotato di una grande esperienza e intelligenza, è stato costretto, alla fine, ad adattarsi e fa un lavoro che non valorizza (nella sua vita, ma anche in quella della nazione, che infatti è una nazione dalla quale sembrano scomparse le persone come lui) le sue capacità. Immaginate ora invece un Paese libero, in cui, nel rispetto delle regole e lealmente, le persone più adatte a svolgere la determinata funzione di cui ha bisogno l’Italia lo fanno, e gli altri semplicemente fanno ciò che può loro riuscire meglio (in un Paese che voglia crescere e realizzarsi c’è “posto” – si fa veramente per dire, specie in questo lancio - per tutti!). Di più: in cui i giovani, i bambini sono motivati (dalle loro famiglie! Dalla politica) sin dall’inizio ad esprimere loro stessi, ad individuare (liberamente!) le proprie qualità, perché, oltre tutto, anche fare lavori oggi cosiddetti “umili” – ma sono tali solo se a farli sono persone che non sono “disposte” (in tutti i sensi) a fare quel lavoro – se (appunto) è ciò in cui in una società che non li penalizza ci si vuole impegnare è un fattore di crescita (per sé e per tutti). E  chi “deve” svolgere (invece) una funzione “alta” (così) lo può fare, non essendo che al suo posto ci sia il figlio dell’amico di Bisignani. E siamo al punto di partenza (in tutti i sensi, ancora). Noi glielo abbiamo permesso perché ci siamo fatti irretire (nella loro, rete) e abbiamo rinunciato alla nostra anima, e al futuro (dei nostri figli e dell’Italia). Il vero moto dal basso è quello che, (sia pure) indignandosi, dice no a tutto questo, e si riprende un pezzo di Paese. E poi, la politica: la nuova politica onesta e responsabile è dalla parte di tutti, e quindi dalla parte di “nessuno”, e comincia, a sua volta, dall’alto, a stroncare questo sistema, a tagliare la rete. E mentre proietta tutti quanti verso la costruzione del futuro dell’Italia, libera (e insieme regolarizza) il mercato del lavoro, abbatte gli ordini professionali (nella loro forma costitutiva, non certo, naturalmente, nelle professioni). Avendo contestualmente (ri)fatto della nostra scuola il punto più avanzato (e aperto) dell’istruzione nel mondo, e dell’università e, su di un altro piano, della ricerca il motore dello sviluppo (non solo economico) della nazione. Possiamo conoscere, invece del declino, decenni di sviluppo progressivo e (da un certo punto in poi) non più arrestabile. Facciamo (tutti noi, intanto) la nostra parte, e, con un po’ di fortuna, torneremo, come un tempo, al centro del mondo. Massimo Donadi, ora, sui meccanismi della Cricca. di MASSIMO DONADI Read more

Vittime di sangue infetto: adesso il risarcimento(?) Annalisa Chirico

giugno 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

di ANNALISA CHIRICO

La malattia ti stravolge la vita, e non c’entri tu, non c’entra la sorte. Il sangue, che doveva aiutarti, ti corrompe nel profondo, s’insinua nel tuo corpo e non ti lascia più scampo. “Risorsa di vita e veicolo di morte”, così lo definiva Euripide. Lo sanno bene le decine di migliaia di persone, che tra gli anni Settanta e Novanta sono rimaste contagiate dal sangue infetto. E da uno Stato affetto da illegalità in un mercato della salute senza regole, senza controlli, senza pietà.

Plasma umano, reperito a basso costo negli Stati Uniti (nei ghetti delle grandi metropoli e nelle carceri di Arkansas e Alabama) così come in alcuni Paesi centroafricani, fu introdotto in Italia a partire dagli anni Settanta in modo del tutto illegale. Sangue di provenienza illecita o non certificata, che, senza essere sottoposto ad alcun controllo, veniva trasfuso nei corpi ignari di cittadini in cerca di aiuto, e improvvisamente affetti da nuove, impreviste malattie, dall’epatite all’AIDS. Vittime non di un errore medico, ma di un piano premeditato fondato sulla connivenza tra la (mala) politica prezzolata e una ristretta cerchia di aziende farmaceutiche specializzate nel trattamento e nel commercio di emoderivati.

Le vittime di uno Stato criminale non si sono date per vinte. L’infamia dell’ingiustizia subita, unitamente al dolore per le persone che via via, in questi anni, sono decedute a causa delle infezioni contratte, ha spinto loro ad organizzarsi in associazioni e comitati, e a intraprendere azioni legali, anche in sede penale. Così, dopo vent’anni di vergognoso silenzio politico e mediatico, diverse sentenze hanno accertato in via definitiva la responsabilità civile dello Stato per tutti i contagi (da HIV ed epatite B e C) avutisi sin dalla fine degli anni Sessanta. La sentenza della Cassazione del 2008 parla di “lesione dell’integrità fisica” a causa dell’inadempimento da parte del Ministero della Salute dell’obbligo di controllo, direttive e vigilanza in materia di impiego di sangue umano per uso terapeutico.

Obbligato a risarcire le vittime lo Stato italiano ha deciso di avviare una serie di transazioni a livello nazionale a partire dal 2003, corrispondendo quell’equo indennizzo esteso dalla legge 210 del ’92 anche alle persone danneggiate da sangue infetto. Adesso, per sbloccare la transazione in corso da quattro anni, serve la firma del Ministro Tremonti. Il quale si fa attendere.

Il 21 giugno la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità di alcune norme inserite nella manovra finanziaria aggiuntiva di giugno 2010, che di fatto negano la rivalutazione dell’indennizzo fermo ai valori del ’95. In questa occasione il Comitato VittimeSangueInfetto organizza una manifestazione, alla quale io parteciperò. Ti invito a unirti. (Qui le info)

Perché prima di ridistribuire risorse a fini di “equità” tra sindacati e conventicole tentacolari, lo Stato deve saldare i conti con la giustizia. E risarcire chi ha pagato con la propria vita un conto, che non gli spettava. Che poi il prezzo di una vita rubata qual è? Probabilmente non c’è.

ANNALISA CHIRICO

Tremonti: ‘Costi della politica? Poca roba’ Ma la Sicilia butta 8,7 milioni per auto blu Ora Marche e Napoli le hanno già tagliate Cosa aspettiamo a cancellarle per ‘tutti’?

giugno 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Con “la cultura non si mangia” se ne uscì già improvvidamente. Ma quella era forse una posizione “ideologica” (comunque poco onesta). Guardi, ministro, i dati che ci descrive ora Massimo Donadi: a parte la differenza di impiego (di ab-uso) rispetto alle altre nazioni, che di per sé grida vendetta, sono proprio i costi spropositati (di quella sola, singola voce! Ce ne sono poi molte altre) a rendere il taglio delle spese (a carico di tutti noi) prioritario al fine non solo di garantire equità (e di cessare questo insulto collettivo nei confronti dei cittadini) potendoci così disporre a chiedere (anche a loro, anche a ciascuno di noi) sacrifici; ma proprio per ripianare il bilancio. La Regione Sicilia è solo la punta dell’iceberg di un pubblico che, a queste condizioni, può legittimamente essere definito “ladro” da chi, come Oscar Giannino, è per una riduzione del suo peso (in tutti i sensi?). Il giornale della politica italiana lo scrive da mesi: si tratta di seguire immediatamente l’esempio di Spacca e De Magistris, che ci hanno già fatto risparmiare centinaia di migliaia di euro. Non c’è ragione per non ritenere di doverlo fare. Nel frattempo, i singoli parlamentari diano l’esempio. di MASSIMO DONADI Read more

Pontida, oggi la Lega (e Bossi) non l’ha più duro (?) di Ginevra Baffigo

giugno 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Da partito di lotta a parte del sistema. A Pontida si consuma la frattura con la base. Che chiede una cosa sola: “Via Berlusconi”. Bossi ora prende tempo. Ma in assenza di riforme dovrà ascoltarli. O i leghisti rischiano di implodere. di GINEVRA BAFFIGO
Read more

Ogni settimana al cinema con il Politico.it Da Ulivieri ** e 1/2 per London Boulevard IN COPERTINA: Keira Knightley

giugno 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Più di 1500 condivisioni per la lettera aperta di Luisa Merlini a “margine” della quale il giornale della politica italiana ha anticipato la notizia dell’addio di Concita De Gregorio all’Unità. E il pezzo continua a fare il giro della rete. il Politico.it chiude un’altra settimana col botto, dopo lo scoop del colpo di spugna sulle multe ai milanesi che sarebbe stato promesso da Letizia Moratti prima del ballottaggio con Pisapia e la serie di colpi che il nostro giornale mette periodicamente a segno facendo il vuoto anche sui media tradizionali. Per non parlare del “fare opinione”: il Politico.it è il giornale (non solo di rete) a più alto tasso di incidenza al più alto livello politico-istituzionale. Il futuro dell’Italia passa di qui. E vale anche per ciò che riguarda il cinema. Dove il Politico.it primeggia come per la politica. Non potrebbe essere altrimenti, visto che i suoi critici si chiamano Attilio Palmieri&Fabrizio Ulivieri. Il (più) Giovane e il Vecchio (si fa per dire). Il talento e la saggezza. La conoscenza profonda della materia e l’(ulteriore) spessore filosofico-letterario. Uno tra i più brillanti e promettenti giovani studiosi e critici italiani e la certezza della penna dello scrittore. Che oggi ci racconta l’ultimo film di Keira. Se avete altro da fare, (non) ve lo consigliamo. E il Politico.it ha anche di che suggerirvi. La nuova rubrica di arte contemporanea, a firma di Ulivieri. Ma intanto il cinema: London Boulevard. di FABRIZIO ULIVIERI Read more

Il nuovo “spazio” di arte contemporanea La mostra che indaga la cultura digitale
di FABRIZIO ULIVIERI

giugno 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel sogno del giornale della politica italiana l’arte torna a costruire e ad indicarci la strada. Così cominciamo, a parlarne. E a parlare di “noi”. La firma non può che essere quella del nostro professore. Che apre la nuova rubrica con VIRTUAL IDENTITIES, a Palazzo Strozzi di Firenze dal 20 maggio al 17 luglio. Che “inclina il visitatore a pensare nel modo in cui si pensa oggi: il pensiero digitale”. Quattro stelle: da non perdere. di FABRIZIO ULIVIERI Read more

***Previsione azzeccata***
MEDIA E POLITICA, GRAZIE A INTERNET LA TV CONTA SEMPRE DI MENO
di FRANCO MONTORRO

giugno 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E sarà libera di tornare alla produzione di qualità e di recuperare la propria autorevolezza. Lo avevamo scritto alla vigilia del voto: registreremo sin da ora una ridotta influenza del mezzo televisivo sulle scelte degli elettori. E non era scontato, perché a fronte della crescita di internet continuavamo a ritenere che la televisione rappresentasse (ancora) il principale strumento di formazione (delle opinioni), di manipolazione e distorsione del modo in cui il Paese percepisce la nostra politica. La possibilità di usufruire di internet ovunque, la (conseguente, e non solo) sempre maggiore diffusione della rete e il contemporaneo avvento sulla scena pubblica delle prime generazioni di nativi digitali hanno trasformato la “società televisiva” in una società più libera. E questo avrà riflessi positivi anche sul futuro della tivù, che potrà tornare a svolgere la propria funzione educativa. di FRANCO MONTORRO Read more

***La lettera***
CONCITA DE GREGORIO LASCIA L’UNITA’
di LUISA MERLINI*

giugno 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La direttrice dell’apertura ai movimenti, ai giovani, della spinta al rinnovamento sostituita con un bersaniano di ferro. E la base Democratica esplode di rabbia. Per quel senso (almeno apparente, in questo caso) di chiusura autoreferenziale di una classe dirigente che non vuole capire di avere fatto il suo tempo. Il giornale della politica italiana ospita l’intervento-sfogo della portavoce di Laicità e diritti, il movimento Democratico per un Pd che si impegni (anche) sui diritti civili. di LUISA MERLINI*            Read more

***L’insediamento del neo-sindaco***
DE MAGISTRIS, NAPOLI E ROMA. ECCO COSA VUOL DIRE ROSICARE
di LUCA SAPPINO

giugno 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Scelto dai nostri connazionali come avanguardia del cambiamento che dovrà attraversare tutto il Paese, l’ex pm comincia la trasformazione di Napoli in (una) capitale (del futuro) dell’Italia che sogniamo: meno cemento ammassato nelle (vuote) periferie delle nostre (?) città (di oggi) e più centri di innovazione e produzione (d’idee), meno esercito per le strade e più quartieri (vivi) in cui si ha voglia di partecipare e stare insieme; via le auto blu, società partecipate accorpate e dieci volte (anche perciò) più “efficienti ed efficaci”, centro storico chiuso al traffico, parcheggi alle porte della città per renderla più vivibile, e poi (?) cultura, commercio, turismo. Un’idea di città sostenibile e a misura di Persona, che rappresenta la chiave per riappropriarcene e cominciare dai nostri centri urbani il nostro possibile, Nuovo Rinascimento. Luca Sappino, classe 1988, firma de Gli Altri e consigliere municipale di Sel, rilegge il discorso di De Magistris con il pensiero rivolto allo stato in cui (invece) versa (e continuerà a versare, per il momento) la “sua” Roma. Per capire ancora meglio in cosa può consistere il cambiamento, e da dove (e da chi) partire (subito) per costruirlo. di LUCA SAPPINO Read more

L’intervento. Perché cambiare la legge elettorale di Franco Laratta

giugno 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ partita la raccolta firme per una nuova consultazione, che si potrebbe tenere nella primavera del 2012, per il superamento delle liste bloccate (ma Stefano Ceccanti fa notare come la “proposta” referendaria sia monca: manca infatti della pars costruens, ovvero l’abbattimento delle liste lascerebbe il vuoto, senza alternativa. E potrebbe essere giudicata illegittima) e per la cancellazione del premio di maggioranza (che porterebbe però ad un ritorno al proporzionale puro). Ma anche in aula il Pd ha già depositato diverse proposte di legge. Mosse che portano alla luce ciò che sta sullo sfondo di tutto questo, ovvero la priorità, oggi, dell’uccisione del Porcellum perché in qualunque momento si potrebbe tornare al voto, e regalare un altro Parlamento alla discrezionalità dei capipartito (di partiti autoreferenziali e avulsi dalla realtà) sarebbe un peccato politico mortale. E andrebbe in controtendenza con il ritorno alla partecipazione e il reimpossessamento delle chiavi della politica da parte dei nostri connazionali, che stanchi di vedere questi uomini politici politicanti di oggi assumere decisioni utili soltanto alla prosecuzione della propria carriera (?) politica (?) hanno prima decretato la vittoria di chi, tra i possibili sostituti, sembrava più vicino al sentire comune (ma profondo) e poi hanno raggiunto il quorum referendario dopo oltre un decennio di fallimenti. Il deputato del Pd fa il punto della situazione, analizza i limiti dell’attuale legge e ragiona sulle alternative. di FRANCO LARATTA* Read more

I provvedimenti “elettorali” di Pdl e Lega Italia ad un passo dal baratro economico Che si evita rilanciando nostra economia Governo taglia tasse illudendo i cittadini Poi pugno di ferro sugli immigrati nei Cie Ma Paese adesso rivuole la politica vera

giugno 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non ci siamo capiti: la rivoluzione liberale non è un artificio propagandistico, ma un sistema di interventi in grado di rimettere in moto la macchina dello sviluppo. Partire da (e fermarsi al) taglio delle tasse significa non avere nessuna intenzione (e capacità) di realizzarla, e volere solo strizzare l’occhiolino ad una base sensibile su questo tema. Ma come ogni provvedimento-civetta, si deve sapere che non sarà sostenibile a lungo, ammesso che scegliere questa strada non comporti di correre (stavolta seriamente) il rischio di default. Perché il fallimento non si evita tenendo semplicemente, per l’immediato, “fermo” il bilancio. Perché un’economia che non venga messa nella condizione di rimettersi a correre è un’economia che può perdere ulteriori colpi, e rendere l’attuale, illusoria stabilità un lusso che non ci potremo più permettere. Emerge tutta la mancanza di responsabilità di questo governo: nel prediligere un – peraltro da verificare – possibile ritorno di fiamma con gli “americani” dei propri sostenitori ad uno sforzo per ristrutturare il sistema, salvare l’Italia e potere così aspirare a ben altre acquisizioni di consenso, da parte di una nazione che – lo ha detto con le scelte di rottura alle amministrative e con il referendum – vuole il ritorno alla politica vera, onesta e responsabile, perché sa che soltanto la politica vera può fare ciò che è necessario (e opportuno) per il nostro Paese oggi. Senza che se ne senta in alcun modo la necessità, la Lega ottiene poi una stretta sui “clandestini” detenuti nei Cie, dove potranno essere trattenuti più a lungo o espulsi immediatamente. Un provvedimento che, allo stesso modo, vuole strizzare l’occhiolino alla base (questa volta) leghista. Ma non è così che si (può) governa(re) l’Italia. E qualunque sia la risposta dal punto di vista numerico-elettorale, la nostra nazione ha perso un’altra occasione. Non ce ne rimangono (poi) ancora molte. Gad, ora, sul rischio per i conti. di GAD LERNER Read more

Scollamento politica/ società. Il Pd si giochi le risorse migliori Alicata

giugno 16, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quelle “figlie di questo tempo”. In grado di dialogare con, e magari di anticipare e guidare, il resto del Paese. Nel momento in cui la società certifica di non essere più disposta a sopportare l’autoreferenzialità della politica politicante, e sceglie per questo di tornare a partecipare, il centrosinistra, che ha sottotraccia già le risorse del futuro, è chiamato – scrive la giovane scrittrice romana – a prenderne atto e a non aspettare oltre e a mettersi al passo e, anzi, alla guida della nazione. di CRISTIANA ALICATA Read more

Rimanete al potere soltanto per la “fama” Ma ciò che ‘governate’ (?) è cosa di tutti E noi non vi abbiamo dato mandato a vita Tanto più quando (poi) lo “usate” per voi Guardate Brunetta che scaccia i precari Giulia: “Paese abbia (ulteriore) reazione”

giugno 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La politica non è un circolo chiuso della Londra dell’800, privato e i cui membri sono chiamati a rispondere solo a se stessi, e guai a chi si affacci alla porta d’ingresso. Ma una parte di cittadini come gli altri “scelta” (?) dalla totalità per ottimizzare, rappresentandola e approfittando della praticità dei piccoli (?) numeri della rappresentanza, il governo della nazione. I politici non sono una “classe”, o peggio – appunto – una casta, ovvero un gruppo immutabile - se non a proprio piacimento – definito per chissà quali caratteristiche centinaia di anni fa e rinnovato ereditariamente. I politici non sono “sopra” (?) (o diversi da)i cittadini, ma cittadini come gli altri che, per il periodo di tempo necessario, hanno la responsabilità di “guidare” – o sarebbe meglio dire “coordinare” – gli altri. E’ quell’idea di servizio alla nazione che oggi è stata sostituita dalla professione (che è una contraddizione in termini con la politica, espressione spontanea e non irregimentabile dello spirito del tempo), per cui si continua a fare il lavoro anche quando non funziona più se c’è qualcuno che “paga”. I cittadini persistono - anche se ora hanno mostrato appunto di cominciare a non farcela più e di riuscire a superare questo “incantesimo” - nel “pagare” perché il sistema mediatico bloccato quelle facce, quella “offerta” (?) continua a rappresentare e ad accreditare. I media, imbeccati dalla politica di oggi, provino a dare spazio ad altri, pure se avessero la stessa (mancanza di) spinta (non) data dall’autoreferenzialità (attuale), e vedrete (ovviamente) come i consensi raggiungerebbero altri. Figuratevi quando lo stesso spazio (compreso anche quello accumulato in questi decenni) fosse dato a chi, semplicemente, fosse “figlio di questo tempo” e con onestà e responsabilità avesse qualcosa da offrire. Oggi, qui, chi è onesto e responsabile deve favorire questo processo, deve restituire alla politica la sua qualità di servizio, senza aspettare che gli altri si facciano spazio (? Non stiamo parlando di una gara di arrampicata) da soli. Ma deve farlo nel solo modo in cui si possa, così, assicurare il bene della nazione: democraticamente e indicando quella maturità che consiste nell’affidarsi ai contenuti e non ad altri canoni para-politici. In ogni caso gli uomini politici – come quelli di ieri, sia quelli di oggi sia quelli di domani – sono (appunto) al servizio dei loro connazionali e, nella dignità della responsabilità, devono “umiliarsi” al loro cospetto. Cosa che non fa (certo) il ministro della Pubblica (?) Amministrazione. Read more

***Il commento***
SILVIO SI DIMETTA O TRASCINERA’ LA DESTRA ALL’INFERNO
di LUIGI CRESPI

giugno 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Negare, come fa Capezzone nella vignetta di theHand, non salverà la maggioranza da una possibile lunga serie di sconfitte elettorali. E c’è poi un altro dato: di fronte ad una nostra (? Appunto) politica che non dà risposte alle esigenze del Paese, l’Italia vuole tornare a partecipare e a decidere “da sé”. Un Pdl che non venga rifondato, e può avvenire solo a partire da un profondo processo di rinnova- mento e di democratizzazione che passa per l’addio di Berlusconi, è un Pdl che si scontrerà con il sentire degli italiani. E farà una brutta fine. di LUIGI CRESPI Read more

Il futuro dell’Italia passa (soltanto) di qui Prodi: precarietà si vince con formazione Nostro direttore lo scrisse a febbraio ’10 Via per tutti moloch del posto fisso a vita Formazione permanente per innovazione Sì a (nuova) Italia (più) libera e creativa

giugno 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ma, come abbiamo ripetuto in tutte le occasioni in cui ci siamo tornati su, rilanciando e sviluppando il concetto, creatività non può fare rima (appunto) con la precarietà – che la nega – e prima di libera(lizza)re ulteriormente il mercato del lavoro, o contestualmente, è necessario fissare quelle regole e rivoluzionare quella cultura per le quali tutti si sia protesi all’obiettivo di salvare e rifare grande questo Paese, dando il là ad uno sviluppo finalmente duraturo, che ci porti non solo a riconquistare posizioni ma a conquistarne di nuove (rispetto al passato). Matteo Patrone scriveva un anno e mezzo fa: “La soluzione di lungo periodo al problema del lavoro non sono – naturalmente – gli ammortizzatori sociali che pure sono necessari, come paracadute per le persone che oggi perdono il lavoro e rischiano di crollare nella povertà; la soluzione di lungo periodo è l’istituzione di un sistema di formazione permanente, che offra sia alle persone che escono dall’istruzione primaria e non scelgono lo sbocco universitario sia ai nuovi disoccupati, continue nuove opportunità di apprendimento e quindi di formazione verso un nuovo inserimento anche in altri ambiti nel mondo del lavoro”. La chiave di volta è l’innovazione: il posto fisso viene superato non per precarizzare le vite dei lavoratori, o per fare un regalo unilaterale alle aziende (che però, alla fine, si ritorcerebbe contro di loro); ma perché l’intera nazione è proiettata nella chiave di un rinnovamento (di sé), che la porti a diventare sempre più il luogo più avanzato della ricerca, dell’innovazione, appunto, fatta (anche) di aziende che producono le idee migliori e le realizzano con le tecnologie più avanzate. E che si mettono nella condizione di farlo offrendo continuamente ai propri lavoratori nuove opportunità di formazione, tali da renderli in grado di stimolare e di seguire il processo di innovazione stessa. L’ex presidente del Consiglio giunge alle stesse conclusioni, domenica sul Messaggero, analizzando i punti di forza dell’economia tedesca. Ma quella del nostro direttore non è (“solo”) una soluzione “tecnica” ad un problema di settore; è parte del complessivo progetto per la costruzione del futuro dell’Italia che trovate sintetizzato qui. E del quale la (sostanziale) “convergenza” di Prodi, un anno e mezzo dopo (!), rivela tutta la straordinaria forza e credibilità. Ma andiamo a rileggere quell’editoriale del 5 febbraio 2010, al quale sono seguito tutti gli altri letti (che pure riproponiamo in coda) in questi mesi sull’Italia creativa. di MATTEO PATRONE Read more

***L’editoriale***
MA ADESSO IL PD VUOLE COSTRUIRE QUALCOSA?
di PAOLO GUZZANTI

giugno 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

A vincere le elezioni, e poi a mobilitare i milioni di italiani che hanno votato al referendum, in (una) parte consistente anche per dare la spallata al governo, è stato… Berlusconi. A sinistra si è infatti raccolto il dividendo della sommatoria tra la nullità (o quasi) governativa dell’attuale esecutivo – andata ad installarsi nella sempre maggiore esigenza/ e dei nostri connazionali, per la crisi ma anche per la crescente voglia di rialzare la testa (non la cresta) come nazione – e la perdita di credibilità del premier per le sue vicende personali. Per lo più senza offrire alcun tipo di contributo. E la vittoria di ieri è dunque una vittoria di popolo, non certo di Bersani e del resto degli apparati (non è un caso che D’Alema non si sia fatto sentire in queste settimane elettorali: paura di rompere il giocattolo?). Al limite (un po’) di Di Pietro, che non a caso è stato il leader d’opposizione in grado – sia pure con tutti i limiti del populismo di sinistra, almeno fino alla svolta “responsabile”. In tutti i sensi? – di sintonizzarsi più efficacemente con gli italiani, e che è il vero fautore della consultazione. Ma finché non vivremo in un “regime” di democrazia diretta i partiti resteranno necessari per l’organizzazione del “dopo”; e dunque la domanda di oggi è: quand’è che il centrosinistra comincia a farsi degno del suo popolo civile e moderno e comincia a rappresentare (non politicisticamente, ma politicamente! Con i contenuti!) il domani del nostro Paese (in tutti i sensi)? Il giornale della politica italiana torna a servire su di un piatto d’argento il suo contributo, inevitabilmente ascoltato ma non posseduto da Bersani, e che invece costituisce la traccia su cui salvare e rifare grande l’Italia. Guzz, dunque, sulla situazione di stallo in cui (altrimenti) ci veniamo a trovare. di PAOLO GUZZANTI Read more

***Le conseguenze sull’esecutivo***
BERSANI: “ORA BERLUSCONI SI DIMETTA”
di GINEVRA BAFFIGO

giugno 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il risultato che importa – capace di andare oltre la cronaca politicista e di scrivere un pezzetto di Storia - è la scelta “di merito”, su acqua e nucleare, dei nostri connazionali. E questo è il (vero) valore politico dei referendum. Ma è chiaro a tutti che il quinto, invisibile quesito riguardava il governo. E la risposta è stata (altrettanto) netta. E anche se, responsa- bilmente, Di Pietro – vero fautore della consultazione - preferisce mantenere l’attenzione puntata sull’esito dei singoli quesiti è la Lega ad avvertire Berlusconi: “Domenica a Pontida ti diremo cosa devi fare. Siamo stufi di prender sberle”. La nostra vicedirettrice ci racconta che (brutta) aria tira per il presidente del Consiglio. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Come detto il quorum è raggiunto: è 56% E oltre 90% di noi ha detto (soltanto) 4 ‘sì’ Affluenza (anche) per antiberlusconismo Ma c’è (tutta) la (nostra) scelta ‘di merito’ Commuove Italia che ridice no a nucleare (Sia pure, di nuovo, con il grave ‘aiutino’) E parte da qui difesa dell’acqua (di tutti) Siamo/ saremo la culla della civiltà

giugno 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Compresi gli italiani all’estero. Il (da noi, temuto) “inquinamento” del voto da parte di berlusconizzati (anti e pro) sommerso dal voto politico degli italiani – perché il voto su acqua e nucleare è ”politico”!, non quello sulla nostra politica politicante autoreferenzia- le di oggi – che confermano la propria lungimiranza. Read more

Ma sì, il quorum è (ormai) stato raggiunto (Ma chi non ha fatto vada ancora votare) E’ un grande giorno DI/ per la democrazia (E anche un nuovo segnale per governo) Giulia: “Che emozione (sempre) le urne”

giugno 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Tutti e quattro i referendum saranno validi e a dispetto dei berlusconizzati (anti e pro) che leggeranno solo luce/ buio per il presidente del Consiglio non vediamo l’ora di andare ad analizzare la specifica scelta degli italiani, anche se la (parziale) politicizzazione del voto “inquina” il risultato e anche se l’esito (pure per questo) pare abbastanza scontato. Quella di oggi è una bella giornata perché siamo andati (“tutti”) a votare per decidere noi, sia pure in forma abrogativa, direttamente quale sarà un pezzo del nostro (e non solo) futuro. E’ una giornata in cui la possibile democrazia diretta di domani conosce una bellissima anticipazione. Non illudiamoci però: il dato della politicizzazione, come detto, è molto forte. Ma gli italiani si sono comunque “impegnati” su acqua e nucleare. La giovane esponente Radicale fotografa la bellezza democratica di queste ore. di GIULIA INNOCENZI Read more

***Il commento***
MA QUESTO E’ UN VOTO SUL GOVERNO
di PAOLO GUZZANTI

giugno 12, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E, naturalmente, il governo dovrà trarre le conseguenze di un eventuale trionfo dei referendari, sul piano dell’affluenza e in rapporto alla risposta data dagli italiani ai quesiti. Perché “chi va a votare sa che lo fa per dare una mazzata al governo, chi non vuole darla non va a votare. E soltanto questo sarà il vero referendum”. di PAOLO GUZZANTI Read more

Di questo passo si andrà verso il 70% (!) Appello di Lerner: “Invitate altri a votare”

giugno 12, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’affluenza alle 12 della domenica è la terza più alta della storia del referendum, appena inferiore alle percentuali di partecipazione alle elezioni amministrative. La soglia “magica” per il raggiungimento del quorum era indicata dagli operatori statistici nel 10%; siamo oltre l’11. La tendenza fa immaginare un possibile trionfo dei referendari, tra i quali si registrano motivazioni variegate: non per tutti questo è un referendum “storico”; per molti si tratta solo di un regolamento di conti con il presidente del Consiglio, unico motivo per il quale hanno invitato e si sono recati a votare. Senza saperlo, hanno dato il proprio contributo a confermare l’unicità dell’Italia nel non avere centrali nucleari (pur nell’ipocrisia di approvvigionarsi a quelle di altri: e andrà ovviamente risolta). E – anche se la risposta ai due quesiti è tutta da scoprire - a mettere un punto fermo sul diritto universale dell’accesso al bene vitale dell’acqua. Per completare questo primo passo, il conduttore de L’Infedele invita a (continuare a) fare passaparola. di GAD LERNER Read more

Ogni settimana al cinema con il Politico.it E’ X-Men: L’inizio. (Ma niente) disimpegno

giugno 12, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Due stelle anche da Ulivieri per questo giocattolone adatto ad un pubblico di (poco più che) teenager e non (molto) oltre. Andate (comunque) al cinema, ma (oggi) anche a votare. La recensione nel giorno del cinema per il giornale della politica italiana. Il giornale di Attilio Palmieri e del nostro professore. il Politico.it fa la differenza. Anche in sala. di FABRIZIO ULIVIERI Read more

Il futuro dell’Italia. Il partito (nuovo) che verrà di Giuseppe Rotondo

giugno 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

In attesa di avere costruito quella società politica, libera e impegnata che non abbia – magari - nemmeno più bisogno di questa realtà intermedia (in tutti i sensi) e portata inevitabilmente a ruotare (anche) su se stessa, il partito che sogniamo (e che concretizzeremo) è un partito che abbia in sé le caratteristiche dell’Italia che vuole realizzare: un partito – e un Paese – in cui a ciascuno sia riconosciuta la stessa dignità, e in cui quello che resta (anzi, dovrà tornare ad essere) un servizio alla nostra comunità sia svolto da coloro che hanno le qualità per farlo nel migliore dei modi, assumendo il bene della nazione come unico criterio di definizione delle scelte. Un partito che, per questo, non conosce padroni (il partito è degli italiani) né, tanto meno, padrini (la temporanea – in tutti i sensi – necessaria gerarchia per assolvere alle funzioni è definita solo sulla base, appunto, del merito), e patrocinati (l’unica fedeltà premiata è quella al Paese); in cui l’impegno (in tutti i sensi) e la capacità travolgano ogni pre-giudizio. di GIUSEPPE ROTONDO Read more

***La proposta***
NUCLEARE, ORA UN’AUTORITA’ EUROPEA
di EMILIO D’ALESSIO

giugno 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

“Ci sono comunque le centrali ad un passo da casa nostra, in Francia”. Il senso dell’Unione è riconoscere la prossimità (geografica e storico-culturale) delle nazioni del Vecchio continente e realizzarne le potenzialità. La sterilità della politica nell’era del benessere (?) diffuso e l’egoismo (autoreferenziale) dei Paesi membri hanno tra- sformato l’unificazione europea in una questione tecnico-burocratica, (ri)trasformandola in politica, contro ciò che diffusamente (?) si ritiene, proprio con il suo atto (apparentemente) più (soltanto, e freddamente) economico, l’unificazione monetaria. E’ (ancora) lontano prevedere politiche energetiche comuni (anche se, pure qui, l’economia anticipa – e sostituisce – la politica, che non sempre, neanche in questo, la favorisce, attraverso l’incontro e la fusione – transnazionale, “europea” – tra i gestori energetici dei settori nazionali liberalizzati); tuttavia, anche oltre la (mera) questione tecnica, è invece possibile che, ad esempio sul nucleare, le regole comincino a favorire una convergenza, riconoscendo e, appunto, realizzando le potenzialità di quella prossimità (e negandone, così, i rischi). Emilio D’Alessio avanza una proposta specifica per ciò che riguarda il coordinamento sull’energia atomica. O potrebbe finire come da vignetta. di EMILIO D’ALESSIO
Read more

Trasparenze involontarie. “Socio” di Scili riabilita la mafia di V. Falco

giugno 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Elio Belcastro, ex Mpa, parla di “mafiosità positiva”. Ma può esistere una versione “positiva” della mafia? E chi lo dice, cosa lascia intendere (in tutti i sensi?) di VIRGILIO FALCO Read more

Sì, adesso s’è (proprio) rotto incantesimo Amenduni: “(Ora) Silvio non fa più paura” A destra è (tutto) un fuggi fuggi generale E il fronte del “no” si (è già) frantuma(to) Ma senza quorum torna l’invincibilità (?)

giugno 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il responsabile per i nuovi media di Vendola coglie la “caduta delle maschere”: l’Italia si è improvvisamente svegliata dallo stato di ipnosi in cui versa da un giorno della legislatura del ’96, e vede i ”venditori di fumo” con il loro vero volto: quello di affaristi al governo per fare gli interessi di lobby potenti che niente hanno a che vedere con la nazione e il suo bene. E, persa la sua aura di invincibilità, il Cavaliere viene inevitabilmente abbandonato dai “fedelissimi”: si comincia con il poco impegnativo smarcamento rispetto al fronte del “no” ai referendum, che consente di tornare in sintonia con l’Italia (che si riscopre) idealista, alla Lega il compito di lanciare il “sciogliete le righe” che preluderà all’esplosione della battaglia per la successione, e al conseguente rimescolamento nel centrodestra. Il giornale della politica italiana affida alle sue due maggiori grandi firme, Gad Lerner e Luigi Crespi, il compito di fotografare la divaricazione, l’abbandono tra il sentire diffuso (da non confondere con il sentire profondo, che solo in seguito potrà, forse, cambiare) e le tentazioni affaristiche della maggioranza (o meglio di Silvio), e di leggerne le possibili conseguenze per il referendum: il quorum, scrive Crespi, con il fuggi fuggi dal quartier generale berlusconiano e la ricaduta della frantumazione del fronte del “no”, è più vicino. Ma la forza d’inerzia che spinge gli italiani (ancora) al non voto è tale per cui il tentativo potrebbe fallire. E a quel punto l’invisibilità delle reali (è proprio il caso di dirlo?) intenzioni del presidente del Consiglio potrebbe tornare. Gad e Crespi, dunque. di GAD LERNER e LUIGI CRESPI Read more

L’Italia (in)vecchia. Il rinnovamento cominci dalla stampa Bartolazzi

giugno 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché il (nostro) giornalismo non è un circolo (chiuso) di intellettuali (o non dovrebbe esserlo), ma il (contro)potere mastino di guardia della politica, chiamato ad incalzare la politica italiana a mantenere sempre la (retta) via della costruzione del futuro. Ma se anche la stampa è animata da coetanei e da sodali dei nostri uomini politici politicanti autoreferenziali di oggi, come se ne esce? “L’onestà e la coerenza - scrive Marianna Bartolazzi – impongono che si cominci con la regolarizzazione dei giornalisti precari, dei giovani che nelle redazioni fanno fotocopie, nello sforzarsi a dare un po’ di spazio a qualche nuova firma”. O il circolo sarà (rimarrà) chiuso. Un circolo vizioso. di MARIANNA BARTOLAZZI Read more

***Referendum, -2***
L’AFFLUENZA CI DIRA’ QUANTO “PESA” INTERNET
di FRANCO MONTORRO

giugno 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La campagna referendaria si sta svolgendo on line (e sui giornali). Il raggiungimento o meno del quorum sarà allora una cartina di tornasole degli anticorpi che gli italiani hanno formato rispetto al Grande Fratello televisivo. Una prova di maturità della nostra democrazia, un motivo in più per recarsi alle urne. Specie per noi, il popolo della rete. Avanguardia della nostra (?)  politica. Opinione di questa settimana che si conclude con Centrodestra e Centrosinistra, l’astro-nomia della politica (italiana). di FRANCO MONTORRO Read more

Il premier ha stancato. Si parla di lui, gli accessi scemano G. Baffigo

giugno 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana, con i suoi lettori più (af)fini, ma soprattutto con le migliaia che si aggiungono, passano, cliccano ogni giorno su queste pagine è anche un (ideale, in tutti i sensi) osservatorio sull’umore degli italiani. C’è stato un tempo nel quale (solo) le immagini (spesso dalla pessima fotografia) dei leader del centrosinistra “funzionavano” male: quando venivano proposte portavano ad un numero di condivisioni e di letture delle pagine interne inferiore alla media. A meno che, come spesso accade su il Politico.it, quelle immagini non fossero che un contraltare (e viceversa) di un messaggio forte, di una proposta risolutrice, di una sollecitazione – nel senso opposto – alla nostra politica autoreferenziale di oggi che partiva da queste colonne. Al contrario, Berlusconi in home era una garanzia di – perdonate il gioco di parole – accessi in eccesso (è proprio il caso di dirlo). Oggi la prima tendenza viene confermata (premiando piuttosto i volti nuovi, noti, del centrosinistra), la seconda, invece, completamente invertita: quando la gerarchia prevede contenuti su e “di” Berlusconi l’attenzione scema. E ben prima che fosse chiaro che il “vento sta(va) cambiando” con i risultati delle amministrative. E il Diario politico di stasera, che parla (soprattutto) del/ il presidente del Consiglio, farà la stessa “fine”. Naturalmente, in tutto questo, incide la nostra linea editoriale, che ci ha consentito di raccogliere intorno a questo dominio la parte più responsabile e proiettata al futuro della già innovativa comunità italiana su internet. il Politico.it è il laboratorio nel quale si costruisce l’Italia del domani; proposte, uno sguardo libero e di rottura rispetto agli schemi politicanti consolidati, fanno del giornale della politica italiana un’avanguardia nel panorama dell’informazione e della nostra politica (anche) in rete. E questo rende la nostra “audience” molto più critica nei confronti di tutto quanto è conservazione e politica autoreferenziale di oggi. Da Repubblica, ad esempio, al contrario, riconoscono che quando il secondo quotidiano italiano non apre con il presidente del Consiglio le vendite crollano. Ma, comunque, una (inversione di) tendenza è in atto. Noi semplicemente la stiamo rilevando prima di altri. E ora l’informazione, doverosa, (anche) su Berlusconi. Che, siamo certi, a questo punto leggeremo comunque (più volentieri). La firma del Diario di questa sera, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Ma il governo continua a non governare Galan: ‘Ministeri a nord? Aumenta spesa’ Poi la riforma fiscale a (soli) fini elettorali E gli ‘schiavi’ si riuniscono. Ma per Silvio Così Confindustria: “Produzione è ferma” Succede quando hanno interessi privati

giugno 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E ci si “impegna” (?) in politica non per il bene della nazione ma per il proprio. Vale a destra come a sinistra. La nuova politica nasce invece (nel disinteresse dato) dall’onestà e dalla responsabilità. E solo a partire da queste basi si potrà salvare e rifare grande l’Italia. Oggi Massimo Donadi ci rac- conta la rappresentazione, al contrario, dell’interesse parziale, personale e/o privato dell’attuale esecutivo. Fatto a immagine e somiglianza del premier. Appunto. di MASSIMO DONADI* Read more

Democrazia non è mai tale senza Cultura Gli italiani non sono liberi se non ‘sanno’ Rifare della conoscenza nostro ossigeno E potremo ritornare la culla della civiltà

giugno 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Giulia ci racconta una dichiarazione di Vasco: “Un giorno capii che il mio voto era pari a quello di mia nonna. Che votava Dc per non andare all’inferno”. E risponde al Blasco, che spiega così di non avere più votato, ricordandogli che questa è la democrazia. Ovviamente, ci mancherebbe altro, il diritto al voto è, deve essere universale. Ma anche quello alla cultura. Perché una democrazia non è matura, o quasi non è tale, se chi vota non ha gli strumenti per scegliere la prospettiva che più si confà alla propria sensibilità, o meglio ancora quella che sia in grado di stabilire sia la migliore per il bene dell’intero Paese. Cultura che non significa indottrinamento partitico. Ma è (invece) la rieducazione alla Bellezza. La Nuova Civilizzazione mondiale può (ri)partire dall’Italia – con più consapevolezza e senso dell’orientamento rispetto a dove si stabilirà che (si) voglia andare - se la nostra nazione asseconda la propria esigenza di compiere se stessa rifacendosi crogiuolo di (nuova) cultura. E ciò è possibile in un clima di stimolo diffuso alla conoscenza, all’eser- citazione nello studio, nella pratica della scrittura, nella produzione concettuale e artistica. E creativa. Per offrire ai nostri connazionali la possibilità di “altri pensieri e più vaste intenzioni” . Compiere la nostra democrazia. E cominciare a (ri)costruire il futuro del mondo. Giulia, ora, brevemente, con Vasco. (M. Patr.) Read more

Insomma ultimi dubbi riguardano l’acqua Guardate cosa succede dov’è già privata Bolivia, nel 99 mezzo stipendio per averla A Latina (già) aumenti in bolletta del 300% Ecco alcuni buoni motivi per votare 2 ‘sì’

giugno 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Primo: il decreto del governo prevedeva inizialmente la privatizzazione tout court, e soltanto un emendamento del Partito Democratico ha evitato che la svendita (totale) del bene vitale si compiesse. Così come se il referendum sul nucleare fallisse potete stare certi che il governo, nonostante il dietrofront, l’anno prossimo lo ritirerà fuori, è chiaro che mettere la gestione dell’acqua sul mercato rappresenterebbe solo un primo passo verso la privatizzazione completa. Ammesso - e negato - che la concessione ai privati della gestione – e di quote nelle società di controllo – non rappresenti già una sufficiente “privatizzazione”, ovvero la messa in mano dei privati dell’acqua alla quale evidentemente accediamo attraverso la gestione. Secondo: l’argomentazione per cui la gestione pubblica è inefficiente non regge: ci sono zone del nostro Paese nelle quali funziona perfettamente, in Germania è completamente pubblica e vale lo stesso discorso. E la privatizzazione di tutto non ci salverà dal declino se la nostra politica non avrà saputo assumersi le proprie responsabilità e non avrà ripreso ad assolvere alla propria funzione. Tanto vale farlo a partire dall’acqua per mantenere l’assoluta pubblicità (anche) dell’accesso. Terzo: laddove la privatizzazione è già avvenuta, nel nostro Paese come in altri paesi del mondo, le tariffe sono schizzate verso l’alto, generando conflitti sociali. Perché dell’acqua non si può, evidentemente, fare a meno e invece dei beni messi sul mercato che non si riescono a pagare tocca fare a meno. Ma vediamo ancora meglio cosa accade quando viene privatizzata. di LUCA LENA Read more

Nostro patrimonio deturpato(?). Gli sbronzi di Riace di Franco Laratta

giugno 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La Regione Calabria spende 2,5 milioni di euro per uno spot in cui i Bronzi, animati (?), parlano con accento calabrese e si contendono la meta delle vacanze: “Pari montagna, dispari mare”. E’ il modo in cui la regione a più alto tasso di costruzioni abusive che annientano la Bellezza delle sue coste, decide - coerentemente – di promuovere (?) il turismo: banalizzando e deturpando, appunto, il resto del proprio patrimonio. E’ un’Italia, quella calabrese, in mano a persone che non la hanno a cuore; e che non ne comprendono l’identità. La nostra nazione, il giornale della politica italiana lo scrive ogni giorno, può avere l’ambizione di tornare ad essere la culla della civiltà, ma, per farlo, deve ridarsi valore. Il contrario della provincializzazione spinta (in tutti i sensi) da Scopelliti in Calabria. Ce ne parla il deputato del Pd. di FRANCO LARATTA* Read more

***Talenti***
IL GIUSTO MOTIVO PER PARTECIPARE
di MARIANNA BARTOLAZZI

giugno 7, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E anche per andare a votare – comunque – ai referendum. Perché l’impegno politico (f-attivo, “culturale”, persino personale, in sé - stessi – “privato”) è la pre-condizione della libertà (di ciascuno). E la politica, scrive (profeticamente, prima delle amministrative del risveglio democratico) Marianna Bartolazzi, non è solo quella politicante alla quale siamo, nostro malgrado, abituati oggi. E’ anche dedizione, generosità, fatica – dei giovani, che credono nella costruzione del futuro dell’Italia. E se ci credono loro, che rappresentano il (nostro) futuro (stesso), perché non dovremmo (poterlo) fare tutti? Si conclude così la nostra narrazione di oggi sulla partecipazione e sulla “società politica” che la rivolu- zione culturale e il nazionalismo necessario a salva- re e rifare grande l’Italia ci possono regalare, prepa- rando le condizioni per rifare, tutti insieme, della nostra nazione la culla della civiltà.
di MARIANNA BARTOLAZZI
Read more

E ora anche a destra vogliono le primarie Tassello di una società che sia la politica Ma è necessaria la rivoluzione culturale

giugno 7, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi concepiamo (?) la politica come un settore, come un ordine professionale. Animato (? Si fa veramente per dire) da una una (non a caso) “classe” i cui membri “imparano” a svolgere il “mestiere”. Ma per far funzionare tecnicamente un sistema ci sono i tecnici e i funzionari (già oggi). La politica richiede in realtà altre qualità come l’onestà e la responsabilità, la lungimiranza, la capacità progettuale, la leadership. Tutte caratteristiche che si possono ritrovare a prescindere dall’esperienza (politica) e dalla preparazione (“professionale”). La politica poi è il governo della NOSTRA comunità. Che è doveroso (responsabile) e opportuno che sia la stessa comunità nella propria espressione più sincera e libera a produrre, piuttosto che un nucleo di “professionisti” che, ad un certo punto, smettono di rispondere alla comunità e cominciano a farlo a loro stessi. La democrazia rappresentativa ha già, in sé, anticorpi contro questa “deformazione”. Il voto – quando è libero e, ancora una volta, responsabile, ovvero quando riguarda e incide davvero nel governo della nostra nazione: non, per intenderci – ad esempio - quando i parlamentari sono scelti da altri politicanti – di per sé favorisce la rappresentatività. E dunque un (semplice) ”ritorno” ad una democrazia rappresentativa che ”assomigli” maggiormente al proprio modello originale sarebbe sufficiente a garantire una maggiore rappresentatività e dunque un governo espressione della società. Ma c’è, nella Storia e soprattutto nel nostro (possibile) futuro, anche un altro modello, più avanzato e “maturo”. E’ la “società politica”, in cui non esistono “sacche” di professionisti (più o meno ricambiati, in tutti i sensi) della politica, che ha raggiunto un livello di maturità (e di diffusione) culturale (e politica) tale per cui la preparazione (culturale, appunto) alla politica sia diffusa; e in cui dunque “tutti” coloro che hanno quelle qualità fondamentali hanno i numeri per potere assurgere al ruolo di guida politica. E in cui questa alternanza continua della (non più) “classe” dirigente può avvenire e avviene davvero. Una società che sia (esprima) la (propria) politica. Le primarie, di cui ci parla tra poco il conduttore de L’Infedele, sono il possibile avvio di tale puzzle. Ma è necessaria anche quella rivoluzione culturale che metta la società stessa nella condizione di sfruttare questa propria (maggiore) libertà. Gad ci parla intanto della “rottura del ghiaccio” rappresentata, appunto, dalle primarie stesse. di GAD LERNER Read more

Pagina successiva »

Bottom