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L’indifferenza verso gli italiani alla radice della debacle Luigi Crespi

maggio 31, 2011 di Redazione 

Berlusconi ha perso perché non ha saputo dare risposte al Paese, il che, pure in una democrazia (an- cora) immatura come la nostra, e sia pure con il controllo esercitato sui media, rappresenta un conto che alla fine tutti, quale che sia la natura del proprio potere, sono costretti a pagare. Ci torneremo su, ma l’unica politica che alla fine paga è quella onesta, responsabile, disinteressata, vissuta come un servizio, il cui protagonista sia la costruzione del futuro e non parzialità, personalismi, addirittura interessi privati. La lezione vale per tutti; ed è su questa base che i nostri connazionali hanno dato fiducia a De Magistris, Pisapia, Zedda. Sarà la pulizia del loro comportamento a decretare l’esito della loro esperienza. Ce ne parla l’ex spin doctor del presi- dente del Consiglio. di LUIGI CRESPI

Nella grafica, il grande sondaggista

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di LUIGI CRESPI

Non ci aveva creduto nessuno quando Verdini, quindici giorni fa, parlava di pareggio, e visto che il messaggio del Pdl non era arrivato forte e chiaro, gli elettori al secondo turno hanno fatto un ripasso.

Nessuna rimonta a Milano, crollo a Napoli, persa Cagliari, la Lega perde anche a Novara. Complessivamente il risultato non lascia attenuanti ne’ scappatoie: i ballottaggi rappresentano una debacle per il centrodestra di dimensioni impressionanti. E’ la perdita di feudi elettorali, la caduta della fiducia.

La domanda di queste ore è: si tratta di un cambio di clima permanente? Di un segnale definitivo? Di un requiem per il Governo? Per Berlusconi? Per il Pdl? E’ molto complicato riprendere i fili di un rapporto con l’opinione pubblica che è stato mutuato e mediato da una strategia che trova l’epicentro di questo tramonto nell’incapacita’ di dare risposte agli italiani.

Il pallino ora è in mano a Berlusconi, ma a giocarlo dovranno essere Formigoni, Scajola, Alemanno, Micciche’, e non certo per ultimo Tremonti. Oggi abbiamo detto addio a Bondi, domani diremo addio a La Russa, a Verdini e a tutto quello che hanno rappresentato.

Ora la sfida di Pisapia, Zedda e De Magistris è di non deludere i propri elettori, di non deludere quell’idea di discontinuita’ e cambiamento che tanto cara è costata a Berlusconi.

LUIGI CRESPI

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