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Il futuro dell’Italia. Donne e uomini liberali, indignatevi con me Chirico

maggio 24, 2011 di Redazione 

Perché la politica (italiana – ?) di oggi è un affare (in tutti i sensi) di Pd e Pdl, coacervi autoreferenziali che non rappresentano la nazione. E vogliono continuare a non rappresentarla, rimanendo chiusi in se stessi, rifiutando di aprirsi alla società (le primarie Pd sono una foglia di fico, continuamente stracciata). Perché uno dei (loro) affari è la (pubblica – ?) (dis)informazione. Perché il libero (?) mercato è una spartizione tra statalismo predone e capitalismo di relazione. Perché i diritti fondamentali delle persone, anche imputate, non sono rispettati. Perché le politiche di ordine pubblico fanno la spola tra retorica solidarista e razzismo. Perché la ricerca è svilita e mortificata. Perché droghe, mercato del sesso, fine vita non vengono regolamentati. Annalisa Chirico guida la reazione a tutto questo di chi sogna, ancora, una vera democrazia liberale. Il giornale della politica italiana è il giornale della proposta; e nel “No” dei liberali italiani ai pasticci della nostra politica politicante autoreferenziale di oggi c’è il manifesto di un’Italia nuova. di ANNALISA CHIRICO

Noi, INDIGNADOS Lib. Firma anche tu!

di ANNALISA CHIRICO

Io ho firmato. Basta mandare un´email a indignadoslib@gmail.com

L´indignazione è una cosa seria. In Italia poi è quasi un dovere civile. Non possiamo lasciarla agli strali scomposti dei soliti noti né al vetero-anti-riformismo di chi vorrebbe abolire il finanziamento privato dei partiti, stabilire per legge l´incandidabilità degli indagati o introdurre un sistema elettorale proporzionale.

Io mi indigno, ma a modo mio. E condivido questo manifesto. Firma anche tu.

ANNALISA CHIRICO

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ITALIAN REVOLUTION – Noi, INDIGNADOS LIB

Noi siamo indignati, e vogliamo esprimerla la nostra indignazione.

Contro una politica sempre più ridotta a merce di scambio tra comitati d´affari concorrenti. Perché io non mi rassegno all´idea di scegliere tra il PDL e il PD senza la L. E se la scelta obbligata è questa, IO MI INDIGNO.

Dove i partiti sono contenitori chiusi, volti all´autoconservazione delle oligarchie esistenti, refrattari a qualunque domanda di cambiamento e di democrazia interna. Perché io non mi rassegno all´idea di scegliere tra la cooptazione e l´esclusione. E se la scelta obbligata è questa, IO MI INDIGNO.

Dove le opposte fazioni si spartiscono quotidianamente brandelli di (dis)informazione mascherati da “servizio pubblico”. Perché io non mi rassegno all´idea di scegliere tra Vespa e Sant´oro. E se la scelta obbligata è questa, IO MI INDIGNO.

Dove è stato spacciato per libero mercato un sistema di connivenze sistematiche tra politica ed economia, fatto di sussidi pubblici, leggine ad hoc e intrecci oscuri. Perché io non mi rassegno all´idea di scegliere tra uno statalismo predone e un capitalismo di relazione. E se la scelta obbligata è questa, IO MI INDIGNO.

Dove nella gara perversa a chi è più puro i diritti fondamentali delle persone, anche imputate, evaporano nell´indifferenza collettiva, e la politica si trasferisce nei tribunali. Perché non mi rassegno all´idea di scegliere fra il giustizialismo forcaiolo e il finto garantismo degli impuniti. E se la scelta obbligata è questa, IO MI INDIGNO

Dove l´ordine pubblico e la sicurezza sono le etichette per giustificare politiche neotribali, antieuropeiste e talvolta apertamente razziste. Perché non mi rassegno all´idea di scegliere tra la retorica solidarista e quella nazionalista. E se la scelta obbligata è questa, IO MI INDIGNO.

Dove la ricerca scientifica è mortificata e svilita dalla carenza di fondi e da leggi di stampo confessionale, per cui a ogni legislatura, qualunque sia il colore politico, la storia è sempre la stessa. Perché io non mi rassegno all´idea di scegliere tra la retorica filo-clericale e il moderatismo inconcludente dei buoni a nulla. E se la scelta obbligata è questa, IO MI INDIGNO.

Dove le droghe, il mercato del sesso, il fine vita sono il tabù di una classe politica, che preferisce la clava della repressione allo strumento della regolamentazione. Perché io non mi rassegno all´idea di scegliere tra il paternalismo s-fascista e l´equilibrismo antiriformatore. E se la scelta obbligata è questa, IO MI INDIGNO.

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