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***L’ultima trovata di Calderoli***
MA MILANO CHE SE NE FA DEI MINISTERI?
di FRANCO MONTORRO

maggio 23, 2011 di Redazione 

Del nuovo scoop del giornale della politica italiana, che sabato ha anticipato quello che (solo) oggi avrebbero scritto anche i giornali cartacei, ovvero che la Moratti è pronta ad una sanatoria sulle multe inflitte ai milanesi per provare a rimontare i sei punti che la separano da Pisapia, parlano tutti. E ancora più e meglio parlano i dati dei nostri utenti unici, schizzati ulterormente nelle ore dell’ennesimo colpo de il Politico.it. Come accadde (tra il resto) con il primo scoop di Pietro Salvatori, che provocò la smentita ufficiale del presidente della Camera. Colpi come questi non sarebbero possibili se il giornale della politica italiana non fosse anche onesto e responsabile. Al punto da riconoscere, a margine dell’anticipazione – che c’era tutta – che non nella sanatoria sulle multe (svelata da il Politico.it e poi ripresa da tutti i giornali, per il suo valore specifico al di là di questa – mancata – etichettatura) consisteva la “sorpresa” annunciata da Calderoli. Il quale si era (piuttosto) innamorato, scopriamo ex post, del trasferimento dei ministeri a Milano. Questo avrebbe dovuto farci “sobbalzare sulla sedia”. A sobbalzare, in realtà, finora, sono solo le sedie sulle quali sono seduti i colonnelli della maggioranza, impegnati in uno scontro intestino tra chi vede la proposta come fumo negli occhi (dell’Italia) e chi invece l’accarezza come l’autore della legge elettorale da lui stesso definita porcata. E non è detto che su questo il governo non possa (addirittura) scivolare, nonostante i grandi interessi in campo che tengono tutti comunque ben incollati alle (stesse) poltrone. Ma a ben guardare, nella sostanza, che beneficio darebbe (a chi – ?) l’ultima trovata di Calderoli? di FRANCO MONTORRO

Nella foto, il ministro per la Semplificazione: “Che abbiano ragione loro?”

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di FRANCO MONTORRO

Al di là della facile demagogia elettorale, la sparata leghista di portare al Nord alcuni ministeri ha una base più concreta e clientelare, simile a quella che porta alcuni a ipotizzare nuove province anziché ridurne il numero. Nuova provincia significa un sacco di posti di lavoro in più da attribuire: dalla Prefettura alla Motorizzazione passando ovviamente per l´istituzione Provincia in sé e per sé.

Così, quando la Lega chiede una rete Rai a Milano e poi un paio almeno di dicasteri, fregandosene di quali possano essere, purché abbiano un portafoglio, non fa altro che fare un´operazione di speranzosa volontà perché un bel palazzone meneghino sia affittato dallo Stato e affollato da un bel po´ di colletti bianchi lumbard, creando un indotto a suo favore e contemporaneamente esautorando la Roma Ladrona che è slogan DNA nella sua tradizione.

Che differenza fa, se un ministero è qua o là, salvo il fatto che si ritiene che il ministro in questione debba essere più o meno presente in parlamento, che è e rimarrà a Roma? Anzi, bell´esempio risparmioso – vero? – quello preventivabile di un titolare di dicastero (e non solo lui) che che deve fare su e giù fra Lombardia e Lazio per la normale attività parlamentare.

FRANCO MONTORRO

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