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Il nostro colpo sulle multe. Oggi la legalità è di sinistra di A. Sarubbi

maggio 23, 2011 di Redazione 

Concludiamo con la riflessione del deputato del Pd. Che segnala come a farsi carico dell’esigenza di un ”ordine” un tempo rappresentato dalla destra sia oggi quella parte (opposta – ?) che veniva (addirittura, talvolta) accusata di collateralismo. di ANDREA SARUBBI*

Nella foto, la candidata sindaco del centrodestra

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di ANDREA SARUBBI*

Leggendo su il Politico.it la notizia della maxisanatoria sulle multe, che il Centrodestra avrebbe promesso ai milanesi in cambio del voto alla Moratti, non mi sono neppure chiesto se sia vera o no: è verosimile, assolutamente verosimile, e questo basta a far riflettere. D’altra parte, non è la medesima strategia adottata a Napoli, con la promessa di fermare le demolizioni delle case abusive? E il governo non ha fatto lo stesso, con lo scudo fiscale per gli esportatori di capitali? La casa, la macchina, i soldi: Berlusconi sa bene quali tasti toccare per smuovere la pancia degli italiani; se corresse per il papato, c’è da giurarlo, in campagna elettorale si giocherebbe una moratoria sui comandamenti.

La destra che avevamo sempre conosciuto, storicamente, era l’alfiere della legalità: a volte, per i più progressisti, anche in maniera esagerata, poco umana. Ordine e legalità, rispetto delle regole, se fai il bravo vieni premiato se no vieni punito: abbiamo passato anni a discutere se fosse giusto o meno il concetto di tolleranza zero, con il Centrosinistra un po’ più flessibile (penso agli immigrati, ad esempio) e loro tutti d’un pezzo, a spiegarci che se avessimo aperto uno spiraglio sarebbe crollata una diga, a darci dei mollaccioni, a ribadire che la civiltà si basa sul rispetto delle regole senza se e senza ma.

Anche oggi, a parole, i nostri avversari insistono su quel concetto (il coniglio dal cilindro del Pdl, in questi giorni, è che con Pisapia sindaco Milano diventerebbe una città disordinata, mentre con la Moratti è una città sicura); nei fatti, però, cercano i voti proponendo esattamente il contrario, ossia l’impunità del mancato rispetto delle regole. E si sono trasformati in una casa di tolleranza. Hai accumulato decine di multe entrando in centro quando era vietato, mentre i tuoi concittadini prendevano l’autobus? Ti sei speso in crociera nei mari del Sud i soldi che il tuo vicino di casa ha investito in una macchina più ecologica? Hai costruito una casa dove non si poteva, su un terreno a rischio dissesto idrogeologico, senza fogne né elettricità, in barba al piano regolatore, mentre tuo cugino con gli stessi soldi comprava un appartamento più piccolo e più lontano? Hai esportato capitali in nero all’estero, anziché pagarci le tasse in Italia? Non c’è problema, ragazzo mio: basta che mi voti, e si risolve tutto. La tolleranza zero, in sostanza, si è trasformata in un concetto astratto, italianizzandosi: le regole valgono per tutti, insomma, ma – stai tranquillo! – non per te.

Di riflesso, il Centrosinistra (più Fli, bisogna ammetterlo) si è trasformato nello schieramento della legalità, proprio in contrapposizione all’esercito dei furbi: se un politologo avesse detto una cosa del genere negli anni Settanta, ma forse anche un po’ dopo, non gli avrebbe creduto nessuno.

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

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