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***La denuncia***
TRUFFA (O FURTO) DI STATO: CONTRIBUTI SILENTI/ PENSIONI INESISTENTI
di ANNALISA CHIRICO

maggio 20, 2011 di Redazione 

Precari, parasubordinati e liberi professionisti non iscritti agli ordini, inevitabilmente i giovani del nostro Paese, versano (loro malgrado) contributi pensionistici che non verranno mai restituiti loro sottoforma di pensione, com’è invece nella natura di tale istituto: a questo infatti servirebbero quei contributi: a pagarsi la pensione. Nessuno lo sa, nessuno si ribella. Proviamo a farlo sapere noi. Dopo che i radicali hanno presentato una proposta di legge che prevede che quei soldi, “rubati” dallo Stato, vengano restituiti ai loro “legittimi” proprietari. E poi serve tutto ciò che il giornale della politica italiana indica da mesi: un taglio drastico alla spesa pubblica, a cominciare dai costi della politica, e un completo ribaltamento di piano che rifondi un sistema che non sia non più basato sullo sperpero e la conservazione dello status quo, bensì sulla costruzione di un futuro di sviluppo, in tutti i sensi. Il modo, il Politico.it ha avuto modo di (cominciare ad) indicarlo più volte e ancora, con successo, giovedì insieme a Giulia. Oggi tocca all’altra giovane esponente di Radicali Italiani, segretaria degli Studenti Luca Coscioni, dare il proprio contributo concreto alla (ri)costruzione del domani. Ovviamente nel suo (in tutti i sensi) laboratorio: il giornale della politica italiana. di ANNALISA CHIRICO

Nella foto, Annalisa Chirico

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di ANNALISA CHIRICO

LO STATO PREDONE. Non è soltanto un’immagine efficace, ma la tecnica ormai perfezionata di uno stato, che affonda le mani nelle tasche dei cittadini.

Si chiamano “contributi silenti” e vogliono dire “pensioni inesistenti”. Non ne sentirete parlare nel salotto di Sant’Oro e neanche dal buon Floris. I soli ad aver sollevato la questione sono i radicali, che sul tema hanno organizzato una giornata di mobilitazione nazionale e già presentato, oltre ad alcune interrogazioni parlamentari, una proposta di legge ad hoc.

Si tratta di contributi versati, ma a cui non farà mai séguito alcun trattamento pensionistico. In altre parole, tu versi i contributi previdenziali a fondo perduto: i tuoi soldi vengono incamerati dalla Gestione Separata dell’Inps per pagare le pensioni degli altri. Quando sarai tu ad andare in pensione però, quei contributi regolarmente versati non avranno dato luogo ad alcun trattamento pensionistico. Una beffa ordita dallo stato predone.

Riguarda tutti questa ruberia di stato? No. Ad essere interessati sono precari, parasubordinati e liberi professionisti non iscritti ad alcun ordine professionale. Insomma, gli outsider. Per loro, del resto, tra lavoro a intermittenza e, spesso, in nero è assai difficile maturare i requisiti minimi per la pensione: il risultato è che i loro soldi vengono usati per pagare le pensioni degli altri senza che possano maturarne una propria. E, anche qualora riescano a maturarla, si tratterà di una somma irrisoria, che non va oltre i 400-500 euro dell’assegno sociale. A margine, parlamentari (e non solo loro) si sono ben protetti da questo furto. Per loro nessun rischio.

Merita un accenno anche la formidabile performance della Gestione separata dell’Inps, che incassa ogni anno versamenti pari a 8 miliardi di euro. Peccato però che a fronte di questa ingente somma ammontino a soli 300 milioni di euro le prestazioni effettivamente erogate. Qualcosa non quadra.

La proposta di legge radicale chiede una cosa semplice: i contributi silenti/pensioni inesistenti vanno restituiti ai legittimi proprietari di quei soldi. NO al latrocinio di stato.

I cittadini non lo sanno. A loro non è dato sapere. Non a caso, lo scorso ottobre il commissario straordinario dell’Inps Antonio Mastrapasqua dichiarava che, se venissero resi noti i dati sui contributi silenti, scoppierebbe nel Paese un “sommovimento sociale”. E allora meglio non sapere.

Berlusconi contro i giudici. I giudici contro Berlusconi.

Fin che la barca va, lasciala andare.

ANNALISA CHIRICO

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