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***Il futuro dell’Italia***
LA CRISI DI BERLUSCONI ACCELERATA DAI NEW MEDIA
di FRANCO MONTORRO

maggio 20, 2011 di Redazione 

Così come nel mondo arabo hanno preparato la rivoluzione democratica, allo stesso modo nel nostro Paese internet, la tv digitale, ma non solo, accelera- no la fine del Cavaliere. Chi usa questi mezzi, ed è una fetta di popolazione sempre maggiore e trasver- sale a classi sociali ed età, è sempre meno sensi- bile all’influenza di Berlusconi. Che il presidente del Consiglio ha storicamente esercitato e continua ad esercitare soprattutto attraverso la televisione. Ma proprio la lentezza, per una volta, con cui si è reso conto del cambiamento epocale che stava avvenen- do nel campo in cui primeggia ne sta segnando un ineluttabile (?) declino. di FRANCO MONTORRO 

Nella foto,come un avvoltoio sulla spalla del premier

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di FRANCO MONTORRO

Non c´è dubbio che Silvio Berlusconi sia stato in prima battuta un grandissimo venditore. A volte, sostengono certi processi, un altrettanto maestoso compratore, ma la sua abilità nel proporre alla gente quello che la gente chiedeva o, massicciamente, a invogliarla in una direzione è indiscutibile e 25 anni ormai di incursioni televisive hanno plasmato una certa Italia in un certo modo.

Però sta accadendo qualcosa di nuovo e non lo lego solo al risultato del primo turno delle amministrative, perché la politica segue sempre con un po´ di ritardo quanto le accade intorno e la maggiore colpa imputabile ad un´intera generazione di professionisti in materia è quella di essere rimasti fermi a vecchi schemi, sia a destra che a sinistra e ormai irrimediabilmente al centro.

Il nuovo che avanza è l´informazione, ma non solo, con nuovi media che si chiamano parabola, tv digitale, internet e, non trascuriamola, radio e con nuovi strumenti che si chiamano cellulari e computer. Non è una rivoluzione giovanilistica, perché tocca fasce di età sempre più avanzate e – attenzione – sempre più istruite. Il sessantenne di oggi ha goduto della migliore istruzione possibile, grazie a scuole ancora funzionanti e ad una televisione ancora compresa nel suo ruolo di servizio pubblico. E di fronte invece ai problemi reiterati e più recenti della pubblica istruzione e della pubblica disinformazione televisiva in chiaro, ecco un salto generazionale che porta comunque la gente di qualsiasi classe sociale ed età a scegliere e praticare nuove strade dell´informazione. Purtroppo penalizzate, come diffusione, dall´evidente, ripetuta, mai smentita realtà di investimenti pubblicitari che in nessun´altra nazione puntano solo sulle televisioni. Perché questo è stato ed è il core business dell´azienda di famiglia del presidente del Consiglio.

Silvio Berlusconi – ripeto: abile venditore e ottimo percettore dei gusti dell´Italia, soprattutto delle classi medio basse che restano le più numerose – non è stato però in grado di innovarsi né di prevedere il rischio di un´implosione del suo sistema mediatico. Che regge ancora, ma a fatica, al confronto di tutti quelli che dalla televisione si staccano sempre più di frequente. Almeno da quella tradizionale. Basta leggere le cifre dell´Auditel per rendersene conto.

La nostra realtà non è molto diversa da quella dei Paesi sulla sponda meridionale del Mediterraneo che grazie a Internet hanno scopetto aperture e possibilità prima insperate, soprattutto perché negate e l´intero Centrodestra in Italia fa disperato affidamento all´unica risorsa rimasta che è quella della televisione “ad personam”, senza rendersi conto che gli ascolti sono diminuiti, che la massa di ascolto è in movimento ed ha iniziato a fluttuare in altra maniera e che internet ha ripristinato due facoltà che la televisione italiana sembrava aver ammazzato: leggere e scrivere. Una posizione da protagonisti e non da attori passivi, come invece pretendeva di riuscire a fare per sempre Sua Emittenza.

La pena del contrappasso per Berlusconi mi sembra evidente: chi di comunicazione ferisce, di comunicazione perisce. I tempi sono lenti ma inesorabili, l´attuale presidente sembra un tubo catodico nell´era degli LCD e del plasma, con nessuna possibilità di cambiare. Perché poi non gliel´ha consigliata nessuno, la trasformazione e nemmeno sarebbe stata in grado di gestirla, ma prima di tutto di concepirla.

FRANCO MONTORRO

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