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Il dibattito. I miei dubbi (Radicali) sul ddl anti-omofobia di A. Chirico

maggio 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Messo a punto da Paola Concia e bocciato dalla Commissione Giu- stizia della Camera. La giovane esponente di Radicali Italiani e segretaria degli Studenti Luca Coscioni la critica ponendo alcune questioni. Come si stabilisce, intanto, il movente discriminatorio? In molti casi non è chiaro nemmeno alla persona che compie il gesto. E talora un atto rivolto nei confronti di una persona omosessuale prescinde dal suo orientamento. Chi stabilisce (ancora) quali moventi giustifichino l’aggravante? Si rischia la fila. Qual è (poi) il confine tra il contrasto alla discriminazione e il rispetto della libertà individuale? E ancora: è corretto ridurre la discrezionalità del giudice “imponendo” un trattamento severo nell’impedire il bilanciamento con le attenuanti? di ANNALISA CHIRICO Read more

Giovani, governo vuol differenza classe Tremonti: “Si riabituino a far lavori umili” E per Sacconi meglio (così) non laurearsi Sì, tutti mestieri hanno funzione e dignità E ora “onore” va spostato sulla persona Ma l’Italia vuole essere culla della civiltà E (ri)concorrere alla Nuova Civilizzazione Il diritto alla cultura rivà reso universale E serve sempre più “vostra intelligenza”

maggio 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

“Studiate. Perché abbiamo bisogno della vostra intelligenza”. Antonio Gramsci avrebbe potuto pronunciare questa frase nell’Italia di oggi, e avrebbe colto l’esigenza di una diffusione della cultura (popolare), per preparare, liberandone appunto le risorse intrinseche, il nostro Paese al proprio possibile Nuovo Rinascimento. Che, “tecnicamente”, passa anche attraverso un sistema economico che, come abbiamo detto prima, dovrà avere al proprio vertice l’innovazione. E a questo scopo non solo non possiamo permettere/ permetterci che lo studio torni ad essere una prerogativa di pochi, ma dobbiamo creare le condizioni – facendo della nostra istruzione la più avanzata al mondo, integrando e mettendo nella condizione il sistema delle imprese e del lavoro di favorire e raccogliere la spinta che verrà dall’istruzione rifondata – perché il lavoro intellettuale divenga una necessità sempre maggiore per tenere il passo di una nostra economia finalmente avviata ad uno sviluppo duraturo. Ciò non significa del resto abbandonare il filone degli altri mestieri, bensì l’esatto contrario: un’Italia che si riabbia della propria capacità di pensare è un’Italia (più) libera e capace di riassegnare alla Persona il proprio primato sociale, così che la “differenza” non sia più fatta dell’impiego che ciascuno svolge bensì dal proprio valore umano e dalla propria saggezza. Naturalmente tutto questo non piace al ministro del Welfare (?), che predilige un Paese bloccato e incatenato nella propria mancanza di consapevolezza. Come, con questa come sempre fulminea (appunto) istantanea, ci racconta Giulia. Read more

No, qui non è più tempo di gozzovigliare Seduti alla poltrona a ‘aspettare’ (cosa?) Adesso l’Italia ha urgenza di politica vera E chi la fa ora deve avvertirne l’esigenza E cominciare da subito ad agire

maggio 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Siamo (sono) tutti in attesa. Di cosa? Che la soluzione cali dal cielo. Ma questo non avverrà. La Politica è assunzione di responsabilità dei propri leader. E assunzione di responsabilità significa farsi carico di trovare, e di dare tutto per poi attuare, quella soluzione. Quello che fa da mesi il giornale della politica italiana. Ascoltato, ma da una classe politica (?) che non sente quell’urgenza, e i cui (rari) moti di reazione si esauriscono presto come un fuoco di paglia. Abbiamo italiani che, dopo la crisi (e altri prima) non hanno più una casa nella quale vivere. Basta con la retorica del lavoro dei giovani. Dare lavoro ai giovani – che non è tutto il punto – significa concepire un completo ribaltamento di piano attraverso il quale costruire un nuovo sistema-Paese, del quale l’innovazione (a tuttocampo) sia il vertice di un triangolo i cui lati sono rappresentati da una istruzione che sia resa la più avanzata nel mondo, come si richiede alla (possibile, “nuova”) culla della civiltà, e da un sistema delle imprese e del lavoro integrato e che sia capace di raccogliere e di “esprimere” la spinta che viene dalla istruzione rifondata. Concepire un piano (come il Politico.it ha già fatto), assumere i provvedimenti necessari ad attuarlo: il resto è fuffa, chiacchiere, come quelle dei talk show autoreferenziali in cui la nostra politica si crogiola alleggerendo (in tutti i sensi) se stessa delle responsabilità. Possiamo rifare grande l’Italia, salvandola, ma non con questo andazzo. Un andazzo nel quale persino il momento principe della democrazia: il voto, finisce per apparire, agli occhi di chi avverta quell’urgenza, un momento che, appunto inserito in quell’andazzo, rischia di finire per rappresentare quasi una (ulteriore) perdita di tempo. Il voto in quell’andazzo, naturalmente, non il voto in sé. E a dover essere cambiato è quell’andazzo, e si teme non abbiamo il tempo di aspettare (ancora? In tutti i sensi) che questa nostra politica autoreferenziale di oggi si scuota dal suo torpore e recuperi tutte le sue forze. Rinnovamento, ma, anche qui, non fine a se stesso. I giovani, lo abbiamo scritto più volte, arrivino all’appuntamento con la democrazia pronti, carichi di quel senso d’urgenza – nell’equilibrio e nella saggezza, naturalmente - senza la quale l’Italia non si salverà. Read more

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