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L’editoriale. Ora Berlusconi e Fini ritornino assieme di Luigi Crespi

maggio 17, 2011 di Redazione 

Un centrodestra diviso non ha alcu- na chance elettorale in questo Pae- se. Così come un centrosinistra che non si faccia “partito dell’Italia” può vincere solo grazie alle divisioni degli avversari. Il grande sondaggista ed ex spin doctor del presidente del Consiglio dalle colonne del “suo” giornale della politica italiana invita i leader della nostra destra a pensare al domani e a fare un passo indietro per favorire una ricomposizione della maggioranza. Ipotesi difficile, ma che Crespi prova ad accreditare. Così. di LUIGI CRESPI

Nella grafica, il grande Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

A Milano si chiamano pappine e sono di quelle che non lasciano dubbi, che non lasciano alibi. Non prendere queste pappine per quello che sono sarebbe un atto di irresponsabilita’ assoluta e quello che è accaduto e sta accadendo a Milano è destinato ad accadere in tutto il Paese e significa assumersi la responsabilita’ di consegnare l’Italia al centrosinistra per molte tornate elettorali.

Un centrosinistra che vince nettamente a Torino, che vince a Bologna, che cade penosamente a Napoli, che non ha leadership, strategia, identita’, e che con Pisapia, un candidato che non è espressione del partito piu’ importante della coalizione di centrosinistra, riesce a mettere ko la ricca, arrogante e inadeguata Moratti.

Questa volta l’effetto Chiodi non ha funzionato: la capacita’ di Berlusconi di anteporsi ai candidati deboli non è servita. Anzi non serve piu’. Gli scandali giudiziari, gli scandali sessuali, il profilo di una vita privata disordinata, una scissione dolorosa come quella che ha subito con Futuro e Liberta’, un governo che ha perso la capacita’ di rappresentare le speranze del futuro dei cittadini italiani, hanno determinato la caduta verticale del centrodestra.

E il fatto che Milano e Torino siano le uniche due citta’ che hanno avuto un incremento di affluenza al voto rispetto a un decremento generale deve ulteriormente far riflettere i dirigenti del centrodestra italiano.

L’opzione politica proposta da Berlusconi non ha futuro, l’opzione politica unilaterale, liberista e populista è stata respinta a partire dalla citta’ simbolo del berlusconismo.

La visione della Santanche’, vero regista di questa campagna elettorale, spinge tuttto il centrodestra ad una marginalita’ elettorale, e porta il centrodestra all’opposizione per le prossime legislature.

Ora è necessario che i leader di questa coalizione facciano un passo indietro. Berlusconi, Fini, Bossi, devono pensare al futuro, e soprattutto Berlusconi e Fini devono lasciare da parte le loro questioni personali, perche’ è chiaro che un centrodestra disunito, litigioso e rancoroso non ha nessuna chance elettorale nel nostro Paese.

LUIGI CRESPI

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