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Ogni settimana al cinema con il Politico.it Se oggi Ulivieri dà zero (0) (anche) a RED

maggio 15, 2011 di Redazione 

Il nostro critico stronca il film di Schwentke, che si fa notare soprattutto per il cast “stellare” con Bruce Willis, Morgan Freeman, John Malkovich, Helen Mirren - tutti sottotono. In una settimana in cui le sale non offrono grande qualità, c’è attesa per ciò che sta per arrivare da Cannes e soprattutto per The tree of life di Terrence Malick, in uscita venerdì prossimo da noi. Il miglior cinema è (solo) sul giornale della politica italiana. Il giornale di Attilio Palmieri, il giovane e brillante critico de il Politico.it, tra le voci più promettenti della nostra cultura. E di Fabrizio Ulivieri (appunto), che ci fa divertire (e riflettere) con la recensione di RED. di FABRIZIO ULIVIERI

Nel fermoimmagine, Bruce Willis nel film

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RED

REGIA: Robert Schwentke

ATTORI: Bruce Willis, Morgan Freeman, John Malkovich, Helen Mirren, Mary-Louise Parker

GENERE: Thriller

DURATA: 111 minuti

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di FABRIZIO ULIVIERI

Ci sono giorni in cui c´è bisogno di non pensare e allora un bel film d´azione è d´obbligo. E con questa speranza uno va al cinema a vedere RED. La trama sembra fatta apposta per passare un´ora e mezzo in completo relax.

Con i migliori propositi si assiste ad un inizio all´insegna del buonismo americano e dell´amicizia fra vicini di casa e una rilassante quanto noiosa vita da pensionato di Frank (Bruce Willis), che passa le sue giornate facendo ginnastica e telefonando a Sarah (Mary-Louise Parker) che lavora all´ufficio pensioni.

Frank è un ex agente della CIA, uno dei migliori che la CIA abbia mai avuto, ma è stato messo in pensione (questo però lo scopriremo con il dipanarsi del film).

Inizio tranquillo dicevamo. Giorni che passano uguali. Gente normale. Vicini normali in una cittadina normale. Lui sta a casa fa ginnastica e telefona a Sarah e le dice che vuole andare a trovarla a Kansas City dove lei lavora. E questa è la cosa più eccitante della vita di Frank. Il resto è calma piatta assoluta.

Ma durante i giorni che precedono il Natale si scatena il finimondo. La CIA ha deciso di farlo fuori. In piena notte una squadra speciale attacca la casa di Frank e succede il finimondo. Sparatorie e scene da combattimento che farebbero impallidire qualsiasi film di azione sulla guerra in Afghanistan.

E così lui, Frank, ritorna LUI: il miglior agente della CIA. Il supereroe che ha compiuto le imprese più impossibili. Perciò li fa fuori tutti e decide di passare al contrattacco, nonostante che la CIA gli metta ora un killer alle calcagna per ucciderlo. E questo killer pare proprio uno di quelli tosti…

Non si capisce che film sia questo. Un film d´azione o un film d´azione con pretese comico-ironiche?

Una cosa è certa: è un film più noioso di Salt con Angelina Jolie; un addormentante film del 2010 ad opera di Philip Noyce che era da vedere solo in caso di urgenza, tipo: non avete amici con cui passare la domenica; la vostra compagna vi ha lasciato e allora non sapete dove andare a deprimervi più del solito; è un giorno invernale di quelli che piove e fa freddo e non avete altra risorsa dove andare perché non avete la macchina, abitate lontano dalla stazione, e quello dove danno Salt è il cinema più vicino a casa…

Tanti attori famosi per una pappa insipida: Bruce Willis mediocre, John Malkovich patetico e poco credibile, evanescente Mary-Louise Parker. Appena sopra la media Morgan Freeman.

Diciamoci la verità, di questi tempi non c´è veramente nulla di buono da vedere nelle sale.

Si spera che da Cannes arrivi qualcosa che rialzi il tasso della qualità. Si sentono grandi apprezzamenti per Midnight in Paris di Woody Allen. Pareri discordanti per Restless l´ultimo film di Gus Van Sant (El Pais ne parla in modo irritato e lo definisce un puro esercizio di stile. Ne parla bene invece Le Monde. Ne parla bene pure il Giornale, il che mi dà da pensare…). Ottime parole vengono spese sia da El Pais e Le Monde per We need to talk about Kevin di Lynne Ramsay…

Mi auguro, e parafraso le belle parole di Woody Allen, che i cineasti ritornino presto al loro vero dovere che è “di-vertire” (to entertain) la gente per almeno due ore e per quelle due ore far sentire bene la gente perché si vive da sempre in un mondo terribile e c´è bisogno ogni tanto di dimenticare tutto quello che sta fuori.

Voto per RED: zero.

FABRIZIO ULIVIERI

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