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***La polemica***
ANNIVERSARI INVENTATI. E CLANDESTINIZZATI
di ANNALISA CHIRICO

maggio 13, 2011 di Redazione 

Nessuno, a parte i Radicali, ricorda la morte di Giorgiana Masi avvenuta il 12 maggio di 34 anni fa. Venne uccisa con un colpo di proiettile durante una manifestazione di piazza. Si festeggiava il trigesimo della vittoria referendaria sul divorzio. Per contro, si celebra in anticipo l’approvazione della legge 194, del 22 maggio 1978. Ce ne parla la giovane esponente di Radicali Italiani e segretaria degli Studenti Luca Coscioni. di ANNALISA CHIRICO

Nella foto, Annalisa Chirico

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di ANNALISA CHIRICO

Stamattina nella consueta rassegna stampa su Radio Radicale Massimo Bordin fa notare che in questi giorni diversi giornali hanno celebrato un anniversario che non c´era, senza accordare la giusta attenzione a un anniversario, che invece c´era per davvero.

12 maggio 1977: Giorgiana Masi viene uccisa con un colpo di proiettile durante una manifestazione di piazza. Si festeggiava il trigesimo della vittoria referendaria sul divorzio. Sull´omicidio della studentessa diciannovenne non si farà mai luce. Ogni anno i radicali, da soli, si recano a Ponte Garibaldi per ricordare. E denunciare. Un mistero di cristallo, rispetto al quale le responsabilità dello stato (e, in particolare, dell´allora ministro degli interni Francesco Cossiga) non sono mai state chiarite. Qui l´audiovideo della celebrazione di ieri.

Bene, sui principali giornali italiani è prevalso il silenzio. Per una singolare coincidenza, invece, è stata inventata una commemorazione ad hoc.

A partire dall´articolo di Maria Novella De Luca su La Repubblica, si parla della legge 194 approvata il 22 maggio 1978. Dunque, un anniversario “in potenza”. Perché celebrarlo dieci giorni prima?

Forse si fa riferimento al referendum, che fu indetto nel 1981, quando la maggioranza degli italiani si espresse contro l´abrogazione della legge, che aveva regolamentato l´aborto. Neppure questo, dal momento che, a rigor di data, il referendum si tenne il 17 maggio. Anche qui ci muoviamo con un singolare anticipo.

Detto questo, l´articolo su La Repubblica è di ottima fattura. Ricco di dati e di informazioni, che danno il quadro degli effetti positivi di una legge, che ha ridotto drasticamente (di oltre il 50%) il numero degli aborti in Italia, sottraendo il corpo delle donne al dramma delle mammane e dei tavoli da cucina. Altro aspetto su cui riflettere è che oggi oltre il 30% degli aborti riguardano donne immigrate.

Di tutto questo vogliamo parlare, certo. Vorremmo farlo tutto l´anno, e non solo nei giorni delle commemorazioni. Vorremmo che se ne occupassero uomini e donne, perché fa troppo comodo ridurre questioni come questa a battaglie “femminili”, di genere, di nicchia. Sono battaglie di libertà, di tutti.

Vorremmo anche però che non si inventassero gli anniversari. Questo no. La prossima settimana ci saranno due anniversari, certo. Li celebreremo, senza giocare d´(immotivato) anticipo.

Ieri ce n´era uno, che è passato in cavalleria. O, meglio, in clandestinità.

ANNALISA CHIRICO

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