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Il commento. Letizia Moratti ha paura di perdere di Gad Lerner

maggio 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non si spiega che così, la “vigliaccata” di avere usato l’appello finale (quindi senza possibilità di replica per il diretto interessato) nel dibattito televisivo con Giuliano Pisapia, contendente del centrosinistra nella corsa a sindaco di Milano, per attribuire a quest’ultimo la responsabilità di un reato (il furto di un’auto) per il quale fu prosciolto. Dopo la vittoria di un soffio al primo turno cinque anni fa, nel capoluogo lombardo la destra di Berlusconi, causa la diaspora centrista di Manfredi Palmeri, è quasi certa di essere costretta, questa volta, al ballottaggio. E con un avversario molto amato dalla città come Pisapia tutto può accadere, anche al di là del confronto di merito, e anche tra i due cartelli (para)ideologici della destra e della sinistra. Brichetto lo sa e, scrive il conduttore de L’Infedele sul giornale della politica italiana, si sente messa alle corde, così da usare delle scorrettezze. Ma sentiamolo, Gad. di GAD LERNER Read more

E l’Udc ripropone l’immunità a Berlusconi “Non processabile fino a fine mandato” Lodo Mantini, varrà per tutti parlamentari Donadi: “No a salvacondotti per la Casta”

maggio 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

I centristi offrono al premier la possibilità di uscire dai suoi guai. Almeno finché resterà deputato. Attraverso una modifica all’articolo 68 della Costituzione. Una parte della politica e una parte della magistratura sono in guerra. Oltre a questo, esistono frange di magistrati che, al di là della politicizzazione, in mancanza della responsabilità civile del loro operato strumentalizzano le proprie inchieste per colpire una nostra politica comunque impresentabile creando effettivamente un vulnus democratico. Il provvedimento rischia però, in presenza di una nostra politica a sua volta non onesta e non responsabile di ridurre l’aula ad un porto franco di delinquenti. La (possibile) soluzione è – semmai – a monte, nella rifondazione di una politi- ca italiana onesta e responsabile che faccia il primo passo per una smilitarizzazione del rapporto con i magistrati, introducendone magari – ad un tempo - la responsabilità civile. Una politica che non candidi impresentabili è l’unica politica che può salvare e rifare grande l’Italia. Le regole non impediscono di infrangere le regole; ciò che può cambiare la politica italiana e il rapporto con la magistratura è la sola assunzione di responsabilità di una Politica che torni ad essere vera. E a questo fine è necessario il ricambio: i figli di questo tempo vivono l’esigenza di tale cambiamento. No comunque netto di Italia dei Valori alla proposta Udc. Ce ne parla il capogruppo alla Camera. di MASSIMO DONADI* Read more

Ma questo Paese va rieducato (del tutto) La stampa scrive della politica politicante Per Floris la politica è quel (suo) teatrino Poi giornali grondano di vuoti retroscena Tornare subito a occuparsi (invece) idee

maggio 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Premessa: questo pezzo, al quale segue una raffinata analisi a firma di Pietro Salvatori di uno specifico esempio (?) apparso sul Corriere, non vuole rappresentare un’(altrettanto) autoreferenziale estrazione di fioretto per far scadere anche il giornale della politica italiana nel cortile (o nel pollaio?) del condominio del giornalismo e della nostra politica italiana (?). Non ne usciamo (in tutti i sensi?) per sferrare un attacco a qualche protagonista (?) della nostra (?) stampa (?), bensì per mettere in discussione l’impostazione di fondo dell’attuale giornalismo (politico) italiano, e non per crogiolarci in una (non) presunta superiorità, ma nel tentativo di contribuire a svegliare (intanto, anche) questo gigante addormentato, mentre ogni giorno prepariamo il futuro. Il conduttore di Ballarò è solito introdurre i temi della puntata distinguendo i contenuti (normalmente l’economia) dalla fuffa, che però lui chiama “politica” ritenendo evidentemente che la politica proprio in (quello che in realtà è il) suo teatrino dovrebbe consistere (?), quando invece dovremmo occuparci solo dei contenuti (l’”economia”), e quella, e non altro, sarebbe la Politica. Repubblica ha inventato i retroscena e oggi ne è la regina, al punto che le pagine della politica sono diventate un grande retroscena, nel senso che ci si occupa dei nomi della nostra politica autoreferenziale di oggi come se (a loro volta) esaurissero la politica, e invece è proprio così (in tutti i sensi). In una fase storica (?) nella quale la classe politica presenta la peggior qualità di sempre, e in cui questo si traduce in una mancanza di guida per il nostro Paese, il giornalismo, cane da guardia della politica, dovrebbe sostanzialmente sostuirla, almeno nell’indicare la strada da seguire. E invece le va dietro come un cagnolino (da compagnia), determinando così l’effetto perverso di coinvolgere in questo vortice autoreferenziale il Paese, che comincia a pensare (ormai da tempo, purtroppo) che in questo consista (sempre) la Politica, uccidendo così anche l’opinione pubblica. Non la speranza di risorgere, perché per fortuna solo una parte di Paese è appiattita sull’accoppiata politica politicante&stampa collaterale, ed è nella restante (e maggioritaria) parte di nazione che si colloca il Politico.it, e dalla quale usciranno le risorse per salvarci, e riesplodere (in senso positivo). Il nostro Pietro Salvatori ha isolato uno di questi episodi di (estremo) collateralismo, di cui ora ci parla regalandoci – a margine – anche una piccola (ma a noi interessa soprattutto il resto) lezione di giornalismo. Read more

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