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Energie rinnovabili non sono ‘di sinistra’ Sono ciò che serve al (futuro del) Paese Onu: possono coprire 80% fabbisogno ’50 E (infatti) tra la gente Pdl cresce “fame” Politica stili road map per bene dell’Italia FOTO: E (vero) piano casa (ri)parta di qui

maggio 10, 2011 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera, quella fatta di idee e scelte concrete per il futuro dell’Italia. E dunque anche della nuova politica, la politica vera condotta nel (solo) interesse di (tutto) il Paese al di là della rappresentanza di specifici interessi. Perché a questo punto della nostra Storia siamo chiamati a salvarci, o imboccheremo una strada del declino sulla quale sarebbe molto difficile – ammesso che il nostro Paese non fosse saltato – tornare indietro, e l’unico modo possibile per salvarci è fare semplicemente ciò che è necessario. E contemporaneamente, salvandoci possiamo ad un tempo tornare grandi, e dunque oltre che una necessità l’impegno onesto e responsabile per perseguire il nostro bene – quello di tutti, insieme – ci offre una straordinaria occasione – l’ultima – che è anche una grande motivazione. Il giornale della politica italiana ha più volte avuto modo di indicare – e continueremo a farlo – il modo in cui riuscirci. Nello specifico, nel campo delle politiche energetiche, le rinnovabili rappresentano la soluzione economicamente più vantaggiosa, sostenibile dal punto di vista umano e, tutto sommato (, quindi), anche ambientale. L’Organizzazione delle nazioni unite indica nella copertura di quella quota enorme di fabbisogno energetico mondiale il possibile traguardo del 2050. A condizione, naturalmente, che i governi facciano gli interessi delle loro nazioni e del mondo predisponendo dei piani di “implementazione” e di organizzazione dello “sfruttamento” di questa risorsa, in chiave futuribile. L’Italia ha l’incredibile occasione di decidere come approvigionarsi senza avere costi di smantellamento di vecchie centrali, e scorie da smaltire; l’attuale nostra dipendenza da altri Paesi, insieme alla nostra straordinariua esposizione al sole e al vento, ci mettono nella condizione di ottimizzare più di molti altri l’opzione rinnovabili. Può essere uno straordinario punto di partenza. Le nostre forze più oneste e responsabili partano da qui, da dove è urgente assumere le decisioni giuste, nella costruzione del futuro dell’Italia. Il governo si occupi di questo e dimentichi gli interessi particolari di poche aziende e dei signori degli affari. Dimostrate qui, ora, nel concreto, di non essere (più, o di non voler essere più) la cricca. Ce ne parla il deputato del Pd. di ANDREA SARUBBI*

Nella foto, i pannelli integrati: ristrutturando le attuali abitazioni in senso ecosostenibile, possiamo ridurre i consumi (attraverso gli sprechi) di energia, convertire una parte dell’approvigionamento e rendere quasi autonomo quello di ciascuna abitazione, di ciascuna azienda, (e, di questo passo,) dell’intera nazione

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di ANDREA SARUBBI*

Un paio di mesi fa, Marco Marsilio e Fabio Rampelli erano tra i pochi parlamentari del Pdl a schierarsi contro il nucleare: non tanto (o meglio: non solo) per questioni di sicurezza, quanto piuttosto per la sua scarsa convenienza dal punto di vista economico. I miei colleghi, entrambi di provenienza An e vicini all’area di Maurizio Gasparri, passavano per eccentrici, in una maggioranza che – soprattutto quando apriva bocca Paolo Romani – sembrava non avere dubbi sul fatto che il nucleare fosse il futuro dell’Italia. Ora, dopo Fukushima, si sono ribaltate le cose: l’ultimo sondaggio condotto tra gli elettori del Popolo delle libertà ci fa sapere che quelli contrari alla costruzione di centrali in Italia sono il doppio di quelli favorevoli. E che è in crescita, anche nel Centrodestra, la fame di energie rinnovabili.

Ho visto Marco Marsilio stamattina, in un convegno alla Camera con il nostro Ermete Realacci, Legambiente e una grande azienda specializzata in pannelli fotovoltaici che ha organizzato in 12 Comuni italiani (ma credo che le adesioni siano aperte) una Festa del sole, per spiegare i vantaggi anche economici delle rinnovabili.

Lodevole iniziativa a parte, si è parlato naturalmente anche del nuovo decreto del governo, che cerca di mettere una toppa sullo squarcio provocato due mesi fa dal ministro Romani: con lo stop agli incentivi, parzialmente corretto solo ora, si è scatenato il panico fra le aziende produttrici e installatrici di pannelli, che non sapevano più cosa fare. Tutte piccole e medie imprese – ha ricordato Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente – che insieme costituiscono il 2% del nostro Pil: senza le rinnovabili, per capirci, nell’ultimo anno l’Italia sarebbe stata in recessione. Eppure non ne parla nessuno, mentre siamo stati mesi a discutere di Mirafiori, che in realtà – per occupazione e per fatturato – vale appena un decimo del comparto rinnovabili, ignorato dai mass media e maltrattato dalla politica.

Le installazioni di pannelli sono attualmente 200 mila, il 98% delle quali è sui tetti delle case; in quasi tutti gli 8 mila Comuni italiani ci sono impianti di energia rinnovabile, mentre solo 5 anni fa non si arrivava a uno su venti. Eppure, si diceva, c’è voluta la tragedia di Fukushima e la paura di un referendum sul legittimo impedimento perché il governo decidesse di investire un po’ su questo settore, stornando – almeno per il momento, poi vedremo cosa accade davvero – i fondi stanziati per il nucleare.

Visti anche i sondaggi di cui sopra nell’elettorato berlusconiano, io dubito che il governo avrà davvero la faccia tosta di ripartire con le centrali l’anno prossimo, dopo aver sfangato la consultazione popolare; credo piuttosto che Berlusconi finirà per muoversi come ha sempre fatto finora, e cioè in base a ciò che i sondaggi gli diranno in quel momento, secondo la logica commerciale che ha mosso in questi mesi le grande aziende del settore. Avete presente l’Enel? E vi ricordate lo spot televisivo di qualche mese fa, quello che partiva dal dopoguerra e si chiudeva con lo skyline di una centrale nucleare sullo sfondo? Nel giro di una notte, subito dopo Fukushima, la centrale è sparita e ora l’aeroplano di carta lanciato dal bambino passa per un campo di pale eoliche.

A proposito di spot: quello del Forum per il nucleare, con il protagonista che gioca a scacchi da solo, liquidava il discorso sulle rinnovabili dicendo che si sarebbero esaurite presto; proprio ieri, uno studio commissionato dall’Onu ha calcolato che, se i governi ne sosterranno adeguatamente la produzione, nel 2050 l’energia proveniente da fonti rinnovabili potrà coprire l’80% del fabbisogno mondiale. Se, l’Onu ha detto se.

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

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