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Diario politico. Dossier decreto sviluppo C’è la sburocratizzazione (per le imprese) (è primo impegno mantenuto da Silvio?) Sulla casa c’è rischio cemento selvaggio Un “riconoscimento” a scuola e ricerca Confindustria: ‘Ma (ciò) non è strutturale’ Perciò non basta e c’è il marchio destra Ma il governo finalmente batte un colpo E il Pd perde un’occasione di confronto

maggio 6, 2011 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Il giornale della politica italiana scrive da mesi che per salvarsi e tornare grande, l’Italia è chiamata a mettere in campo un progetto organico e complessivo che rifondi, sostanzialmente, da “zero” e strutturalmente il Paese. E – da ultimo ancora ieri, con il suo direttore - ha fatto seguito a questa dichiarazione teorica con la pratica di proposte, spunti e suggerimenti – portati a maturazione nel progetto organico e complessivo concepito da il Politico.it – tali da consentire di attuare quell’intendimento. Il decreto dell’esecutivo contiene invece una serie di piccoli interventi che probabilmente non basteranno ad aggiustare strutturalmente la nostra situazione, e tanto meno ci consentiranno di esplodere. Ma, colpi di testa a parte – come la “vendita”, in tempi “brevi”, delle nostre spiagge – si tratta comunque di un lodevole “inizio”, che pone fine a lunghi mesi di immobilismo a fronte della richiesta, non solo (evidentemente) da parte nostra di un cambio di direzione. E male ha fatto il Pd ad occuparsi di altro – la possibilità di una nuova manovra che si profilerebbe all’orizzonte – invece di dire la sua nel merito sulle specifiche iniziative. Dopo avere messo in campo le proprie, proposte, il Politico.it vi racconta il decreto sviluppo del governo. La firma è di Ginevra Baffigo.

Nella foto, il ministro Tremonti: soddisfatto della nostra approvazione (e delle critiche ai Democratici)

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di Ginevra BAFFIGO

Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto per rilanciare lo Sviluppo del Paese.

Per quanto la fisionomia ed il numero di misure faccia pensare ad una finanziaria, come assicura il ministro dell’Economia Giulio Tremonti in conferenza stampa, il tanto atteso decreto Sviluppo non che «è il primo di una serie di decreti legge che presenteremo in logica europea del semestre. Il prossimo decreto conterrà norme di deflazione del processo civile».

Mentre le opposizioni chiedono chiarezza sulla modifica delle previsioni contenute nel Def, ancora all’esame del Senato, l’agenda del governo, almeno su questo fronte, procede a ritmi serrati: oltre al decreto, vera e propria crociata contro la “piaga” della burocrazia, il Cdm approva due schemi di regolamento per la valutazione dei professori universitari, sulla base dei quali la progressione economica dei docenti sarà determinata secondo esclusivi criteri meritocratici.

Venendo al cuore del provvedimento, ecco le misure salienti.

Per le imprese. Anzitutto fra le novità introdotte dal decreto troviamo i bonus per le assunzioni al Sud. Dal 2011 al 2013 lo Stato garantirà un credito d’imposta pari a 300 euro per ciascun lavoratore assunto e per ciascun mese ad ogni imprenditore del Sud che assumerà un dipendente a tempo indeterminato. Il credito d’imposta verrà esteso anche a quelle aziende che investiranno nella ricerca scientifica negli anni 2011 e 2012: la misura è fissata nel 90% della spesa aggiuntiva d’investimento.

Con il decreto Sviluppo il governo sembra voler tendere un’ulteriore mano alle aziende sui controlli della Finanza. Nella lotta all’evasione fiscale, nonché alle irregolarità amministrative e contabili, il governo, e l’Agenzia delle Entrate, introducono le buone maniere durante controlli, ispezioni e verifiche per l’accertamento della fed:

«Esclusi i casi straordinari di controlli per la salute, giustizia ed emergenza», il controllo amministrativo dovrà essere unificato, potrà essere operato al massimo con cadenza semestrale e non potrà durare più di 15 giorni. Gli atti compiuti in violazione di tali misure, costituiranno «illecito disciplinare».

Inoltre raddoppia a 10mila euro il valore dei beni di cui le imprese possono disfarsi, perché obsoleti, per il quale sarà sufficiente l’atto notorio.

Per le piccole e medie imprese arrivano invece gli incentivi per facilitare la ripresa dalla crisi. In particolare, con l’intento di rilanciare il sistema turistico, nei confronti dei distretti balneari, che lungo il litorale presentano per lo più imprese a gestione familiare, è previsto un «diritto di superficie» di 90 anni per gli arenili, che potrà riguardare anche «aree già occupate lungo le coste da edificazioni esistenti», fermo restando il diritto «libero e gratuito» di accesso e raggiungimento della battigia, anche ai fini di balneazione. La manovra introduce inoltre i distretti turistico-alberghieri che godranno di sgravi fiscali, ma soprattutto di forti semplificazioni amministrative (zone a burocrazia zero) e nuove norme sulla nautica da diporto.

Sempre nell’ottica di una sforbiciata alle pratiche burocratiche il decreto estende il regime di contabilità semplificata a 400mila euro di ricavi per le imprese di servizi e a 700mila euro di ricavi per le altre imprese.

E sul fronte della semplificazione degli adempimenti burocratici vengono confermati per le imprese i tagli agli obblighi comunicativi previsti dalla normativa sulla tutela della privacy, la razionalizzazione dei controlli e l’ulteriore trasparenza sugli atti amministrativi che prevedono oneri informativi. Per la Asl si prevede invece l’adozione in tempi brevi di procedure telematiche per diversi servizi agli utenti, compresa la consegna dei referti medici preferibilmente in forma digitale entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

Meno burocrazia anche nell’edilizia. Una drastica riduzione dei tempi, ma anche una conseguente diminuzione dei controlli sull’impiego del denaro pubblico, sarà garantita dall’assegnazione senza gara d’appalto delle opere pubbliche fino a un milione di euro. I lavori fino ad un milione «possono essere affidati dalle stazioni appaltanti a cura del responsabile del procedimento. L’invito è rivolto, per lavori superiori a 500.000 euro, ad almeno dieci soggetti e per lavori inferiori a 500.000 euro ad almeno cinque soggetti». La stretta in compenso arriva sulle opere compensative e sulle riserve, con una ancor più brusca frenata sulle varianti in corso d’opera.

Sulle case viene introdotto il principio del silenzio-assenso, che entro un massimo di 90-100 giorni (180-200 per le città di oltre 100mila abitanti) garantirà il rilascio del permesso di costruire. E vendendo al fulcro del famigerato “piano casa”, viene introdotta una disciplina nazionale a cui le Regioni dovranno adeguarsi. Diventano infatti possibili ampliamenti fino al 20% per gli immobili che vengono ristrutturati con una riqualificazione energetica, mentre arriva un premio di volumetria del 10% anche per gli edifici non residenziali. Sarebbero inoltre incentivate le operazioni di abbattimento-ricostruzione dando inoltre più “libertà” di sagoma architettonica. Le procedure saranno semplificate, come già detto, dal meccanismo del silenzio-assenso e dalla Scia (segnalazione certificata di inizio attività).

Per le Banche. La Banca d’Italia grazie al decreto Sviluppo potrà «fissare limiti all’importo totale nella parte variabile delle remunerazioni dei soggetti abilitati, quando sia necessario per il mantenimento di una solida base patrimoniale». Tra l’altro restano in sospeso alcune misure drastiche, quali la possibilità di rimuovere i manager bancari non più adeguati al loro ruolo, quello di tagliare i dividendi e anche, per le banche che hanno ricevuto aiuti pubblici, di limitare la spesa per le retribuzioni in generale.

Per permettere alle famiglie di superare le difficoltà dettate dalla crisi finanziaria, la manovra prevede la possibilità di rinegoziare i mutui casa, a tasso variabile, fino a 150.000 euro. Fino al 30 aprile 2012 il mutuatario avrà infatti diritto alla rinegoziazione, a patto che abbia un reddito ISEE non superiore a 30.000 euro e sia in regola con i pagamenti. La rinegoziazione permetterà il passaggio dal tasso variabile a uno fisso per la durata residua del mutuo.

Altre misure per le famiglie riguardano poi la carta d’identità, che con questa nuova legge diventa infine elettronica. Verrà inoltre soppresso il limite di età per ottenerla (fino ad oggi 15 anni) e per i minorenni avrà una validità non superiore ai 3 anni, e 10 anni per i maggiorenni.

Cade l’obbligo di comunicare al sostituto d’imposta l’aggiornamento dei carichi di famiglia per i quali si ha diritto a detrazioni, nel caso in cui non ci siano variazioni.

Per i liberi professionisti è prevista un’accelerazione della riscossione attraverso l’accertamento esecutivo. E sempre nell’ottica di uno sveltimento delle pratiche vengono infine esclusi dallo spesometro i pagamenti con carte di credito, di debito o prepagate, emesse da operatori finanziari.

Scuola. Molte delle misure contenute nel decreto Sviluppo riguardano il fronte dell’Istruzione. «Nuove regole per l’aggiornamento delle graduatorie» dei precari della scuola, «fondo per il merito per gli studenti universitari» e «credito di imposta per le imprese che investono in ricerca» sono solo alcune delle novità introdotte dal Cdm.

Per la scuola è in arrivo un Piano triennale di immissioni in ruolo, che prima del decreto avrebbero trovato risposta in sei o sette anni. Da Viale Trastevere non si può dunque che acclamare il decreto che, all’interno del quadro di riorganizzazione del personale della scuola, potrà ridurre i tempi previsti e dunque risolvere definitivamente un problema «nato nei decenni passati a causa di scelte politiche irresponsabili che hanno fatto lievitare fino a 250.000 il numero degli insegnanti abilitati, iscritti nelle graduatorie ad esaurimento».

Vediamo nel dettaglio cosa prevede il piano triennale. Anzitutto «l’assunzione a tempo indeterminato di docenti» e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) «su tutti i posti disponibili e vacanti in ciascun anno». Quest’anno i posti vacanti sono 67 mila, di cui 30mila docenti e 37mila Ata. E proprio 67 mila sono i posti assegnati a settembre.

In risposta alla sentenza della Corte costituzionale, che sanciva il “diritto alla mobilità degli insegnanti” dichiarando illegittime le graduatorie “di coda” introdotte dalla Gelmini nel 2009, il ministero, per l’anno scolastico 2011/2012, farà sì che l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento venga effettuato con cadenza triennale (e dunque non più biennale) e con possibilità di trasferimento in un’unica provincia. Sarà inoltre prorogato il decreto “salva-precari” che garantisce ai precari che perdono la supplenza la precedenza nelle supplenze temporanee. In sostanza, per i precari della scuola la stabilizzazione dovrebbe essere spalmata su tre anni, eludendo così la norma europea contro gli abusi dei contratti a termine. Varrebbe 65mila assunzioni.

Il governo istituisce per gli studenti universitari il Fondo per il merito. I ministeri dell’Istruzione e dell’Economia si impegnano sin d’ora alla «costituzione di un Fondo per il merito, una fondazione pubblico-privata, in cui far affluire fondi pubblici e capitali privati per erogare prestiti di onore agli universitari che, nei casi di eccellenza, si trasformano in vere e proprie borse di studio», come previsto dalla riforma degli atenei.

Per la ricerca infine è in arrivo il «credito di imposta a favore delle imprese che finanziano progetti di ricerca in università o enti di ricerca». Sul fronte della ricerca, ad ogni modo, l’Esecutivo vuole evidentemente recuperare terreno. Tant’è che il ministero della Pubblica istruzione, in cooperazione con quello dello Sviluppo economico, potrà d’ora in avanti stipulare appositi contratti di programma per la ricerca con soggetti pubblici e privati.

Le prime reazioni. Il plauso di Confindustria. La Confederazione Generale dell’Industria Italiana giudica infatti positive le misure in materia di semplificazione contenute nel Dl Sviluppo: «Si tratta di misure – scrivono in una nota – che si inseriscono in un processo già avviato da tempo e che deve proseguire per sostenere la competitività del nostro sistema industriale». «Per quanto riguarda il credito di imposta per la ricerca effettuata con le università e i centri di ricerca la misura – segue il comunicato – è di per sé positiva, anche se non strutturale e non risultano ancora quantificate le risorse allocate. Per quello che riguarda il Mezzogiorno, Confindustria ribadisce che i provvedimenti efficaci per lo sviluppo devono riguardare la fiscalità a beneficio del rilancio degli investimenti e della produttività».

Le opposizioni perdono un’occasione di discussione di merito, e additano il governo per la “manovra di mantenimento dei conti e di rifinanziamento”, definita più semplicemente da Tremonti come «manutenzione» dei conti pubblici. E’ attesa per il mese prossimo per un valore di 7 miliardi in due anni. Nel provvedimento sul tavolo di via XX settembre spicca il rifinanziamento delle missioni militari internazionali, ora incrementato dalla partecipazione italiana alla missione libica, il cui attuale stanziamento scade a fine giugno. Ma nel decreto potrebbero rientrare anche delle mini-correzioni sul deficit dell’anno, che ad ogni modo – stando all’andamento dei primi mesi – non dovrebbe discostarsi a fine 2011 dalla previsione del 3,9% del Pil, inserita dal governo nel Def.

Il sottosegretario all’Economia, Luigi Casero, smentisce l’indiscrezione: «Non è prevista alcuna manovra correttiva sui conti del 2011, come evidenziato nel documento di economia e finanza. Le polemiche del Pd sul manovre correttive e aumenti di tassazione sono strumentali e prive di fondamento».

Ginevra Baffigo

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