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Assalto finale di Berlusconi a democrazia Manifesti procura=Br ‘approvati’ da Silvio Come proposta di modifica Costituzione E così tutte ‘fughe in avanti’ dei deputati Neo-strategia (mediatica) della tensione Che cosa verrà dopo la (sola) pressione?

aprile 21, 2011 di Redazione 

Il disegno emerge ora nella sua chiarezza. Mai come oggi il Cavaliere ci aveva provato in modo così diretto. Berlusconi capisce di essere agli sgoccioli, e tenta il tutto e per tutto per portare a compimento il proprio progetto originale. Il modus operandi è semplice: mandare avanti le seconde linee per seminare il panico nelle difese “nemiche” e ridurne progressivamente la capacità di reazione. In attesa di cosa? E’ facile compilare la tabella di marcia delle ultime settimane: il doppio tentativo di imbavagliare l’informazione Rai, per la prima volta per mano di un peone sconosciuto; poi i manifesti anti-magistrati di Lassini. Che, scrive Lerner nel pezzo che state per leggere, hanno un ”legame organico, finanziario, ideologico e organizzativo con il Pdl”. Ieri la proposta di modifica dell’articolo 1 della Costituzione per mano di un altro deputato “anonimo”. Obiettivo: rafforzare i poteri del Parlamento e con essi quelli del presidente del Consiglio, che ha in pugno deputati e senatori; e privare della loro capacità di interdizione capo dello Stato e Alta Corte. Un attacco su più fronti che non viene ancora esplicitato perché la rana non si accorga di stare lentamente cuocendo, e che anzi trova questa forma inedita dell’apparentemente sconnessa azione dei singoli. Ma tutto questo ancora non basta. Cosa verrà (appunto) dopo? di GAD LERNER

Nella foto, il presidente del Consiglio

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di GAD LERNER

L’iniziativa di Alessandro Sallusti, direttore de “Il Giornale”, in sostegno della candidatura di Roberto Lassini nel Pdl milanese, conferma quel che la Moratti voleva nascondere: il legame organico, finanziario, ideologico e organizzativo tra quei manifesti anonimi con cui è stata tappezzata Milano senza badare a spese, e il Pdl di Berlusconi.

Sallusti ora propone di votare insieme la Moratti e Lassini, evidenziando che non vi è contraddizione in questa scelta. E’ vero. Impressiona semmai la disinvoltura con cui ha mentito il coordinatore del Pdl lombardo, Mario Mantovani, negando di essere al corrente di una campagna propagandistica dispendiosa e concepita nei suoi uffici. Neppure stupisce di ritrovare schierata di fianco a Lassini una vecchia conoscenza come Tiziana Maiolo, molto rapida nelle scelte di campo.

GAD LERNER

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