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***Il futuro dell’Italia/ Energie***
NUCLEARE BREVE
di EMILIO D’ALESSIO

aprile 20, 2011 di Redazione 

La volontà di scongiurare il raggiungimento del quorum al referendum del prossimo 12 giugno sul legittimo impedimento (e sulla privatizzazione dell’acqua), sì, ma non solo. Dietro la decisione del governo di stoppare il proprio programma per il ritorno all’energia atomica – oltre al probabile retropensiero sulla possibilità di rivedere la decisione non appena l’allarme-Fukushima sarà stato sedato – ci sono anche altre ragioni. La Germania ad esempio ha appena annunciato l’intenzione di smantellare tutte le proprie centrali atomiche entro dieci anni. E che punterà “senza esitazioni” sulle rinnovabili. E quale occasione migliore di un dietrofront sul nucleare la cui tecnologia ci sarebbe stata fornita in larga parte della Francia, per una possibile rivincita su Sarkozy dopo lo smacco della leadership francese nell’operazione in Libia e il gran rifiuto sui permessi di soggiorno dei migranti tunisini? Ce ne parla l’esperto di sviluppo sostenibile, che comincia con questo pezzo sul passo indietro atomico la sua collaborazione con il Politico.it di EMILIO D’ALESSIO

Nella foto, al presidente del Consiglio cresce il naso

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di EMILIO D’ALESSIO

Dopo la moratoria di un anno decisa il 23 marzo scorso il governo ha annunciato martedì che sarà esso stesso a presentare un emendamento al decreto omnibus per decretare il blocco alla realizzazione delle quattro centrali atomiche previste e proclamate fino a un mese fa come l’unica via di salvezza energetica del paese. Il decreto sarà al voto al Senato già oggi (mercoledì 20), quindi il de profundis del nuovo programma nucleare italiano è stato celebrato con modi estremamente spicci.

Perché tutta questa fretta, dopo due anni di annunci e sparate? Le analisi più sbrigative rimandano ai soliti sondaggi commissionati da Berlusconi. I dati dimostrerebbero la possibilità concreta che il quesito nucleare porti la maggioranza degli Italiani a votare ai referendum, persino nel torrido ozio di una domenica di metà giugno. Con la temuta conseguenza che il quorum scatti anche per l’abrogazione della legge sul legittimo impedimento. Rischio serio e certo tenuto nella opportuna considerazione dal premier.

Oltre a questo però ci sono altri fattori. Ad esempio l’annuncio fatto venerdì scorso da Angela Merkel: la Germania intende smantellare tutte le sue centrali atomiche entro dieci anni e puntare senza esitazione sulle energie rinnovabili. Non sarà più possibile dire “così fan tutte”. E infatti persino lo scettico e sferzante ministro Tremonti, che solo pochi mesi fa liquidava il grande potenziale dell’energia eolica come “mulini a vento”, ha prefigurato oggi programmi di finanziamento per le energie rinnovabili attraverso gli Eurobond.

Last but not least va ricordato che il primo partner nel rinascimento atomico italiano avrebbe dovuto essere la Francia. Berlusconi e Sarkozy a suo tempo siglarono patti di intesa nucleare con grande risalto mediatico, annunciando la costruzione in Italia di centrali nucleari EPR, tecnologia brevettata oltralpe. Oggi la Francia, dopo la sua pretesa leadership nell’intervento in Libia e la vertenza aperta con il nostro governo per i permessi di soggiorno ai clandestini, non è certo nel cuore della destra italiana. E un dispetto a Parigi può valere più di qualche improbabile e impopolare centrale nucleare in Italia.

I blog e la rete servono anche a non dimenticare. Il 14 luglio 2009 Claudio Scajola, ai tempi ministro per lo sviluppo economico perché non ancora accortosi che qualcuno gli aveva comprato casa a sua insaputa, diceva: “Nel 2010 le imprese interessate presenteranno le domande per le nuove centrali nucleari. Entro il 2013 metteremo la prima pietra della prima centrale. Entro il 2018 avremo i primi chilowattora prodotti nel nostro paese con il nucleare”.

EMILIO D’ALESSIO

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