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Nucleare, ora non rifacciamoci ingannare Il governo ha (sì) stoppato il programma E ad oggi l’Italia non ritorna più all’atomo Ma così salta pure il referendum ‘contro’ E senza il nostro “no” si ritornerà in pista

aprile 19, 2011 di Redazione 

L’esecutivo sospende la costruzione di nuove centrali, e così facendo determina l’annullamento del referendum, per il quale noi non diremo il nostro (nuovo) “no” all’energia atomica così che la possibilità di un ritorno al nucleare resterà intatta. E quando l’allarme post-Fukushima sarà passato un nuovo governo di centrodestra (se non questo stesso prima della fine della legislatura) sarà pronto a rimettere in campo l’opzione, senza più tema – probabilmente, salvo nuovi incidenti – di essere “fermato” dalla volontà popolare. A due mesi dalla consultazione, si tratta di un atto profondamente antidemocratico, anche se legittimo. Perché la qualità della democrazia non è data solo dal rispetto delle regole scritte, ma anche da quello delle regole non scritte. E la regola (scritta ma non vincolata) della (nostra) democrazia è che “la sovranità appartiene al popolo”, e ciò è vero solo quando non già il governo insegue populisticamente la “piazza” (in tutti i sensi), ma quando il popolo è coinvolto e coordinato dalla politica che ne diventa ad un tempo guida (prima) ed espressione (poi), compiendo la democrazia. Quella del governo di oggi è una mossa utile a prendere un tempo, un evitare l’ingresso presidiato per farlo, tra qualche tempo, dalla porta di servizio. (Anche) per questo Napolitano ha tentennato prima di firmare il provvedimento, ed è perciò che l’esecutivo ha inserito la moratoria nel decreto omnibus, un altro strumento antidemocratico che lede la rappresentatività nel suo momento più alto, quello parlamentare. Non facciamoci irretire. E la stampa onesta e responsabile non smetta (come ha già – quasi – fatto) di informare sul disastro di Fukushima e riprenda ad approfondire il dossier-nucleare: que- sto è il compito dell’informazione. Il resto è autorefe- renzialità. Collaterale a (questa) nostra politica.

Nella foto, sul nucleare l’ennesima operazione-maquillage/distrazione di massa

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