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La prescrizione breve non spegne né L’Aquila né Viareggio Guzzanti

aprile 15, 2011 di Redazione 

Riduce semplicemente i tempi di… due anni. Sì. Ma su 37, che diventano dunque 35. 35 anni per celebrare il processo: sono sufficienti (?). Il deputato liberale, oggi nel gruppo di Iniziativa Responsabile e di nuovo, dunque, in forza alla maggioranza respinge le accuse rivolte a chi, come lui, aveva votato il provvedimento che riduce (appunto, ma di poco – in questo caso) i tempi di prescrizione dei processi: di avere, in questo modo, posto una pietra tombale sulla possibilità di ottenere giustizia per i famigliari delle vittime del terremoto in Abruzzo e del disastro ferroviario colposo avvenuto in prossimità della stazione toscana. Ciò non cambia la sostanza del processo breve, un’amnistia mascherata. Ma che - almeno - non riguarda le due più recenti tragedie della nostra vita comune, rispetto alle quali i parla- mentari che avevano votato il provvedimento erano stati inchiodati alle loro (ir)responsabilità (?). Che però, come ci spiega ora Guzz, in questo (specifi- co) caso non esistevano. di PAOLO GUZZANTI

Nella foto, Paolo Guzzanti

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di PAOLO GUZZANTI

Scioccato, insultato, marchiato d’infamia anche da mia figlia sul suo blog, ho voluto vederci chiaro su questa storia della prescrizione che impedirà di fare i processi per le morti in attesa di giustizia dell’Aquila e di Viareggio. E che ti scopro? Quello che potete scoprire tutti: la prescrizione scadrà dopo ben 35 anni e forse più ancora secondo altre interpretazioni. Qualcuno chiederà scusa? Ma figuriamoci! State a vedere quali saranno i commenti e preparate le forche e le fosse comuni per i criminali parlamentari che hanno votato una legge della Repubblica.

Naturalmente su di me, e su tutti i deputati, ha fatto molto effetto la tremenda accusa: Voi votate una legge che farà prescrivere i processi per i disastri colposi di Viareggio e dell’Aquila. Fuori di Montecitorio si radunavano piccole folle indignate e sul blog di mia figlia Sabina venivano – sono – pubblicati i nomi di coloro che hanno votato additati al la pubblica ignominia. Ma io, quando avevo ascoltato i dati del ministro Alfano e dopo aver chiesto spiegazioni, ho avuto la seguente risposta: Non è affatto vero quel che viene gridato, ed anzi è assolutamente falso: Le prescrizioni scadranno per l’Aquila e Viareggio nel 2032 (fra ventun anni!!) se non nel 2044 (fra 33 anni !!).

Ma fuori urlavano, dentro urlavano, sui blog urlano, qui urlavate, volavano e volano accuse feroci e infamanti.

Che fare? Io non ho studiato giurisprudenza, ma mi sono fatto ben spiegare come stanno le cose e ho finalmente ben capito e adesso spiego ciò che ciascuno di voi, consultando un banale codice penale, può leggere con i suoi occhi.

Tutto sta – ammesso che le feroci accuse contro di noi fossero state lanciate in buona fede – nel fatto che nessuno è andato evidentemente a leggersi per intero l’articolo 157 del CP, al sesto comma. In quel sesto comma sta l’errore: il sesto comma dell’articolo 157 raddoppia i termini di prescrizione per i delitti di omicidio colposo e disastro colposo (449 e 589) per cui i 15 anni di pena e di prescrizione passano a 30, cui bisognava aggiungere (prima del voto di ieri) un quarto della pena massima complessiva. E dunque, la pena per omicidio plurimo essendo di 30 anni ed essendo un quarto di 30 poco più di 7, abbiamo un totale di pena e di data di caduta in prescrizione di 37 anni e mezzo oggi al massimo.

Ora che cosa è cambiato? E’ cambiata la pena aggiuntiva massima che non è più di un quarto (= a 7), ma a un sesto: dunque, poiché un sesto di 30 è 5, si ha il tremendo abbassamento della prescrizione “breve” a 35 anni anziché 37. E cioè si torna al dato che abbiamo prima riferito e che il ministro aveva fornito all’aula.

Dunque: NON E’ VERO UN CAZZO!! E’ falso che i processi per L’Aquila e Viareggio si chiuderanno… prima di 35 anni, o forse 34 da oggi.

C’è qualche anima graziosa che vorrebbe rifarsi i conti, leggersi il codice e chiedere umilmente scusa? Mi farebbe piacere che questa banalissima analisi alla portata di tutti coloro che si siano comperati un codice dal tabaccaio, andasse anche sugli altri siti a portare questa lieta novella. Una novella di pura e banale verità. Ma scommetto che la verità non scalfirà in alcun modo la furia devastante che è stata scatenata contro i maledetti deputati votanti.

PAOLO GUZZANTI

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