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Ma solo i (veri) giovani possono (ri)farlo Quelli (già) scevri da (vecchie) ideologie E’ la generazione dei nati dopo il 1980 Democratici e liberali di destra, riunitevi E mettete in campo un progetto comune

aprile 15, 2011 di Redazione 

La strada lungo la quale la nostra nazione si sta muovendo porta ad un vicolo chiuso. Non è possibile cambiarla semplicemente ricambiando (in tutti i sensi – ?) la nostra politica autoreferenziale di oggi, che è l’artefice di tale errore di direzione. Quel riferimento va dimenticato. E la soluzione non può essere quindi perseguire (individualmente) un accreditamento presso di essa. E ancora secondo le divisioni attuali. E’ necessario invece andare oltre tutto questo e avanzare una proposta comune, che sia “figlia” esclusivamente di questo tempo. Solo così sarà possibile unire le aree di sensibilità e di opinione oneste e responsabili della destra e della sinistra. E questa è la pre-condizione – in attesa del “compimento” del Pd – per quel (nuovo) Risorgimento che già in origine, del resto, rappresentò l’incontro tra le anime (è proprio il caso di dirlo) più sensibili al tema della nazione della “destra” e della “sinistra” di allora. Ovvero quella comunità (oggi disunita) di persone che provano un reale senso di appartenenza al nostro Paese, e sentono di dover dare se stesse per salvarlo e rifarlo grande. Onestamente e responsabilmente, appunto. Immaginate i giovani di destra e di sinistra uniti sotto le insegne di un progetto comune. Come, lo abbiamo “dimostrato” prima, è ampiamente possibile. In un’Italia priva oggi di una reale capacità critica, ciò che può aiutare questo processo è (anche) una leadership riconoscibile. Il giornale della politica italiana ha già individuato questa possibilità nel profilo di Matteo Renzi, più “anziano” ma a sua volta post (vecchie) ideologie. E ideale punto di sintesi tra quelle che dovessero essere le sensibilità ancora più marcatamente divaricanti. Ma in nome di cosa (in tutti i sensi)? Oggi ciò che serve è un pragmatismo ideale che si occupi di raccogliere l’eredità dei nostri nonni (appunto), togliendo dalla guida i nostri ormai consunti, e mai veramente adeguati, padri. il Politico.it è il luogo del riconoscimento di tutto questo. Il giornale della politica italiana farà (continuerà a fare) la sua parte perché questo sogno – immaginate, ancora, un’Italia “giovane” che lavora per i giovani di domani (o non è politica!) senza differenze e faziosità, nel solo interesse della nazione – possa realizzarsi.           

Nella foto, il sindaco di Firenze, possibile leader del movimento dei giovani italiani

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